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Inizia la battaglia per lo streaming, una torta da 125 miliardi

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Inizia la battaglia per lo streaming, una torta da 125 miliardi
iStock
  • Sempre più italiani scelgono di consumare contenuti video in streaming. In totale gli abbonati sono arrivati a 8 milioni e il numero continua a crescere.
  • Con Disney+ l'universo di Star Wars diventa una serie tv in live action. The Mandalorian arriverà in contemporanea con il lancio della nuova piattaforma della casa di Topolino.
  • Il diavolo con gli addominali ha riacceso il pubblico di Netflix. Lucifer è una delle serie che vanta più episodi guardati consecutivamente. Prima, il record era del Trono di Spade.
  • Il diavolo e l'acqua santa sulla Terra per salvarla dalla fine del mondo. David Tennant e Michael Sheen firmano il successo di Good Omens, la miniserie di Amazon Prime Video prodotta da Neil Gaiman.
  • Jennifer Aniston e Reese Witherspoon diventano conduttrici di un finto talk show per lo streaming di Cupertino. The Morning Show sarà disponibile su AppleTv+ dal 2020.

Lo speciale comprende cinque articoli.

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Israele rinuncia al cambio di regime. «Ma lo stop ai raid sarà deciso insieme»
Donald Trump e Benjamin Netanyahu (Ansa)
Stizza Usa per i colpi dell’Idf alle raffinerie. Rubio: «L’obiettivo è eliminare i razzi nemici». Trump chiama lo zar su Iran e Ucraina.

Mentre prosegue l’offensiva israelo-americana contro l’Iran, il rapporto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu tende a farsi sempre più dialettico. Parlando domenica con il Times of Israel, il presidente statunitense ha ribadito l’alleanza con il premier israeliano, sottolineando che decideranno «di comune accordo» quando far cessare le ostilità. «L’Iran avrebbe distrutto Israele e tutto ciò che lo circondava. Abbiamo lavorato insieme. Abbiamo distrutto un Paese che voleva distruggere Israele», ha anche detto. Al contempo, l’inquilino della Casa Bianca ha però lasciato intendere di voler avere l’ultima parola sulla decisione finale e di non ritenere «necessario» che Israele prosegua gli attacchi, quando Washington li cesserà.

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L’ayatollah iracheno arringa gli sciiti. «È obbligatorio difendere l’Iran»
Getty images
Al Sistani, ancorché distante dai Pasdaran (l’ultima fatwa fu contro l’Isis), invoca la resistenza a Washington e Gerusalemme. Il dilemma dei Paesi del Golfo: legati all’Occidente, temono la resa dei conti tra islamici.

From the mountain to the sea, per parafrasare i keffioti di complemento. Dalle nevi del Damavand al mare di petrolio, quello iraniano non è solo un affare degli Stati Uniti e di Israele ma sta diventando sempre più una guerra araba. Dopo i razzi su Dubai, i droni in Kuwait, le provocazioni in Arabia Saudita, ieri Teheran ha mirato di nuovo verso la Turchia lanciando un (secondo) missile balistico intercettato e abbattuto dalle difese della Nato. Con queste mosse disperate il regime degli ayatollah prova a destabilizzare l’intera area con tre scopi precisi: creare caos diplomatico, terrorizzare i vicini fino a ieri considerati neutrali e indurli a prendere le distanze da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.

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La Casa Bianca studia la nuova Guida suprema. Un oltranzista che però ha magioni a Londra vicino all’ambasciata di Tel Aviv.

A Teheran si respirano ore di tensione e attesa. In una località tenuta segreta, Mojtaba Khamenei, che è rimasto ferito negli ultimi attacchi, dovrebbe pronunciare in diretta televisiva il suo primo discorso pubblico dopo essere stato designato nuova Guida suprema della Repubblica islamica.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 10 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 10 marzo con Carlo Cambi

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