Giuseppe Conte (Ansa)
Ma sì, che fretta c'era, maledetta pandemia? In fondo, mancavano appena cinque giorni a Natale e ce la si poteva pure prendere comoda, che il tempo di cuocere i bolliti di Palazzo Chigi c'era. Così, dopo aver perso giorni in una verifica che è stata rimandata a dopo l'Epifania, dopo aver fatto una passerella a Bengasi per tirarsi su nei sondaggi e dopo aver pure trovato 40 minuti da dedicare a Matteo Renzi e alla delegazione di Italia morta, Giuseppe Conte si è ricordato di riunire il Consiglio dei ministri per stabilire che cosa possono fare gli italiani prima del 24 e che cosa potranno fare dopo il 26, in occasione del Capodanno.
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Passa la linea durissima sulle Feste: zona rossa in tutto il Paese, bar e ristoranti chiusi, coprifuoco alle 22 e regole cervellotiche su pranzi e cene in famiglia. Doccia fredda sui ristori: si parla di solo 550 milioni di euro, e non prima della fine dell'anno.
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A dieci giorni dalle feste gli italiani non sanno con chi potranno sedere a tavola. Dopo aver vaneggiato sul permesso di uscita dai Comuni, spuntano ipotesi di lockdown o zona arancione per tutte le Regioni.
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Giuseppe Conte rimane isolato e abbandona il pugno duro: in arrivo il provvedimento che permetterà l'uscita dal proprio Comune il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio. Ora le morti tanto sbandierate sono solo statistica.