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Ai dipendenti pubblici liquidazione a rate «sennò la spendono»
Imagoeconomica
Da Monti in poi, soldi col contagocce. Ora il ricorso alla Consulta. Lo Stato si giustifica: così i pensionati evitano acquisti irrazionali.

Oltre al danno, la beffa. Lo Stato non solo decide in modo del tutto arbitrario di disporre dei soldi del lavoratore ma come giustificazione tira in ballo tesi psicologiche. Il caso del Tfs, il trattamento di fine servizio, ovvero la liquidazione che spetta ai dipendenti pubblici al termine della vita lavorativa e che l’Inps, l’ente erogatore, vuole continuare a pagare con il contagocce, torna sul tavolo della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del suo differimento. Questa commedia dell’assurdo si trascina dal 2010 (atto di nascita) per poi prendere la forma attuale nel 2011, con il decreto Salva Italia, quando in piena emergenza spread il governo Monti chiese, o meglio, impose, agli italiani di stringere la cinghia, a cominciare dai dipendenti pubblici. Non trovando altro modo per colmare i buchi di bilancio, il governo mise le mani sulle liquidazioni e decise che, anziché essere versate in una unica soluzione, a fine servizio, sarebbero state scaglionate per tranche.

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I «pacchi» rifilati da Amazon nel labirinto dell’assistenza clienti
(iStock)
L’azienda Usa e pure le nostre Poste o l’Inps sanno tutto di noi. Ma parlarci è un’impresa.

Partiamo dalla fine: ma per quale motivo Amazon e tutti quelli che attraverso app e Web possono sapere tutto di me, dialogare ogni trenta secondi con me, ma io non posso parlare con loro quando mi serve? Ti abbuffano di customer care e test su «quanto siamo soddisfatti» ma se cerchi un numero verde o una mail per risolvere una urgenza sembra il segreto di Fatima.

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L’Inps si perde nel grande gioco del mattone
Il presidente dell'Inps Gabriele Fava (Ansa)
L’istituto pensionistico è proprietario di più di 2.500 unità abitative occupate abusivamente, ma annuncia l’intenzione di spendere 220 milioni per acquistare altri immobili. Gli investimenti in fondi dedicati al real estate ammontano a 2 miliardi.

Morosità, occupazioni, sono gli annosi problemi dell’Inps e peraltro di tutti gli enti pubblici che dispongono di un patrimonio immobiliare ad uso abitativo. Le difficoltà nella riscossione dei canoni che già emergono per le abitazioni di privati date in locazioni, si amplificano nel pubblico. Dall’audizione del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, in Commissione parlamentare di vigilanza sugli enti previdenziali è emerso che sono 1913 le unità immobiliari da reddito occupate da soggetti identificati e 790 quelle occupate abusivamente da soggetti non noti, nei confronti dei quali sono state sporte denunce all’Autorità Giudiziaria.

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«Più occupati grazie allo stop al Reddito»
Gabriele Fava (Imagoeconomica)
Il presidente dell’Inps Gabriele Fava: «Nel 2024, 400.000 assicurati in più, il 30% degli ex percettori ha trovato lavoro. C’è un problema di salari per i giovani e di denatalità. Serve un’immigrazione qualificata e governata che risponda ai bisogni del sistema produttivo».
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Aiuti Covid, l’Inps continua a inviare lettere
Ernesto Maria Ruffini (Ansa)
L’ente sta chiedendo a pensionati di tutta Italia di restituire i sussidi ricevuti durante la pandemia, a causa del pasticcio fatto dal governo e dall’Agenzia delle entrate di Ruffini. Invece nessuno ridarà indietro i soldi buttati per i banchi a rotelle.
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