Il governo fa saltare il voto sullo scostamento di bilancio per fantomatiche «ragioni tecniche». In realtà Conte e Gualtieri hanno paura di Bruxelles e attendono il Consiglio europeo. E così la promessa di 70 miliardi di aiuti torna nel cassetto
L'emergenza dà l'occasione al premier e a Roberto Gualtieri di chiedere l'aiuto del Salvastati nonostante i tre no dell'Aula e l'opposizione del Ms5, sulla carta il primo partito.
Cade l'austerity ma Giuseppe Conte insegue la Troika. La Commissione annuncia la fine dell'ultimo dogma: il Patto di stabilità. Proprio ora che siamo liberi di spendere per tamponare la crisi, il premier insiste con l'idea pericolosissima di vincolare il Paese alle condizionalità del Fondo salvastati. Va fermato.
Siamo diventati il malato d'Europa. E non per le ragioni economiche, come ci si potrebbe immaginare, ma per l'emergenza sanitaria. La Ue, quella a cui secondo alcuni noti scienziati come Mario Monti dovremmo ispirarci anche in questo momento difficile per la salute di centinaia di italiani, ci ha messo in quarantena. I nostri deputati a Bruxelles sono costretti a rimanere a casa, perché se arrivano da zone potenzialmente infette non sono graditi.