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Danni da maltempo al Sud, il governo stanzia 1 miliardo
Danni causati dal maltempo a San Giovanni Li Cuti, Catania (Ansa)
Risorse destinate a famiglie e aziende di Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.

Il governo stanzia 1 miliardo di euro per le regioni colpite dal ciclone Harry. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge e le delibere di protezione civile necessari per fronteggiare i danni degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio scorso, hanno colpito il territorio di Calabria, Sardegna e Sicilia nonché ulteriori misure urgenti per Niscemi dopo la relazione del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Il miliardo di euro si somma ai 100 milioni già stanziati. La premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi è tornata proprio a Niscemi, assicurando l’arrivo di 150 milioni per il comune sconvolto dalla frana.

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L’ultimo schiaffo sui controlli a Crans: «Non effettuati per carenza di fondi»
L'ingresso de Le Constellation a Crans Montana (Ansa)
L’ex responsabile municipale per la sicurezza, interrogato, accampa scuse surreali: scarsità di risorse e guai con i computer avrebbero impedito le verifiche al Le Constellation, in uno dei cantoni più ricchi di Svizzera.

I controlli antincendio non venivano eseguiti perché mancava il personale, i fondi stanziati dal Comune non erano sufficienti e il gestionale che doveva mandare agli impiegati pubblici gli alert per le scadenze delle verifiche, era fuori uso. E lo è rimasto per anni.

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Dopo il ritiro Usa da 31 agenzie delle Nazioni Unite, il segretario Guterres scrive agli Stati membri battendo cassa: «O pagate subito gli arretrati, o rischiamo il collasso finanziario». Poi chiede di abolire la regola che lo obbliga a restituire le somme non impiegate.

Follow the money: è sempre una questione di quattrini. Ed è di quelli, più che di diritti umani, convenzioni, trattati e cooperazione globale, che ha parlato il segretario generale dell’Onu, António Guterres, in una lettera agli Stati membri delle Nazioni Unite. Nella missiva, il funzionario ha paventato un «imminente collasso finanziario» dell’organizzazione.

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Il ministro a Furci Siculo: «Il ponte? Non possiamo togliere fondi degli stessi siciliani».

«Dal mio sopralluogo emerge la necessità di fare in fretta, tutti i sindaci, tecnici e gli imprenditori mi chiedono soldi, abbiamo messo 100 milioni di euro per l’urgenza, un taglio alla burocrazia». Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a Furci Siculo in provincia di Messina, uno dei Comuni della fascia ionica colpito dal ciclone Harry. «Bisogna rivedere – ha aggiunto – norme vecchie, piani spiagge, valutazione di impatto ambientale, pulizia dei fiumi, barriere, frangiflutti, cose che, se uno dovesse seguire la normativa esistente, tra sei mesi siamo ancora qua a parlare. Sono rimasto colpito dalla devastazione, un conto è seguirlo dall’ufficio e dal ministero, un conto è sorvolare e andare sul posto. Più che dai soldi, anche forte di vecchie esperienze, sono preoccupato dei tempi della burocrazia. Qua la stagione bella è alle porte. Dobbiamo tagliare i tempi della burocrazia per spendere le risorse in fretta».

Gli diamo 1.000 miliardi e Zelensky ci sputa in faccia
Volodymyr Zelensky a Davos (Ansa)
Il leader ucraino fa la morale a Bruxelles da cui ha già ricevuto 200 miliardi nella guerra contro Mosca. E per ricostruire il Paese ne serviranno altri 800. Italia rovinata da sanzioni, caro bolletta e inflazione.

Riassunto delle puntate precedenti. Qualche mese fa Trump prende a sberle Zelensky. L’Unione europea corre in soccorso del leader ucraino che, rinfrancato della solidarietà di Bruxelles, ringrazia sentitamente prendendo a sberle pure lui l’Unione europea, ieri, dal palco di Davos. Il tutto dopo che Trump ha ripetutamente preso a schiaffi alcuni Paesi europei. I quali avevano avuto il barbaro coraggio di organizzare una fantozziana gita in Groenlandia con una trentina di uomini in divisa. Per una non meglio precisata esercitazione militare. Che a Trump non è affatto piaciuta.

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