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Standard and Poor’s tergiversa sull'Italia e ributta la palla nel campo della politica

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L'intricatissimo risiko partito ormai un mese fa, a seguito della decisione del governo di innalzare il deficit al 2,4% sul Pil, si è arricchito di un'altra, importante mossa. Nella tarda serata di ieri (le comunicazioni «price sensitive» vanno sempre date a mercati chiusi) l'agenzia Standar & Poor's ha emesso il suo verdetto sul rating del debito pubblico italiano. Nessuna particolare sopresa, a dire il vero. La decisione di lasciare invariato il giudizio complessivo (la «tripla B») e peggiorare l'outlook (cioè la previsione per il futuro) da «stabile» a «negativo» era ampiamente prevista. L'agenzia ha comunque avvisato che, nel medio termine, il donwgrade potrebbe arrivare se l'economia reale dovesse divergere significativamente dalle stime contenute nel report.