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Bankitalia smentisce l’opposizione: per le imprese l’economia è in rialzo
Frontone di Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Getty)
L’indagine di Palazzo Koch: salari e domanda in crescita. Aziende pronte a investire.

L’economia italiana migliora, la disoccupazione diminuisce e si torna a investire. A dispetto delle più fosche previsioni dell’opposizione, che aveva pronosticato sfaceli con il governo di Giorgia Meloni, la percezione dei motori del Paese, ovvero le aziende, è di segno opposto. La Banca d’Italia ha condotto un’indagine tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025 presso le imprese dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti, sulle aspettative di vendita e crescita e i giudizi emersi sono in miglioramento. Anche le attese sull’andamento della domanda, sia interna sia estera, sono più favorevoli rispetto alla precedente rilevazione, con l’eccezione delle aspettative delle costruzioni.

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Sull’oro italiano Giorgetti sblocca lo stallo
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
L’incontro tra il ministro e la Lagarde chiude il caso delle riserve auree, nonostante la nuova polemica di Dombrovskis sul debito. Mentre Fdi ricorda le vecchie idee di Prodi in materia. Raddoppiata dallo 0,2% allo 0,4% la Tobin tax sulle transazioni finanziarie.

Il caso delle riserve auree della Banca d’Italia è stato risolto. Ieri, a margine dei lavori dell’Eurogruppo, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha avuto un incontro chiarificatore con la presidente della Bce, Christine Lagarde. Inoltre dal Mef è trapelato che la lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda, anche se non è stato specificato in che cosa consiste tale chiarimento. Non è mancata una coda polemica all’Eurogruppo con il Commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, che ha voluto puntualizzare: «La proprietà delle riserve auree non porta alla riduzione del debito».

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Giorgetti rassicura Lagarde sull’oro: non uscirà dai caveau di Bankitalia
Giancarlo Giorgetti e Christine Lagarde (Ansa)
Lettera del Mef alla Bce dopo le critiche all’emendamento sulle riserve auree «di proprietà del popolo»: i lingotti non finanzieranno la spesa pubblica. Intanto il governo conferma più risorse per difesa e sicurezza.

Sono sempre le riserve auree della Banca d’Italia a tenere banco nella discussione sulla legge di bilancio. Dopo il nuovo altolà della Bce che è tornata a chiedere al governo di chiarire quale sia «la concreta finalità della proposta di disposizione rivista», il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto a placare le acque garantendo a Francoforte l’invio di «tutti i chiarimenti necessari» e dicendosi «fiducioso che tutto si risolva».

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L’Europa vuole l’oro degli italiani
La sede della Banca d'Italia a Roma (Imagoeconomica)

Le 2.452 tonnellate sono detenute dalla Banca d’Italia, che però ovviamente non le possiede: le gestisce per conto del popolo. La Bce ora si oppone al fatto che ciò venga specificato nel testo della manovra. Che attende l’ultima formulazione del Mef.

La Bce entra a gamba tesa sul tema delle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia. Non bastava la fredda nota a ridosso della presentazione dell’emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra. Nonostante la riformulazione del testo in una chiave più «diplomatica», che avrebbe dovuto soddisfare le perplessità di Francoforte, ecco che martedì sera la Banca centrale europea ha inviato un parere al ministero dell’Economia in cui chiede in modo esplicito di chiarire la finalità dell’emendamento. Come dire: non ci fidiamo, che state tramando? Fateci sapere.

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Investimenti post guerra e dollari: l’oro della Banca d’Italia è del popolo
Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Ansa)
Le riserve auree del nostro Paese non appartengono alla cassa centrale ma a tutti noi.

«Vogliamo mettere le cose in chiaro. L’oro di Banca d’Italia è frutto del lavoro della nostra gente. È di sua proprietà. In Italia la proprietà di ogni immobile, automobile e barca è registrata. Perché non dovrebbe valere lo stesso per un patrimonio di quasi 300 miliardi?». Sono le dichiarazioni rilasciate al Financial Times dal capogruppo dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, primo firmatario di un emendamento alla legge di bilancio che stabilisce che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al popolo Italiano».

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