Conte approfitta del virus per svenderci
  • L’emergenza dà l’occasione al premier e a Roberto Gualtieri di chiedere l’aiuto del Salvastati nonostante i tre no dell’Aula e l’opposizione del Ms5, sulla carta il primo partito.
  • Cade l’austerity ma Giuseppe Conte insegue la Troika. La Commissione annuncia la fine dell’ultimo dogma: il Patto di stabilità. Proprio ora che siamo liberi di spendere per tamponare la crisi, il premier insiste con l’idea pericolosissima di vincolare il Paese alle condizionalità del Fondo salvastati. Va fermato.

Lo speciale comprende due articoli.

Il presidente del Consiglio con la complicità di Roberto Gualtieri potrebbe perpetrare una sorta di «golpe bianco» a danno dell’Italia. L’insistenza con cui annuncia la richiesta di un prestito attraverso il Mes perché non sa come fronteggiare l’emergenza e la volontà dichiarata del ministro, speriamo ancora per poco, dell’Economia di richiederne l’attivazione ipotecano il futuro dell’Italia per i prossimi 30 anni rischiando di precipitare il Paese già devastato nella povertà assoluta.

Il capo del governo sta usando l’epidemia per ignorare il Parlamento che per tre volte lo ha vincolato al no al Mes e sta imbavagliando l’opposizione già costretta dal Colle a una sorta di patto di non belligeranza. Giuseppe Conte non ha una propria investitura democratica. È legittimato dal M5s che, anche se nessuno se lo ricorda e anche se nulla fa per dimostrarlo poiché è ormai succube del Pd, è ancora il partito di maggioranza relativa in Parlamento. I pentastellati sempre e con tutti i loro frastagliati vertici hanno detto no al Mes, ma Conte ignora questo vincolo, rincorre Roberto Gualtieri, il più euroservile dei ministri, e cerca di accreditarsi nelle cancellerie e presso il Pd. Sta piegando i destini del Paese e rischia di ottenere, oltre al record di morti per coronavirus, anche l’estinzione per inedia degli italiani. Perché il coronavirus uccide soprattutto gli anziani, ma il Mes, come purtroppo sanno i greci, affama i bambini.

Chiedere l’intervento del Salvastati significa far soggiacere l’Italia a ciò che la Germania e i nordici vogliono da sempre: commissariare la nostra economia con la Troika per ristrutturare il nostro debito mettendo le mani sui patrimoni privati degli italiani. Conte e Gualtieri in forma ambigua dicono di voler richiedere i fondi che l’Italia ha versato nel Mes, ma in realtà finirebbero per legittimare l’eurocrazia accendendo un prestito condizionato. L’Europa è in via di dissoluzione proprio perché non sa e non vuole affrontare con mezzi nuovi e spirito di solidarietà l’emergenza coronavirus. Riconoscere il Mes significa rilegittimare questa Europa. Con un rischio altissimo per l’Italia e una sola speranza: che quel prestito ci sia negato.

Giorgia Meloni non a caso ieri ha tuonato: «Conte continua a dire che l’Italia deve accedere al Fondo salvastati che impone misure di lacrime e sangue, svendita di asset strategici e commissariamento in cambio di denari che noi stessi abbiamo versato. Solo esprimere pubblicamente la volontà di essere commissariati dalla Troika accendendo al Mes espone l’Italia alla speculazione. Non possiamo permetterci di continuare a fare questi errori e su questo siamo pronti a scatenare l’inferno. Il governo deve battere i pugni in sede europea e pretendere iniezioni di liquidità o in alternativa che i soldi versati al Mes vengano restituiti agli Stati». Sulla stessa linea sono Matteo Salvini e Antonio Tajani per Forza Italia. Il centrodestra è compatto per impedire il delitto perfetto. Il capo del governo, mentre il Parlamento non si riunisce, con Gualtieri si prepara ad attivare il Mes e strozza con il fisco imprese e famiglie nel rispetto dei parametri europei.

Perciò nel Cura Italia gli sconti fiscali non ci sono. Abbiamo scritto che al posto del decreto d’aprile rischia di arrivare la Troika. Sergio Matterella può evitarlo: prenda atto che oltre al virus ci sono ora pericoli per l’economia e per la democrazia e fermi il presidente del Consiglio. O l’Italia perirà per il Contevirus.


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