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Ritratti | Enrico Bondi, il commissario risanatore

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Caro Calenda, ora le è rimasto
solo uno da insultare: sé stesso
Carlo Calenda, segretario di Azione, presenta il suo libro presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Ansa)

Caro Calenda, le scrivo questa cartolina perché la vedo dappertutto e non potevo accettare che non fosse anche qui. Da sempre prezzemolino acido della politica, negli ultimi tempi ha accentuato ancor di più il suo frenetico attivismo: stasera, per dire, è in scena a Napoli (con Gentiloni), domani a Bologna (con Prodi), mercoledì a Genova (con Silvia Salis). Quasi una campagna elettorale anticipata, seppur mascherata dietro la presentazione del libro. Che s’intitola: Difendere la libertà, ma si traduce: Difendere il seggio. Far politica, si sa, è un impegno molto duro. Ma è pur sempre meglio che lavorare.

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Andrea Presti: «Ai ragazzi dico di non fare come me»
Andrea Presti (Instagram)
Parla l’atleta che sta preparando il suo quarto Mister Olympia: «Mangio ogni due-tre ore: circa 6.500 calorie al giorno. La genetica è decisiva. Il doping? Sì, ai miei livelli è praticato. Ma ci sono gare in cui si può evitare».

Andrea Presti prende il telefonino e pubblica su Instagram un video in cui si pesa: 134 chili, decreta la bilancia. «Il Mister Olympia si terrà a settembre», sorride lui, 38 anni di vigore «orgogliosamente camuno» su una struttura di circa 1 metro e ottanta.

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Progetti arenati e pochi soldi. Nel deserto saudita tramonta l’utopia della città «green»
Mohammed bin Salman (Ansa)
  • La guerra nel Golfo potrebbe dare il colpo di grazia alla costruzione di Neom. Ma per la futuristica metropoli senza auto e a zero emissioni i problemi erano iniziati da tempo.
  • Era uno dei cardini del piano del principe bin Salman per ridurre la dipendenza del Regno dal petrolio. Però solo un terzo della nuova energia pulita è stato prenotato. Così il maxi impianto previsto sarà ridimensionato.

Lo speciale contiene due articoli

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Enrico Costa: «Ora va accentuata la linea liberale»
Enrico Costa (Ansa)
Il neo capogruppo di Fi alla Camera: «Partito e coalizione restano coesi anche dopo il referendum. I moderati sceglieranno noi, il campo largo è sbilanciato a sinistra. Il vertice con Tajani a Mediaset? Il luogo conta poco».

Se l’aspettava?
«No, ovviamente. Venivamo da una campagna referendaria molto faticosa, di cui siamo stati i più convinti sostenitori. Per mesi mi sono concentrato sulla riforma della giustizia».

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