Standard and Poor’s tergiversa sull'Italia e ributta la palla nel campo della politica

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L'intricatissimo risiko partito ormai un mese fa, a seguito della decisione del governo di innalzare il deficit al 2,4% sul Pil, si è arricchito di un'altra, importante mossa. Nella tarda serata di ieri (le comunicazioni «price sensitive» vanno sempre date a mercati chiusi) l'agenzia Standar & Poor's ha emesso il suo verdetto sul rating del debito pubblico italiano. Nessuna particolare sopresa, a dire il vero. La decisione di lasciare invariato il giudizio complessivo (la «tripla B») e peggiorare l'outlook (cioè la previsione per il futuro) da «stabile» a «negativo» era ampiamente prevista. L'agenzia ha comunque avvisato che, nel medio termine, il donwgrade potrebbe arrivare se l'economia reale dovesse divergere significativamente dalle stime contenute nel report.

Giampiero Mughini (Ansa)
Lo scrittore: «L'omicidio del commissario fu un'operazione condivisa da almeno 20 persone che tacciono da 50 anni perché hanno fatto carriera. Pochi si sono pentiti di aver firmato l'appello contro di lui: fu un gesto idiota».
Girolamo Sirchia (Ansa)
L’ex ministro: «I cittadini vanno informati, non insultati dalla curva. Esiste un fondo risarcimenti perché anche le immunizzazioni hanno rischi. Ma sono vicini allo zero»
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