- Le aziende orafe italiane dichiarano in media una perdita del 40% del fatturato. Per Federorafi si tratta di una vera e propria «Caporetto» del settore.
- Marta Caffarelli e Viola Naj-Oleari, creatrici di Atelier Vm: «La pandemia ha cambiato molte regole, da quelle sociali a quelle economiche e lavorative».
- Il nuovo libro di Michela Proietti mette al centro «la sciura milanese». Nuova icona di uno stile raffinato e moderno.
- Dodo lancia una capsule dedicata all'orgoglio italiano. I quattro ciondoli storici del brand si colorano con il tricolore.
Lo speciale contiene quattro articoli e gallery fotografiche.
Si è conclusa il 22 settembre, la fiera Homi dedicata a moda e gioielleria. Un segnale di riapertura dopo mesi di lockdown totale dove ogni settore economico si è trovato a fare i conti con una nuova crisi. La pandemia e le necessarie misure di contenimento hanno fortemente condizionato il settore orafo. Già nel primo trimestre la domanda mondiale di gioielli in oro ha evidenziato una contrazione significativa delle tonnellate vendute, quasi il 40%.
A penalizzare maggiormente il settore orafo italiano è stata la chiusura del mercato cinese e la crescita esponenziale del costo dell'oro. Risultano così negativi i primi tre mesi del 2020, con la produzione e il fatturato che interrompono la lunga fase di crescita che ha caratterizzato gli ultimi anni. Le esportazioni - che nel 2019 hanno superato i 5 miliardi - hanno registrato una contrazione dell'11,8% (gioielli e bigiotteria) e del 10,4% (oro e argento) diffusa su tutti i mercati principali.
Corrado Facco, amministratore delegato de Il Tarì, ha spiegato sulle pagine di Repubblica come «il Covid accelererà una mutazione delle gioiellerie, trasformando i negozi in luoghi dove vivere un'esperienza più lenta e per questo più intensa». «Proprio come il take-away non può rimpiazzare l'esperienza in un ristorante stellato, il virtuale e l'e-commerce non potranno mai prendere il posto di uno spazio che ti accoglie e coccola, dove puoi toccare e indossare un collier piuttosto che un anello prezioso, apprezzandone le caratteristiche attraverso i sensi» ha continuato l'ad.
Lo studio pubblicato da Federorafi mostra come nei primi quattro mesi del 2020 siano stati persi quasi 625 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Le aziende orafe intervistate dichiarano inoltre un calo del fatturato tra il 20 e il 50 per ceno, mentre una azienda su tre registra una flessione ancora maggiore.
«Stiamo assistendo a una “Caporetto" del settore e anche dalle impressioni raccolte nei mesi di maggio e giugno la ripartenza è ancora molto lontana per il perdurare della crisi della domanda mondiale» ha dichiarato, commentando i dati il presidente Ivana Ciabatti. «Con la riapertura di maggio si sono velocemente esauriti gli ordini rimasti (e confermati) e le aziende hanno dovuto continuare a fare ricorso alle diverse tipologie di cassa integrazione».
La speranza del presidente è nel governo e negli aiuti europei. «Lo Stato deve essere al nostro fianco, soprattutto alla luce degli ingenti aiuti in arrivo dalla Ue: fondi che non devono perdersi nei meandri della burocrazia ma essere messi a disposizione del mondo del lavoro in anticipo, per dare quell'iniezione di liquidità che è di vitale importanza per le aziende in attesa che la filiera mondiale si rimetta in moto e torni ad acquistare gioielli Made in Italy».
Atelier Vm e il gioiello «essenziale»
Atelier Vm nasce della passione per la gioielleria di Marta Caffarelli e Viola Naj-Oleari. Nasce così un luogo dove prendono forma raffinati e insoliti gioielli. Un intrigante negozio che ci si sofferma a guardare, uno spazio vissuto e condiviso in nome dell’arte, del cambiamento, della complicità. «Il background personale rende unici i pezzi, mentre il gusto empirico delle artiste arricchisce l’immaginario collettivo». È da questa premessa che nasce ogni creazione. Pietre dure si incontrano con materiali plastici, l’oro con il vetro e la carta, filigrane con l’ebano. Il pezzo più amato di Atelier Vm resta però «L’essenziale», un bracciale in oro che si salda al polso, come una promessa d’amore.
Come nasce l’idea de L’essenziale?
«Questo filo d'oro saldato intorno al polso non aveva un nome ma l'urgenza di un'idea, quella di fissare un ricordo al corpo per non lasciarlo sfuggire. Sono partita quindi da quello che sapevo fare, pensare ai gioielli che vestano d'anima e poesia. È stata l'energia della catarsi a mettere alla luce un'idea cosi dolcemente risolutrice che porta il nome L’Essenziale».
Chi sceglie Atelier Vm cosa cerca?
«Cerca la leggerezza, la magia e la lucentezza dell'oro per illuminarsi di un amuleto intriso della poesia celata in ognuno di noi».
Chi è la vostra cliente ideale?
«Tutte quelle donne che desiderano manifestare la propria idea di bellezza o generosamente regalarla».
Quanto è importante il made in Italy in questo momento?
«Il made in Italy è per noi una garanzia di qualità. Lavoriamo con un team di artigiani, orafi, tagliatori di pietre capaci di trasformare un idea in un prodotto sofisticato con sapienza e cura del dettaglio. Da sempre i nostri gioielli sono creati in Italia, cullati fra le nostre radici e un lessico comune».
Le difficoltà economiche dovute alla pandemia hanno colpito il mercato dei gioielli?
«La pandemia ha cambiato molte regole, da quelle sociali a quelle economiche e lavorative».
Quanto è importante oggi la presenza online per un brand?
«La presenza online è necessaria per comunicare con i propri clienti agevolando il piacere dell'acquisto attraverso ogni sua forma e passaggio. Stiamo ultimando la costruzione del nostro negozio online immaginando di accogliere i nostri clienti con la stessa premura e sensibilità che adoperiamo nei nostri negozi. Questa è la nostra nuova sfida».
Lo stile della milanese è tutto da copiare
Dopo 10 anni di “dominazione” francese, il libro di Michela Proietti sposta i riflettori sulla milanese, «la donna che tutto il mondo ci invidia». Le ballerine e le magliette a righe bianche e nere avranno fatto battere il cuore di milioni di donne, corse in libreria ad acquistare il manuale di Inès de la Fressange, ma niente batte il fascino della «sciura». Quella signorina snob che Franca Valeri ha regalato al mondo.
«I gioielli della milanese sono pochi ma ben scelti» spiega la Proietti nelle prime pagine del libro eleggendo Giolina & Angelo come bottega più ambita, grazie a «rosari, anellini multipli, cuoricini appesi al filo da pesca» e collane da cui «penzolano lettere, cornetti rossi e amuleti contro le energie negative». Piccoli e dalle linee essenziali, i gioielli firmati Giolina & Angelo si colorano di pietre brillanti, per una donna che non è mai come le altre.
Tra i pezzi unici elencati nel libro, troviamo anche le farfalle di Busatti e le api ricche di diamanti di Micol Sabbadini perché «le pietre colorate la divertono, ma solo le rifrazioni del diamante fanno davvero brillare gli occhi alla milanese».
Dodo celebra l'Italia con una collezione tricolore
Un progetto, dedicato all’Italia e alla ripartenza: alla resilienza di noi italiani all’orgoglio e alla creatività mostrata in un momento di difficoltà.
Dodo rende omaggio all’Italia e agli italiani con una capsule collection dedicata all’orgoglio italiano chiamata «Italian Pride»: i quattro charm in oro rosa 9K - il dodo, il quadrifoglio, il cuore e l’ape - con i leggendari colori della bandiera italiana.
«Italian Pride» è anche un progetto di sensibilizzazione dedicato a tutti coloro che vogliono partecipare e realizzare una nuova rinascita, un collettivo di «persone ordinarie, che diventano stra-ordinarie».
Da qui l’idea di dare voce a una serie di personalità come Marco Bianchi, divulgatore scientifico nell’ambito dell’alimentazione, Priscilla Gaya Petro, che si occupa di didattica e progetti a sostegno dei bambini, Maria Vittoria Baravelli, curatrice d’arte, Beatrice Venezi, direttore d’orchestra, Martina Benedetti, infermiera e Marianne Mirage, cantautrice, che credono e investono nell’Italia e si fanno interpreti di questa nuova era di inclusività, di attivismo, condividendo le loro passioni e il loro sapere, contribuendo al progresso culturale e mettendosi in gioco per discutere di temi diversi. Valori che riflettono il Dna di Dodo.





















































