Ritratti | Alberto Bombassei, se il successo si conquista frenando

Il diciottesimo podcast di Ritratti è dedicato a Alberto Bombassei perché oggi si parla di auto a guida autonoma, ci sono le auto elettriche. Ma oltre alle quattro ruote serviranno sempre i freni. E a quelli, in Italia, ci pensa la Brembo. La carriera di Bombassei comincia nel 1961 nell’azienda fondata dal padre, una piccola fabbrica di progettazione e produzione di sistemi frenanti, la “Officine meccaniche di Sombreno”, a Paladina, nella Valle Brembana. All’inizio è solo un capannone con una ventina di dipendenti e tanta difficoltà a proporsi alle case automobilistiche. Poi la svolta nel 1964 quando inizia a produrre freni a disco per l’Alfa Romeo. La vita di Bombassei è quella di un industriale impegnato anche in Confindustria per il cui vertice corre nel 2012 ma viene battuto da Giorgio Squinzi con undici voti di scarto. E per cinque anni Bombassei incrocia anche la politica, sedendosi a Montecitorio come deputato della Scelta Civica di Mario Monti. Negli ultimi giorni che hanno preceduto la registrazione di questo podcast la Brembo è tornata alla ribalta delle cronache finanziarie e della Borsa per le voci di nozze con Pirelli, di cui l’azienda di Bombassei è già socio con il 6%. Qui vi raccontiamo la sua storia. Buon ascolto.

Ritratti | Sara Blakely, la milionaria “contenitiva”

Per Sara Blakely tutto è iniziato con un collant e un paio di forbici. Nella speranza di avere un aspetto migliore nei suoi pantaloni bianchi aderenti, taglia i piedi di un paio di collant e li sostituisce alla sua biancheria intima. Questo le permette di beneficiare degli effetti dimagranti dei collant e di lasciare i piedi nudi nei suoi bei sandali. “Nel momento in cui ho visto quanto era bello il mio sedere, ho pensato: “Grazie, Dio, questa è la mia opportunità!”, è il suo ricordo. Il cinquantanovesimo podcast di Ritratti è dedicato a lei e alla sua storia. Buon ascolto.

Ritratti | Giorgio Armani, storia di un re

Il dodicesimo podcast di Ritratti è dedicato a Giorgio Armani, re Giorgio come ormai viene definito da anni sulle pagine dei giornali e delle riviste patinate. Il re della moda. Negli anni Settanta ha rivoluzionato il modo di vestire di uomini e donne, in parte vestendoli gli uni come gli altri. Negli anni Ottanta ha ridefinito il look di Hollywood con un fascino più sottile, e negli anni Novanta ha costruito un impero vendendo jeans e abiti eleganti. Prima di Giorgio Armani, non c’era un’industria di moda italiana. C’era un’industria di fabbriche italiane. Poi è arrivato il re. Per il quale la bellezza è tale quando è essenziale, perché diventa senza tempo. L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. Il successo di Giorgio Armani diventa globale anche grazie alla fortunata collaborazione con il cinema, una delle sue più grandi passioni.
A Hollywood si fanno carte false per ottenere costumi firmati dal re della moda, e nel 1980 ci riesce il regista Paul Schrader. Che gira una scena di American Gigolò, destinata a fare la storia: Richard Gere passa in rassegna giacche, camicie e cravatte Armani assemblandole con maniacale perfezione, a ritmo di musica. Il guardaroba è tutto firmato Armani, e Giorgio diventa una leggenda . La consacrazione definitiva arriva nel 1982, quando Time gli dedica l’ambita copertina con il titolo “Giorgio’s Gorgeous style”, lo stile magnifico di Giorgio. Questa è la sua storia. Buon ascolto.

  • Colonne sonore: CAKE - I will survive; Ennio Morricone - Metti una sera a cena; Blondie - Call Me; The Beatles - Here Comes the Sun
  • Leggi la guida sintetica
Ritratti | Angelo Rizzoli, dall'orfanotrofio al colosso editoriale

Imprenditore, editore e produttore cinematografico, inizia la sua carriera come tipografo e stampatore. L'impegno nel mondo del cinema lo porta a finanziare un film che susciterà un coro di proteste ma che poi incasserà un enorme successo al botteghino e un premio Oscar: La dolce vita di Fellini.

Ritratti | Safra Catz, la regina della Nuvola

E’ una delle donne più potenti non solo della Silicon Valley ma del mondo tech. Di certo è stata una delle prime manager a far volare la nuvola, i servizi del cloud computing che sono diventati fondamentali per la nostra vita digitale.

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