movimento 5 stelle pd

Conte spolpa il Pd di Letta e guida l’opposizione
Maurizio Landini e Giuseppe Conte (Imagoeconomica)

Una decina di giorni prima delle elezioni del 25 settembre scrivemmo su questo giornale che Giuseppe Conte si apprestava a lanciare un’Opa sul Pd, cioè a conquistarlo per poi annetterlo, trasformandolo dunque in una succursale grillina. L’idea che il Movimento 5 stelle fosse in grado di sconfiggere il maggior partito della sinistra, arrivando al punto di scalarlo con un’operazione ostile, sembrò a molti una fantasia priva di fondamento. Anzi, una sparata pre elettorale, destinata a spegnersi subito dopo il voto, appena toccata con mano la sconfitta cui andava incontro l’avvocato di Volturara Appula.

Il governo delle poltrone viventi
Ansa
Il papocchio è quasi ufficiale e sul campo c'è la prima vittima. È il segretario dem, messo nel sacco dal Bullo, vero regista del matrimonio contro natura. Il Giglio magico si è assicurato le poltrone, il governatore l'inutilità.
Il premier chiude con gli insulti: «Salvini inefficace e senza coraggio»
Ansa
Il presidente del Consiglio strizza l'occhio ai democratici e picchia durissimo sul ministro dell'Interno: «È opportunista e non rispetta le regole». Dopo un anno di governo assieme, è una capriola da fenomeno.
Renzi vuol fare il commissario Ue
Ansa
Anche io, al pari di Luca Ricolfi che lo ha detto ieri su questo giornale a Maurizio Caverzan, penso che la capriola di Matteo Renzi a favore di un governo con il Movimento 5 stelle sia tra le più spregiudicate della storia repubblicana.
Arriva il governo dell’invasione
Ansa
Ci mancava solo Massimo D'Alema a far da levatrice al governo della vergogna. Ma l'ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli Esteri che andava a braccetto con gli hezbollah, alla fine è arrivato a benedire la nascita di un nuovo esecutivo 5 stelle-Pd. Lo ha fatto ricordando che 24 anni fa un colpo di mano, sotto gli occhi compiaciuti di Oscar Luigi Scalfaro, portò alla nascita del governo di Lamberto Dini, mettendo in un angolo Silvio Berlusconi, che aveva vinto le elezioni del 1994, e aprendo la strada alla successiva vittoria di Romano Prodi.
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