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Gli inglesi sottomessi all'Islam danno dei mafiosi agli italiani
Ansa
La stampa d’Oltremanica infanga Palermo e Bagheria, teatro delle nozze tra i Vip Dua Lipa e Callum Turner. Peccato che i capitali dei boss siano più a Londra che in Trinacria. Dove, semmai, mancano le gang pakistane.

Ricapitoliamo per i non addetti alle cronache rosa. Dua Lipa è una cantante pop britannico-albanese, nata a Londra da genitori kosovari. È una delle artiste più famose al mondo, conta circa 87 milioni di follower su Instagram ma soprattutto avrebbe un patrimonio tra i 100 e i 130 milioni di dollari, incassati tra streaming, tour e testimonial di brand come Versace, Prada e Puma.

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Arrestato un altro italo-marocchino: pronto al martirio ispirato da Salim
iStock
Zakaria Ben Haddi, 21 anni, residente in Brianza, fermato ieri per terrorismo. Secondo gli uomini della Digos era «verosimile una sua immediata attivazione». Sui social esaltava gli attentati musulmani contro i cristiani.

L’ultimo segnale d’allarme è arrivato il 30 maggio. Quando, secondo la Procura di Milano, Zakaria Ben Haddi ha pubblicato sui propri profili social «diversi post inneggianti al martirio, facendo ritenere verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione».

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Col governo Meloni in cella 68 estremisti. Ma gli imam fanno proseliti nelle carceri
Nel riquadro, la locandina del centro culturale «Islam è Luce» di Udine (iStock)
Salgono gli arresti di musulmani radicalizzati. Intanto a Udine si organizzano visite in galera per «dar consigli» ai galeotti islamici.

«Visite in carcere per consigliare i detenuti». Tutto normale se il servizio offerto da un’associazione culturale e spirituale di Udine non fosse appeso alla porta d’ingresso di una simil-moschea, se l’operazione non fosse promossa da un gruppo di musulmani e se la radicalizzazione religiosa in Italia non fosse un potenziale pericolo.

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Le torture degli islamisti vengono censurate
Proteste in Germania contro la pena di morte in Iran (Ansa)
Ha fatto scalpore il video degli attivisti della Flotilla insultati dal ministro israeliano Ben-Gvir. Ma l’Occidente non si è mai mobilitato per l’agonia riservata da Hamas alla soldatessa Noa Marciano, catturata il 7 ottobre. La cui storia orribile qui nessuno conosce.

Sarebbe il caso di abolire il ministero della Cultura. Potremmo liberarci di una serie di ministri che alternano mediocrità sempre presente a saltuarie storie pruriginose. Potremmo risparmiare i soldi spesi a sovvenzionare film inguardabili e difatti non guardati. Potremmo evitare di profanare Venezia e la sua irraggiungibile bellezza con quella infame boiata che è la Biennale, dove lo zuzzurellone di turno - questa volta è una tizia finlandese - viene a esporre degli escrementi. Potremmo finalmente abolire Festival della letteratura di Mantova e Salone del libro di Torino, oramai capisaldi della sottocultura di sinistra, parco giochi di chi crede che ascoltare Saviano o vedere la Littizzetto in persona sia cultura.

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La sinistra si rassegni: a colpire è stato il jihadismo, il disagio è un dettaglio
Soccorsi a Modena dopo l'attacco di Salim El Koudri il 16 maggio (Ansa)
L’opposizione se la prende con il governo e con la mancata integrazione pur di negare la realtà: El Koudri non era incapace di intendere e di volere ed era pronto a morire.

La sinistra insiste a dire che la strage di Modena è frutto della mancata integrazione e dei tagli alla sanità, ovvero che la colpa è di chi sta al governo, perché aizza l’odio contro gli stranieri e riduce i servizi sociali allo scopo di fare cassa. Accusando il centrodestra di strumentalizzare l’attentato per fini politici, ovviamente Pd e Avs fanno politica, evitando di rispondere delle responsabilità di un’immigrazione che hanno fortemente favorito e che ora presenta il conto.

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