Arriva «Speechless 2» che insegna a esorcizzare la malattia con una risata

Ridere della disabilità così da normalizzarla. Speechless, la cui seconda stagione debutta su Fox alle 21.50 del 25 maggio, ha tentato un'impresa coraggiosa. E, al centro del proprio intreccio comico, ha infilato un ragazzino arguto. Un ometto simpatico, ironico. Disabile.

J.J. Di Meo, protagonista della serie, è un adolescente affetto da paralisi cerebrale. Nessuna finzione, nessun trucco. Di Meo, come l'attore che gli presta il volto (Micah Fowler), è un liceale costretto sulla sedia a rotelle. Muto, paralitico, la testa ben funzionante attaccata alle spalle. Comunica attraverso un puntatore laser e una tastierina, Di Meo. E non c'è pietismo nelle sue parole, né toni drammatici ad accompagnarne i (pochi) gesti.

Il ragazzo, attorno alla cui stramba famiglia ruota la sit-com, è cinico, ironico e, per fare il medio, solleva tutta la mano. Nessuno piange, molti ridono. Speechless finisce per raccontare la malattia senza il filtro della compassione, la distanza che questa impone.

Frederique Constant punta sullo Slimline monolithic manufacture. Rolex osa con un motivo a foglia di palma Tudor rilancia il Black bay chronom, Vacheron Constantin l’Historiques american 1921 che compie 100 anni
Giorgio Bocca (Getty images)
Già negli anni Novanta e Duemila il giornalista prendeva di mira i liberal che si sentono moralmente superiori e hanno la tara dei diritti: «Oggi a essere progressisti sono i ricchi; i poveri sono reazionari»
In diretta dal lunedì al venerdì alle 7 del mattino e alle 7 di sera
Ascolta tutti i nostri podcast
Guarda tutti i nostri video

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti

Nuove storie

Le opere d'arte più costose

Pillole di numeri

Trending Topics

Change privacy settings