
Mosca rafforza i suoi legami con Pyongyang. Sabato, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, si è recato in Corea del Nord, dove ha avuto un incontro con Kim Jong-un e con il proprio omologo Choe Son Hui. “Abbiamo scambiato opinioni sulla situazione relativa alla crisi ucraina”, ha reso noto Lavrov. “I nostri amici coreani hanno confermato il loro fermo sostegno a tutti gli obiettivi dell'operazione militare speciale, nonché alle azioni della leadership e delle forze armate russe. A nostra volta, abbiamo espresso ancora una volta la nostra sincera gratitudine per il contributo dei militari dell'Esercito Popolare Coreano alla vittoriosa liberazione della regione di Kursk dai nazisti ucraini e dai mercenari stranieri”, ha proseguito il ministro russo. Non solo. Nel suo incontro con Kim a Wonsan, Lavrov ha definito il rapporto tra Mosca e Pyongyang come “un'invincibile fratellanza combattiva”. Il ministro russo ha anche intimato a Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud di non formare una partnership in materia di sicurezza che metta nel mirino la Corea del Nord. “Mettiamo in guardia contro lo sfruttamento di questi legami per costruire alleanze dirette contro chiunque, inclusa la Corea del Nord e, naturalmente, la Russia”, ha affermato. Nella stessa occasione, Lavrov ha infine dichiarato che Mosca e Pyongyang collaboreranno affinché l’Europa non diventi un “un dominio della Nato". La visita del ministro russo avviene mentre la Corea del Nord sarebbe pronta a schierare altri 30.000 soldati sul fronte ucraino in sostegno delle truppe di Mosca. Già l’anno scorso, il regime di Kim aveva inviato 11.000 militari per assistere l’invasione russa dell’Ucraina. Non solo. La Cnn ha riferito di immagini satellitari che “hanno mostrato aerei cargo e navi per il trasporto truppe in movimento tra la Corea del Nord e la Russia, suggerendo che è in corso un importante sforzo logistico militare”. La stessa testata ha anche confermato che il regime di Pyongyang fornisce armamenti a Mosca: il che gli ha permesso di rafforzare la propria industria della difesa. Era inoltre novembre scorso, quando la Corea del Nord ha rarificato un trattato di mutua difesa con la Federazione russa. Segno, questo, che il Cremlino fa molto affidamento sul regime di Kim. Dall’altra parte, Pyongyang vede nella sponda con Mosca un modo per controbilanciare l’influenza di Pechino. Un quadro complessivo, questo, a cui Washington guarda con preoccupazione, vista la centralità strategica che attribuisce all’Estremo oriente. E' anche per questo che la Russia punta a rafforzare la propria longa manus su quest'area.
Maria Chiara Monacelli
Maria Chiara Monacelli, fondatrice dell’azienda umbra Sensorial è riuscita a convertire un materiale tecnico in un veicolo emozionale per il design: «Il progetto intreccia neuroscienze, artigianato e luce. Vogliamo essere una nuova piattaforma creativa anche nell’arredamento».
In Umbria, terra di saperi antichi e materie autentiche, Maria Chiara Monacelli ha dato vita a una realtà capace di trasformare uno dei materiali più umili e tecnici - il cemento - in un linguaggio sensoriale e poetico. Con il suo progetto Sensorial, Monacelli ridefinisce i confini del design artigianale italiano, esplorando il cemento come materia viva, capace di catturare la luce, restituire emozioni tattili e raccontare nuove forme di bellezza. La sua azienda, nata da una visione che unisce ricerca materica, manualità e innovazione, eleva l’artigianato a esperienza, portando il cemento oltre la funzione strutturale e trasformandolo in superficie, texture e gioiello. Un percorso che testimonia quanto la creatività, quando radicata nel territorio e nel saper fare italiano, possa dare nuova vita anche alle materie più inattese.
Diego Fusaro (Imagoeconomica)
Il filosofo Diego Fusaro: «Il cibo nutre la pancia ma anche la testa. È in atto una vera e propria guerra contro la nostra identità culinaria».
La filosofia si nutre di pasta e fagioli, meglio se con le cotiche. La filosofia apprezza molto l’ossobuco alla milanese con il ris giald, il riso allo zafferano giallo come l’oro. E i bucatini all’amatriciana? I saltinbocca alla romana? La finocchiona toscana? La filosofia è ghiotta di questa e di quelli. È ghiotta di ogni piatto che ha un passato, una tradizione, un’identità territoriale, una cultura. Lo spiega bene Diego Fusaro, filosofo, docente di storia della filosofia all’Istituto alti studi strategici e politici di Milano, autore del libro La dittatura del sapore: «La filosofia va a nozze con i piatti che si nutrono di cultura e ci aiutano a combattere il dilagante globalismo guidato dalle multinazionali che ci vorrebbero tutti omologati nei gusti, con le stesse abitudini alimentari, con uno stesso piatto unico. Sedersi a tavola in buona compagnia e mangiare i piatti tradizionali del proprio territorio è un atto filosofico, culturale. La filosofia è pensiero e i migliori pensieri nascono a tavola dove si difende ciò che siamo, la nostra identità dalla dittatura del sapore che dopo averci imposto il politicamente corretto vorrebbe imporci il gastronomicamente corretto: larve, insetti, grilli».
Leonardo
Il fondo è pronto a entrare nella divisione aerostrutture della società della difesa. Possibile accordo già dopo l’incontro di settimana prossima tra Meloni e Bin Salman.
La data da segnare con il circoletto rosso nell’agenda finanziaria è quella del 3 dicembre. Quando il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà al quarantaseiesimo vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), su espressa richiesta del re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. Una presenza assolutamente non scontata, perché nella Penisola araba sono solitamente parchi con gli inviti. Negli anni hanno fatto qualche eccezione per l’ex premier britannica Theresa May, l’ex presidente francese François Hollande e l’attuale leader cinese Xi Jinping e poco altro.
Emmanuel Macron (Ansa)
Bruxelles apre una procedura sull’Italia per le banche e tace sull’acciaio transalpino.
L’Europa continua a strizzare l’occhio alla Francia, o meglio, a chiuderlo. Questa volta si tratta della nazionalizzazione di ArcelorMittal France, la controllata transalpina del colosso dell’acciaio indiano. La Camera dei deputati francese ha votato la proposta del partito di estrema sinistra La France Insoumise guidato da Jean-Luc Mélenchon. Il provvedimento è stato approvato con il supporto degli altri partiti di sinistra, mentre Rassemblement National ha ritenuto di astenersi. Manca il voto in Senato dove l’approvazione si preannuncia più difficile, visto che destra e centro sono contrari alla nazionalizzazione e possono contare su un numero maggiore di senatori. All’Assemblée Nationale hanno votato a favore 127 deputati contro 41. Il governo è contrario alla proposta di legge, mentre il leader di La France Insoumise, Mélenchon, su X ha commentato: «Una pagina di storia all’Assemblea nazionale».






