La Serie A si salva dalla figuraccia in zona Cesarini. Anzi, in zona Iervolino. Sarà lui, Danilo Iervolino, 43 anni, nato a Palma Campania, fondatore dell’Università Telematica Pegaso, a rilevare la Salernitana. Una decisione ufficializzata in via definitiva pochi minuti prima della mezzanotte del 31 dicembre, quando la società fiduciaria che gestisce il club ha trovato l’accordo con l’uomo d’affari, diventato acquirente dopo aver fornito le garanzie economiche necessarie. La vicenda del blasone campano era intricata: dopo la sua promozione nel massimo campionato nazionale della scorsa stagione, i proprietari erano rimasti Claudio Lotito e suo cognato Marco Mezzaroma, ma le regole della Figc vietano che squadre con la medesima proprietà partecipino allo stesso torneo. Lotito, già patron della Lazio, aveva trasferito le quote a una fiduciaria e venerdì è stata siglata l’intesa con Iervolino. Il nuovo proprietario pare determinato: «Farò di tutto per mantenere la Salernitana in Serie A. È con grande emozione che ne annuncio l’acquisizione. Salerno e i suoi tifosi meritano una squadra competitiva. Credo fortemente nel progetto di rilancio della squadra, garantirà equilibrio e stabilità. Assicuro da parte mia il massimo impegno per costruire un futuro duraturo e ricco di soddisfazioni per la città e per la sua straordinaria tifoseria. È con questi auspici che, insieme, accogliamo con fiducia il nuovo anno. Auguri a Salerno, evviva i granata», ha dichiarato. Ora occorrerà formalizzare l’operazione e compiere gli adempimenti per sancire il passaggio di proprietà. La Federcalcio ha concesso una proroga fino al 14 febbraio, ma l’atto notarile in grado di garantire a Iervolino il totale controllo della Salernitana sarà già disponibile nei prossimi giorni. In queste ore la squadra è alle prese con gli allenamenti in vista del turno di campionato di giovedì e deve vedersela con ben sei casi di covid tra i giocatori. L’entusiasmo della città però pare palpabile. Il sindaco Vincenzo Napoli ha detto: «La Salernitana resta in serie A. Era quello che spettava alla città, il punto fermo di ogni intervento del Comune di Salerno. Buon lavoro alla nuova proprietà, sono pronto a incontrarla quanto prima. Ribadisco l’orgoglio per la meravigliosa tifoseria granata che ha vissuto con apprezzata dignità questa vicenda, manifestando con civiltà la propria indignazione». Resta aperta una diatriba: la società Pvam s.a., fiduciaria del Fondo Global Pacific Capital Management, starebbe per presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno. I suoi legali sostengono che la Pvam si sarebbe vista rifiutare due offerte per l’acquisizione del club - di 38 milioni in titoli obbligazionari bancari e di 26 milioni in contanti -, cifre riferite superiori a quella di Iervolino. Lo ha annunciato all’Ansa l’avvocato Francesco Paulicelli, coadiuvato dal commercialista Stefano Scarsella per le verifiche societarie, pensando di depositare anche un ricorso cautelare.
Ci sarebbero diverse offerte sul tavolo, almeno 3, ma può darsi che il vero salvatore della patria possa essere ancora coperto. Il prezzo continua a scendere e se l'affare si concludesse a cifre minime la partita potrebbe finire nelle mani degli avvocati.
ll 31 dicembre scade il termine per formalizzare le offerte per salvare la Salernitana, la squadra di serie A ultima in classifica da una settimana in corsa contro il tempo per evitare l’esclusione dal campionato.
Da quel che circola dalle parti della Lega Calcio c’è fiducia sulla possibilità che la questione si risolva, senza danneggiare il campionato e consentendo ancora alla città di Salerno di tifare la squadra granata. Nelle prossime ore dovranno arrivare le offerte complete, vincolanti, con tanto di fideiussione a garanzia dell’intero importo e versamento della caparra del 5%. Fino adesso l’offerta più credibile sembra quella della cordata dell’imprenditore Domenico Cerruti 53 anni, salernitano di Albanella, fondatore della C&C Energy, azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili e considerato molto vicino al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina. «Sono molto amico del presidente Gravina e sento un dovere cercare di aiutare la Salernitana a continuare a partecipare al campionato di serie A. Personalmente ci provo» aveva detto Cerruti nei giorni scorsi. L’imprenditore campano è anche presidente della Eway finance, partecipata della Banca del Fucino capofila del gruppo bancario Igea Banca, legato a doppio filo sempre con Gravina.
A quanto risulta alla Verità potrebbe esserci anche una proroga di anche 45 giorni se i trustee dimostreranno di avere accettato un’offerta. Insomma potrebbe essere un mese e mezzo di tempo in più che dovrà essere necessario per chiudere le operazioni. In questi giorni il presidente della Federcalcio è stato più volte chiaro. «Ci deve essere speranza, vorrei essere ottimista. Una piazza così importante merita di continuare la sua strada, ma con la dignità che appartiene a una città che lo merita. Auspichiamo una soluzione in tempi rapidi. L'unica ancora di salvezza è una proprietà che possa dare continuità a progetto sportivo». Che sarebbe andata a finire così lo si poteva immaginare già l'estate scorsa, nel momento della conquista della promozione in Serie A. Ma l'insistenza da parte di Gravina non sembra altro che un modo per costringere Claudio Lotito a vendere.
Certo, Lotito, che oltre che proprietario della Salernitana è anche presidente della Lazio, aveva detto di non aspettarsi la salita nella massima serie, ma ci si poteva aspettare questo risultato. Per di più non si era detto di vendere all'epoca, ma di non gestire. Ora invece la Figc continua a pressare. La Salernitana fu ammessa al campionato sotto deroga affidando l'amministrazione del club a un trust in attesa di trovare un acquirente. Ora il club campano vista la promozione in Serie A è gestito da due trust Melior Trust s.r.l. e Widar Trust s.r.l. con amministratore unico il generale Ugo Marchetti. Secondo le indiscrezioni del giornale locale La Città, la Salernitana avrebbe un passivo di 41 milioni e 790mila euro al 30 settembre 2021, con un patrimonio netto di 208mila euro. Ma la società ha smentito le indiscrezioni nei giorni scorsi. Il problema è che il prezzo del club in questo modo continua a scendere. Ormai si parla di un prezzo che varia tra 15 e i 20 milioni di euro. E la vendita potrebbe diventare un problema se a cifre così basse. Tanto che c’è già chi ipotizza cause milionarie contro la Figc. Insomma, anche se la situazione dovesse sbloccarsi e la Salernitana salvarsi non è detto che la guerra tra Lotito e Gravina finisca. Anzi, di sicuro potrebbe peggiorare. Fra poco in assemblea tornerà all’ordine del giorno il tema fondi caro a Gravina e al presidente dalla Lega Paolo Dal Pino.




