orazio schillaci

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Al concorso Aifa si presenta solo l’uomo di Schillaci: vince e rifiuta
Orazio Schillaci (Ansa)
Altra grana per il ministro: il suo capo della segreteria tecnica, Carlo Monti, «sbaraglia la concorrenza» in un bando dell’Agenzia del farmaco. Peccato fosse l’unico rimasto in lizza. Imbarazzo e dietrofront.

«Il ministro della Salute non ha alcun potere di intervento sui manager delle aziende sanitarie». Ci eravamo lasciati così l’ultima volta, tra un titolo V della Costituzione e gli indegni che truccano le liste d’attesa scoperte da Mario Giordano a Fuori dal Coro e rilanciate dalla Verità. Così, tocca ancora a «una certa stampa» dare un altro dispiacere al ministro Orazio Schillaci: lei sa chi ha vinto il bando di concorso per guidare il settore dell’Agenzia del farmaco che si occupa delle istruttorie sui farmaci in attesa che siano approvati? Certo che sì.

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Schillaci si accorge delle liste d’attesa truccate e ammette di essere inutile
Orazio Schillaci (Ansa)
Il ministro prova ad assolversi sul «Corriere», ma conferma che senza «certa stampa» dormirebbe ancora: «Io non ho poteri».

Caro Orazio Schillaci, caro ministro della Salute, sono felice che si sia accorto che «chi trucca le liste d’attesa è indegno». Ci ha messo un po’ di tempo, ma evidentemente, con la dovuta calma, ci è arrivato anche lei. E sono contento pure che l’abbia fatto sapere tramite un’intervista al Corriere della Sera, riferendosi genericamente a «inchieste giornalistiche» e a «certa stampa». Quando parliamo con qualcuno noi, in genere, siamo abituati a guardarlo in faccia, e magari anche a chiamarlo per nome. Ma evidentemente quando si diventa ministri si preferiscono i messaggi trasversali. Detti anche pizzini.

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La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

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La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

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Una commissione farsa per i medici free vax
Orazio Schillaci (Ansa)
Il comitato voluto da Schillaci dovrà valutare in secondo grado se radiare definitivamente alcuni dottori che, sotto il Covid, avevano utilizzato protocolli alternativi. Ma la sentenza è scritta: saranno giudicati da coloro che li avevano già sospesi.

Il ministro della Salute ha messo in piedi un altro comitato che dovrà revocare. Dopo aver ceduto alle pressioni di chi non voleva due medici «no vax» all’interno del Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, adesso Orazio Schillaci non può fingere che sia credibile un organo di giurisdizione speciale, con all’interno magistrati e medici «schierati» contro i dottori critici della gestione dell’emergenza Covid.

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