sanità pubblica

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Ospedali in tilt per la malagestione del Covid
Ansa
Un’inchiesta dell’«Economist» rivela: le liste d’attesa infinite derivano dagli strascichi della pandemia. E non è un fenomeno italiano, è lo stesso in 18 Paesi. Avendo trascurato gli altri malati, ora ne paghiamo le conseguenze. Anche con morti evitabili.

I numerosi esponenti di sinistra che continuano a insistere sulle condizioni difficili della sanità italiana e che in colpano il governo per le liste di attesa smisurate e tutti i problemi che affliggono i nostri ospedali - problemi che di sicuro esistono e di cui troppi fanno le spese - prima di berciare inutilmente dovrebbero dare una scorsa alla robusta inchiesta pubblicata dall’Economist sull’ultimo numero ora in edicola.

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La confusione (truffaldina) su sanità privata e pubblica
iStock

Mercoledì mattina ho partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università San Raffaele di Milano. Si tratta di un ateneo privato, cresciuto negli anni con lo sviluppo dell’ospedale fondato da don Luigi Verzè e ora di proprietà della famiglia Rotelli.

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La confusione (truffaldina) su sanità privata e pubblica
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Mercoledì mattina ho partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università San Raffaele di Milano. Si tratta di un ateneo privato, cresciuto negli anni con lo sviluppo dell’ospedale fondato da don Luigi Verzè e ora di proprietà della famiglia Rotelli.

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«Serve una riforma della sanità. Troppi codici bianchi al pronto soccorso»
Il direttore generale Agenas Domenico Mantoan, Attilio Fontana e Eugenio Giani (Maria Vittoria Galassi)
Al Meeting di Rimini si parla di salute, l'incontro tra il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente Regione Toscana Eugenio Giani, il professore di politica sanitaria dell’università Milano Bicocca Michele Castelli, il direttore generale Agenas Domenico Mantoan e il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute Massimo Angelelli.
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Il piano di Tony Blair e Renzi: computer al posto dei medici
Tony Blair e Matteo Renzi (Ansa)
L’istituto dell’ex premier britannico, di cui l’italiano è consigliere strategico, propone di far interagire i pazienti con l’intelligenza artificiale, che monitorerebbe le cartelle cliniche (tutte digitalizzate). Gli inglesi sono in allarme. E dovremmo esserlo anche noi.
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