Se Di Maio segue Macron farà la fine di Monti - La Verità
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Se Di Maio segue Macron farà la fine di Monti

ANSA

Ci sono almeno tre buoni motivi per cui se fossimo nei panni di Luigi Di Maio rinunceremmo all'idea di tassare le auto ritenute inquinanti. Il primo è piuttosto evidente e per vederlo è sufficiente spingere l'occhio oltre la punta del proprio naso e guardare ciò che è accaduto in Francia. Anche Emmanuel Macron era animato da nobili principi ecologici. L'inquilino dell'Eliseo voleva passare alla storia come il presidente che, se non il Paese, avrebbe almeno ripulito l'aria. Così ecco varata l'imposta sui veicoli che inquinano. Peccato che tra i possessori di auto vecchie, con motori fuori norma, ci sia principalmente chi non ha i soldi per comprarsene una nuova, ossia la povera gente, che in Francia come in Italia risulta essere la maggioranza. Se tu penalizzi persone che si alzano la mattina presto e per lavorare percorrono molti chilometri su un macinino scassato, è ovvio che queste si ribellano e protestano: ed è ciò che è accaduto Oltralpe nelle scorse settimane. All'inizio Macron ha fatto il gradasso, dichiarando di voler tirar dritto. Poi, quando sono cominciati gli scontri e alle manifestazioni pacifiche si sono sostituite quelle che hanno messo a ferro e fuoco le città, monsieur le president ha messo la retromarcia, rimangiandosi tutto per sei mesi ma molto probabilmente per sempre.Ecco, dopo una simile debaclé tutto ci saremmo aspettati tranne che Luigi Di Maio (...)

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Francesco riscende in campo per la Siria

Ansa

Il Papa chiede a Bashar Al Assad di «mettere fine alle sofferenze del popolo». Pietro Parolin: «Nessun intento politico, solo urgenza di soluzioni praticabili per la pace». Voci dall'Argentina: Ratzinger offrì all'«avversario» Bergoglio la Segreteria di Stato. Ma sono «fantasie».
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Pure l’Abi smentisce i profeti di sventura: lo spread non incide sui mutui per la casa

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Gli ultimi dati: il costo del credito per le famiglie è ai minimi. Ma il vero nodo resta l'accesso: serve la fiducia nel futuro.
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Depositate le intercettazioni su Siri. Incredibile: gli «omissis» si leggono

Ansa

  • Nei nuovi dialoghi, Paolo Arata millanta pressioni su Silvio Berlusconi, Enrico Letta e il cardinal Raymond Leo Burke per piazzare il leghista. Ma nelle carte spunta la beffa: le parti da secretare, perché riguardano un senatore, si possono consultare.
  • E sui 30.000 euro avevamo ragione. Anche nel materiale diffuso ieri non c'è traccia del virgolettato del boss dell'eolico riportato più volte dai media. Restano invece le solite vanterie dell'imprenditore.

Lo speciale comprende due articli.

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Barcellona è la città più pericolosa ma Ada Colau si occupa solo di Lgbt

Ansa

Da quando si è insediata la sindaca, furti ed episodi di violenza saliti da 153.063 a 194.212. L'insicurezza è diventata la prima preoccupazione degli abitanti, ma lei destina 1,7 milioni a un centro per gay e lesbiche.
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Lega e M5s, lite pure sull’Italia in tilt. Salvini: «Inaccettabili i no sulla Tav»

Ansa

  • Il vicepremier attacca Danilo Toninelli, «ministro ai blocchi stradali»: «Ci sono troppe infrastrutture ferme al Mit». Luigi Di Maio: «Non ci si provi a strumentalizzare quanto accaduto per fare il tifo pro o contro la Torino-Lione».
  • Caos in tutto il Paese per il rogo doloso di una cabina elettrica dell'alta velocità vicino a Firenze. Pista anarchica: ieri in città 26 condanne per attività sovversive.

Lo speciale contiene due articoli

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Pronto il ribaltone per far fuori Salvini

Ansa

Paolo Mieli sul Corriere indica la via: imbrigliare il leader della Lega e riciclare l'attuale presidente del Consiglio con una maggioranza composta da democratici, M5s e Forza Italia. Accontenterebbe tutti, meno gli elettori.
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Le truppe leghiste sono pronte: «Se Salvini dà l’ordine si va tutti a casa»

Ansa

  • Domani il premier riferirà in aula sui russi. Il Carroccio non esclude di calare il sipario e ripresentarsi alle elezioni da solo.
  • Le amministrative portano novità: un giro in più agli eletti e apertura alle civiche.
  • La stampa progressista lo ha sempre sbeffeggiato. Poi però lui ha aperto a sinistra, diventando uno statista.

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I gialloblù traballano, il Pd sa fare di peggio

Ansa

L'opposizione ha l'occasione d'oro di dividere la maggioranza, eppure anche stavolta si scatena la faida interna. Da una parte Dario Franceschini spinge verso i grillini, dall'altra Matteo Renzi si mette di traverso perché teme il voto e preferisce logorare Nicola Zingaretti.