Sterco su banchetto prolife, Pro Vita e Famiglia: «Avvertimento mafioso»

«Chiediamo ai buonissimi e angelici progressisti, come la Cirinnà, Boldrini, Zan & compagni, se è normale imbrattare con sterco il banchetto di ProVita & Famiglia che sostiene il diritto universale alla Vita di ogni bambino, durante la giornata nazionale per la Vita, tra l'altro allestito con un'immagine dolcissima di un neonato? Condannerete questa vergognosa azione? Questa non è solo inciviltà. E' molto di più. E' un avvertimento mafioso che nega non solo la democrazia, la libertà di pensiero e di opinione ma proprio il diritto a esistere" ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus dopo i gravi fatti accaduti ieri a Caravaggio in provincia di Bergamo.

«Non perderemo né il coraggio di denunciare tali oscenità, nè quello di ribadire che sopprimere un bambino nel grembo della mamma è uccidere una persona umana. Se fosse accaduto a parti inverse tra l'altro, lo avreste saputo tutti, grazie ai telegiornali e ai media asserviti al pensiero unico. Invece noi ci troviamo da soli a fronteggiare ogni giorno imbrattamenti sui nostri manifesti, insulti, attacchi ai nostri camion vela e ogni genere di aggressioni. Non facciamo parte di nessuna lobby forte perciò la 'prolifefobia' non ha l'appeal mediatico dell'omotransfobia". Ma noi non molleremo» ha continuato e concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia.

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Raffaella Verga
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