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Ritratti | Oscar Sinigaglia, il mercante d’acciaio

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Succhi di frutta, bibite, caffè al ginseng... Quante calorie beviamo senza accorgercene
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Molte bevande ci ingrassano a tradimento. Non servono a «spezzare la fame», anzi la aumentano. E il loro alto contenuto di zuccheri può farci sviluppare una dipendenza. Il rimedio c’è: leggere bene l’etichetta e dissetarci soprattutto con l’acqua.

Il rapporto dell’uomo contemporaneo col cibo è un rapporto spesso squilibrato e le forme di squilibrio possibili sono davvero tante. Oltre che, molto spesso, nuove. Ci troviamo a vivere un rapporto col cibo meno equilibrato del passato anche perché il cibo odierno nel suo complesso, fatte salve rare oasi felici, non è quasi più quello del tempo che fu. Sarebbe a dire che non è più il cibo che era ed era stato per secoli fino alla metà dell’Ottocento, momento in cui la Rivoluzione Industriale ha iniziato a trasformare la produzione di pressoché tutto ciò che prima si poteva realizzare solo in maniera artigianale. Il cibo che ci troviamo davanti, dopo quasi 200 anni, è innanzitutto un cibo molto più abbondante di quello che aveva a disposizione un nostro avo ottocentesco.

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  • Da noi si torna a parlare di una legge sulla morte assistita. A Ottawa, dove c’è dal 2016, ormai è la causa del 5% dei decessi. E viene proposta anche a chi è sulla sedia a rotelle.
  • L’attivista Alex Schadenberg: «Molte persone non autosufficienti hanno paura a presentarsi in ospedale, perché il suicidio viene loro presentato come un’opzione. Nel 2027 toccherà ai malati mentali e ai “minorenni maturi”».
  • Dal 2002 ad oggi nei Paesi Bassi la pratica è aumentata di oltre il 430%. E dal 2005 vengono coinvolti i bambini. A Bruxelles invece l’incremento è stato del 1.000%.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Un immigrato clandestino con precedenti per violenza sessuale, due decreti di espulsione mai eseguiti e anni di libertà in Italia: secondo Maurizio Belpietro, il caso dell’omicidio di Aurora Livoli mostra il fallimento totale del sistema delle espulsioni. Tra garantismo senza limiti, provvedimenti annullati e controlli mancati, chi è pericoloso resta libero di colpire.

Leggi qui l'editoriale di Maurizio Belpietro.

  • Sfruttando le purghe di Erdogan tra magistrati e poliziotti, i delinquenti locali hanno aumentato reclutamenti e giro d’affari. Per poi proiettarsi nel Vecchio continente, dove ormai agiscono con tecniche paramilitari.
  • Le bande non vogliono controllare il territorio ma nascondere uomini e armi. Oltre a fare soldi grazie all’immigrazione illegale.
  • L’esperta Elisa Garfagna: «Si può commissionare di tutto, da un assassinio a un incendio doloso. E si può pagare a rate».

Lo speciale contiene tre articoli.

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