«Il Senato della Repubblica aderisce al Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Le bandiere sono esposte a mezz’asta per tutta la giornata di martedì 10 febbraio. La facciata di Palazzo Madama è stata illuminata con i colori della Bandiera dal tramonto del 9 febbraio all’alba di oggi e, nuovamente, sarà illuminata dal tramonto alla mezzanotte di martedì 10 febbraio».
Franco Alfieri (Ansa)
Franco Alfieri, presidente della Provincia di Salerno, è finito in carcere ieri con l’accusa di corruzione. Per i pm la sorella avrebbe ottenuto un subappalto sull’ampliamento dell’illuminazione pubblica.
Franco Alfieri, il sindaco dem e presidente della Provincia di Salerno che avrebbe illuminato, col trucco, le strade di Capaccio Paestum, da ieri mattina è in carcere con l’accusa di corruzione e turbata libertà degli incanti. Per sua sorella Elvira, invece, il gip del Tribunale di Salerno Valeria Campanile ha disposto gli arresti domiciliari nell’ambito di una inchiesta della Procura che vede indagate altre quattro persone: Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale dell’azienda Dervit Spa; Andrea Campanile, dipendente del Comune e «messaggero» delle direttive impartite dall’impresa, e Carmine Greco, componente dello staff del sindaco e responsabile tecnico del Comune.
Anche per loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Sequestrate agli indagati somme per oltre mezzo milione di euro. Alfieri è noto per una battutaccia di Vincenzo De Luca (del quale un tempo è stato capo della segreteria politica), che lo elogiò pubblicamente come maestro dell’arte della clientela in occasione del referendum costituzionale che costò il posto da premier a Matteo Renzi: «Franco, portali a votare, offri una frittura di pesce, fai quel che vuoi, ma porta voti». E chi meglio di Alfieri sapeva come fare? Eletto con percentuali bulgare, l’87,3 per cento, il sindaco, stando all’inchiesta, ha dimostrato di saper maneggiare il consenso (e non solo) come pochi. Ha poi guidato i sindaci della sua zona in piazza, a Roma, per chiedere al governo lo sblocco dei fondi di Coesione e sviluppo, nel giorno in cui De Luca apostrofò come «stronza» Giorgia Meloni. La vicenda che l’ha portato in carcere appare spicciola: da un lato, l’ampliamento e l’efficientamento energetico dell’illuminazione comunale (per oltre 2 milioni di euro), dall’altro, la Dervit spa che si sarebbe occupata anche di redigere gli atti delle gare. Una procedura «normale» a Capaccio Paestum, dove pare che tutto fosse già deciso prima ancora che si aprissero ufficialmente le buste. Alfieri avrebbe scelto con cura non solo le strade da illuminare, ma anche chi avrebbe dovuto farlo. L’accusa è chiara: collusioni, turbative d’asta, un copione in cui i protagonisti, Alfieri in testa, avrebbero fatto di tutto per garantire alla Dervit Spa l’aggiudicazione dei lavori. E sono emersi accordi sottobanco, con tanto di «professionisti esterni» chiamati a firmare atti già confezionati in casa Dervit. Perché a Capaccio Paestum non si bada certo alla forma. Qui se i soldi non li incassa direttamente il Comune che importa? In una telefonata Alfieri dice al suo uomo di fiducia di informarsi sulla possibilità di ampliamento di variante fino al 50 per cento dell’importo contrattuale per una rotatoria stradale, cosicché, poi, «piglia i soldi e mi paga». Così sembra dire il sindaco, ma gli investigatori non ne sono certi. E nell’ordinanza il gip lo sottolinea. L’importante, però, è che ci sia sempre qualcuno disposto a firmare. Il responsabile tecnico del Comune di Capaccio, Carmine Greco, «operando sempre su mandato del sindaco Alfieri» aveva conferito un incarico a un professionista esterno, per un compenso da 70.000 euro poi non corrisposto, affinché firmasse la documentazione che era stata materialmente redatta dalla Dervit. Mentre in un’altra procedura era stato lo stesso Greco a firmare i documenti predisposti dalla società. Sempre il dipendente del Comune si era adoperato per invitare alle gare «ditte non aventi i requisiti» per aggiudicarsi gli appalti. In modo da blindare l’assegnazione alla Dervit. E non basta la solita dichiarazione di fiducia del Partito democratico che, per inciso, ha immediatamente sospeso Alfieri dall’anagrafe degli iscritti, a spegnere le fiamme dell’inchiesta.
Procedure negoziate, aziende amiche invitate a partecipare solo per far numero, con una sceneggiatura già scritta fin dall’inizio. Ribassi minimi rispetto all’asta, quel tanto che basta per rispettare le formalità, ma che lasciano sempre la porta aperta a ulteriori «perizie di variante», perché i conti, ufficialmente, alla fine, devono tornare per tutti. E così, dopo mesi di intercettazioni, perquisizioni e documenti sequestrati, gli investigatori hanno tirato le somme: la Dervit Spa ha vinto prima ancora di partecipare. In cambio di questi appalti ottenuti a Capaccio, la Dervit avrebbe concesso alla Alfieri impianti, società legalmente rappresentata da Elvira Alfieri, sorella dell’uomo delle fritture, subappalti di altri lavori. Nello specifico, la Dervit si era aggiudicata un appalto per 1 milione di euro al Comune di Battipaglia (gara non oggetto di inchiesta). E come «corrispettivo per l’ottenimento degli appalti» a Capaccio, avrebbe trasferito questo intervento alla Alfieri Impianti, che avrebbe pure fatto risultare un maggior costo per i materiali forniti. Si parla di oltre 250.000 euro. Il sindaco Alfieri, con la sua consueta abilità nel fare il bello e il cattivo tempo, avrebbe fatto in modo che tutto andasse per il verso giusto. E per rendere le cose ancora più limpide ha pure dichiarato alla Regione che il Comune gestiva in house l’impianto di illuminazione, quando invece era gestito da un’associazione temporanea di imprese.
Seguì comunque una sospensione del finanziamento regionale e il Comune, su impulso del primo cittadino, per garantire alla Dervit la regolarità dei pagamenti, avrebbe approvato una perizia di variante, del valore netto di 160.000 euro. E chi avrebbe messo a posto le carte? La Dervit. E sono scattati gli arresti.
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Gli italiani investono sull'illuminazione e sui purificatori. Sempre più importante avere un luogo tranquillo per lo smart working e una pianta per farci compagnia.
Lo speciale contiene due articoli.
A un anno dallo scoppio della pandemia, gli italiani investono sulle loro case. Le nostre abitazioni sono anche diventate il nostro ufficio e sempre più persone guardano all'illuminazione per creare un ambiente confortevole e che si adatti ai diversi momenti della giornata.
La sostenibilità è al centro di questo nuovo trend. Secondo il portale Light Inspiration, «tutti i brand di illuminazione hanno fatto grandissimi passi avanti nello sviluppare tecnologie led sempre più performanti e sostenibili. La qualità dei led è l'elemento fondamentale di questa ricerca, unito alla flessibilità dell'uso della luce. A questo, si coniuga la possibilità di inserire, anche nella lampada low cost più versatile ed economica, lampadine led di ultima generazione che garantiscano risparmio energetico, confort visivo e atmosfera». Le lampade si fanno così più sostenibili e smart (ma senza dimenticare il design), e si fanno portatrici di un cambiamento che vede la casa diventare un nido in cui trovare non solo rifugio e conforto ma anche comodità e adattabilità per quelle attività di tutti i giorni, dalle videoconferenze alle riunioni telefoniche, che ormai sono divenute parte della nostra quotidianità.
Come sottolineato da Westwing, il portale di ecommerce dedicato interamente alla casa, «l'abitazione "post-pandemia" sarà molto diversa da quella a cui eravamo abituati. Le nostre case erano diventate sempre più piccole, mentre oggi devono tornare a essere un rifugio accogliente e spazioso, e "a prova di emergenza". La casa diventa prima di tutto un luogo dove poterci curare, e da adattare in base alle esigenze, eliminando tutto il superfluo per fare spazio solo a quello che davvero ci serve».
Se prima della pandemia gli openspace erano visti come un lusso, oggi la possibilità di poter modulare la propria abitazione creando micro ambienti adibiti a ufficio o a spazi per i propri bambini è diventata la vera necessità. La privacy, quella personale, è diventata un vero tesoro. Così come la presenza di più di un bagno nella stessa casa.
Se ormai il lavoro è sdoganato all'interno delle mura domestiche, con la continua impossibilità di uscire per fare attività fisica, gli spazi più ampi si sono trasformati in piccole palestre domestiche. Tappeti multifunzione che vengono adibiti a materassini per il riscaldamento, pesi e piccoli attrezzi sono diventati complementi di arredamento sempre più richiesti. E per chi ha uno spazio limitato, una cyclette pieghevole o una tappeto per correre sottilissimo da tenere poggiato alla parete sono accessori preziosi per simulare un ritorno alla normalità.
La necessità oggi è quella di avere una casa che sia accogliente, comoda, ordinata, pulita e smart. In cui si possano esprimere le proprie passioni, che rifletta il nostro carattere e in cui si possano creare senza difficoltà piccoli spazi di relax, anche in condizioni di "convivenza forzata".
Ecco allora che tornano in auge trend come il Feng Shui, una disciplina che insegna ad arredare casa creando un equilibrio perfetto tra le persone e l'ambiente che le circonda, per ritrovare energia e armonia, e il Cocooning, un modo di posizionare i complementi di arredo così da similare l'effetto di un rifugio. Un'altra tendenza che condivide molti materiali, colori e sensazioni con il Cocooning è l'Hygge, la filosofia di vita danese che mira al benessere personale e alla felicità, anche attraverso la concezione della casa e il modo di arredarla.
E che dire dei giardini? Durante il primo lockdown abbiamo riscoperto l'importanza di avere uno sfogo esterno dalle quattro pareti di casa, e la vera ricchezza dell'avere un giardino, o anche solo un terrazzo in cui rilassarsi, prendere un po' di sole o concedersi un momento di solitudine. Molti di noi hanno acquistato piante per l'appartamento o per il balcone, spinti dai benefici del verde e di prenderci cura della crescita di una piantina. Anche il terrazzo è diventato un luogo di relax, da arredare e vivere proprio come gli spazi di casa. Chi ha la fortuna di avere un giardino ha potuto anche ricavare uno spazio per creare un piccolo orto e regalarsi il piacere di mettere in tavola verdure davvero a chilometro zero. L'orto non è più solo una necessità, ma è diventato un hobby da continuare (letteralmente) a coltivare.
Lampade sostenibili e smart, ma senza dimenticare il design. Ecco le più richieste
<p><u>Tetatet di Davide Groppi</u></p><p>Una lampada portatile per trasformare ogni tavolo in un luogo d'incontro e d'amore e considerare finalmente la luce come un ingrediente fondamentale della vita</p>





Purificatore
<p><strong>Sharp</strong></p><p>Sharp presenta il nuovo purificatore UA-PE30E-WB, che entra a far parte della sua gamma di prodotti Ultimate Air. La new entry si distingue per il suo design compatto, le prestazioni di purificazione efficienti e il funzionamento semplice ed estremamente silenzioso, a un prezzo di mercato competitivo. Quattro diverse modalità di utilizzo consentono agli utenti di adattarne le performance nella pulizia in base alle esigenze.</p><p>Prezzo: 139 euro</p>






Una pianta per ogni stanza
Sarà stata la pandemia che ci costringe in casa da ormai un anno, o il solo desiderio di avere un contatto più diretto con la natura, ma sempre più persone scelgono di acquistare delle piante per arredare la loro casa. Ogni pianta però ha la sua stanza preferita. Ecco allora quali piante abbinare a ogni angolo di casa.
Cucina
Ideale per la vostra cucina è la Dracaena Fragrans, in arte il “tronchetto della felicità” che emette ossigeno di giorno. Rimuove dall’aria lo xilene e il tricloroetilene dagli ambienti chiusi. Se avete poco spazio, scegliete invece una piantina di menta. Oltre a essere la più facile erba da coltivare, dà luce e diffonde un piacevole profumo per tutta la stanza. Infine, può essere anche utilizzata per qualche piatto speciale, o un bicchiere di mojito.
Bagno
La pianta ideale per il bagno deve essere in grado di resistere a un ambiente molto umido. L’Aloe Barbadensis, ad esempio, emette ossigeno di notte, aiuta a diminuire la formaldeide e assorbe bene il vapore acqueo, necessita di luce piena. Per gli spazi piccoli, scegliete l’aloe. La pianta, da cui nascono molte creme, è anche un potente purificatore d’aria.
Camera da letto
Secondo un gruppo di ricercatori tedeschi, la pianta perfetta per la camera da letto è il gelsomino. In uno studio hanno infatti scoperto che il suo profumo sia efficace quanto il Valium per alleviare l’ansia e promuovere un sonno migliore. Si dice che la pianta abbia anche proprietà afrodisiache…
Salotto
Nel salotto di casa può essere utile avere piante che combattono l’elettrosmog e le polveri sottili. Tra le piante suggerite c’è il Ficus Benjamino che Tra le sue proprietà purificanti ha la capacità di filtrare la formaldeide, il tricloroetilene, l’ammoniaca e il benzene. La pianta è molto longeva ma non sopporta né il freddo né un ambiente secco. Così come la Palma di bambù, capace di neutralizzare la formaldeide e il tricloroetilene, è anche uno dei migliori filtri naturali contro il benzene. Infine, potete provare anche un vasetto d’edera.
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