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La crisi della lira può avere pesanti ripercussioni sull'Italia: fra Roma e Istanbul ci sono scambi per 20 miliardi e le nostre banche, prima di tutte Unicredit, sono esposte per altri 15 miliardi di euro. Le contromisure di Recep Tayyip Erdogan rischiano di fare ulteriori danni, come per esempio la conversione nella valuta turca di tutti i contratti economici stipulati in moneta estera. A risentirne potrebbero essere anche diverse imprese made in Italy: tra le aziende presenti in Turchia ci sono colossi come Fiat chrysler, Pirelli, Cementir e Leonardo.
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- Il governo turco ha rivelato di avere avviato un'indagine su 346 account, aperti su vari social network, che avrebbero «aiutato la speculazione contro il Paese». Un remake dei vivaci twittatori anti Quirinale.
- L'interesse dell'Italia è quello di contribuire a convincere il leader ad arrendersi. O collaborare alla destabilizzazione totale di Turchia e Iran per avere l'appoggio Usa.