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Segreti | Alla scoperta della gnosi - Episodio 5

«Nel panorama deludente e frammentato della tradita tradizione occidentale, gli esoteristi continuano ad operare». Scrivevano così lo storico Giorgio Galli e il giornalista Rudy Stauer, in un libro di oltre vent’anni fa, Politica ed esoterismo alle soglie del 2000 (Rizzoli), che insieme ed altri interessanti testi ha toccato un tema che ancor oggi, per quanto di rado approfondito, resta di grande interesse: quello delle tendenze esoteriche che danno forma ai movimenti politici odierni.

Per questo La Verità ha deciso di inaugurare Segreti – i fiumi oscuri della storia, una serie di podcast finalizzata, appunto, ad indagare le correnti sotterranee della storia che hanno ispirato e spesso condizionato le forze politiche dei giorni nostri. Condotto dal vicedirettore Francesco Borgonovo, il podcast tenterà – spaziando dalle antiche sette gnostiche all'esoterismo orientale, dalle eresie medievali alle confraternite segrete – di far luce sulle origini ideologiche del progressismo, dei gruppi rivoluzionari, dell'ecologismo e dell'attivismo dei nostri giorni. Di Segreti sono già disponibili cinque puntate che compongono la prima serie, intitolata «Alla scoperta della gnosi».

Per approfondire la storia della nascita e dell'evoluzione delle dottrine gnostiche - nate nei primi secoli dopo Cristo, ma ancora oggi in grado di condizionare politici e istanze rivoluzionarie -, Borgonovo non sarà solo. Dialogherà infatti con Paolo Riberi, saggista e studioso di storia antica e delle origini cristiane; un suo recente testo si chiama appunto Il risveglio di Neo - Mitologia, gnosi, Massoneria e Metaverso da «The Matrix» a «Resurrections» (Lindau, 2022). Il podcast, a partire da oggi, sarà fruibile sul sito www.laverita.info nella sezione podcast e nella sottosezione «Segreti - i fiumi oscuri della storia», oppure basta inquadrare il Qrcode in pagina. Le medesime puntate sono inoltre disponibili anche su Spotify, Google, Apple e Amazon sotto la voce «Segreti - i fiumi oscuri della storia».

Stefano Ricci insegna. Contro le crisi globali bisogna diversificare
Courtesy of Stefano Ricci SpA
Nonostante le guerre, il 2026 della maison vede crescere i ricavi. La nuova collezione 2027 prende più che ispirazione dall’Africa.

C’è un’Africa che nella moda continua a evocare stereotipi esotici e cartoline coloniali. E ce n’è un’altra che, almeno nelle intenzioni di Stefano Ricci, diventa invece un viaggio interiore, quasi antropologico, alla ricerca di un lusso più autentico, silenzioso, essenziale. È la Tanzania scelta dalla maison fiorentina per la collezione Primavera/Estate 2027: non semplice scenario estetico, ma origine simbolica dell’uomo e della relazione con la natura.

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La Scala riparte dall’Otello bianco
Myung-Whun Chung (Ansa)
Presentata la nuova stagione che vedrà Chung direttore musicale. Ortombina firma un cartellone di livello, ma la Prima di Verdi si adegua al politicamente corretto.
Cambio di stagione certificato, passaggio del testimone - pardon, della bacchetta - compiuto: alla Scala si apre l’era di Myung-Whun Chung, che esordirà nella veste di direttore musicale (al posto di Riccardo Chailly, che resta in orbita scaligera) nel nome di Giuseppe Verdi. Sarà l’Otello il titolo del suo primo Sant’Ambroeus (lo stesso con il quale debuttò pure Mamma Rai, dando inizio alle dirette delle inaugurazioni del Piermarini 50 anni fa), mentre a maggio dell’anno prossimo ad attenderlo ci sarà il Macbeth.
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  • Il nuovo libro di Aresu racconta ai ragazzi (ma non solo) storia, volti e problemi intorno a Chatgpt & C. Dai padri fondatori dell’elettronica ai padroni della Borsa, dell’innovazione scientifica e della geopolitica.
  • Nel volume di Warner le strategie e i motivi per cui la scrittura merita di resistere e sopravvivere al dominio delle macchine.

Lo speciale contiene due articoli.

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La mamma del bosco svela la verità
Catherine Birmingham, la mamma della ''famiglia nel bosco'', durante una conferenza stampa alla Camera, Roma, 22 aprile 2026 (Ansa)
Catherine Birmingham scrive un libro per raccontare la vita e le scelte che l’hanno portata in Italia. Qui voleva fondare una «nuova umanità» insieme alla sua famiglia.

In queste pagine, sofferte, appassionate ed entusiasmanti, Catherine apre il suo cuore a tutti. Con generosità e senza difese. Certo, gli ipocriti benpensanti, i borghesi appesantiti e gli schiavi della postmodernità tecnoliquida non andranno oltre il «dito».

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