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Radiografia del made in Italy: ballano 180 miliardi di export

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  • L'ultima spia, rossa come una bottiglia di Brunello di Montalcino, si è accesa negli Stati Uniti: ristoranti in quarantena e consumo di vino dimezzato. Il presidente del Consorzio del Brunello Massimo Bindocci è esplicito: «Nel giro di pochi giorni si è fermato il nostro maggiore canale di vendita – quello dell'horeca – nei due principali mercati mondiali: Usa e Italia. Da soli rappresentano il 60% delle vendite globali di Brunello. Con il coronavirus in crisi metà del pIl nazionale e una enorme fetta di esportazioni.
  • Secondo Top30 Most Valuable Italian Brands il valore dei 30 marchi italiani top che nel 2019 sarebbe cresciuto del 14% rispetto all'anno precedente è stimato in 97 miliardi di dollari al netto dei marchi dell'automobilismo.
  • Molti paesi per fare concorrenza a Parmigiano Reggiano e Grana Padano hanno cominciato a pretendere il marchio Covid 19 free, che non esiste, ma che ha costituito una straordinaria barriera all'esportazione.
  • La Camera della Moda ha stimato un primo impatto pari al 1,8% di perdita di fatturato (intorno al miliardo e mezzo) ma è una stima non più vera.

Lo speciale contiene quattro articoli

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Ora incolpano la Brexit pur di non affrontare i veri problemi
Ansa
Il referendum di dieci anni fa, che vide la vittoria del «Leave», fu il più grande esperimento democratico fatto nell’Ue. La domanda di sicurezza però è rimasta inascoltata e i partiti ora pagano il conto.

Esattamente dieci anni dopo il referendum della Brexit, Keir Starmer saluta tutti dal numero 10 di Downing Street e lascia il posto al prossimo sciagurato della lista, Andy Burnham, il quale da quel 23 giugno 2016 sarà il settimo a premier a provarci. Nei trentasette precedenti i premier erano stati sei nel totale.

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Dal green ai migranti. Perché non conviene mollare l’America per accodarci alla Ue
Friedrich Merz ed Emmanuel Macron (Ansa)
Il Pd chiede all’esecutivo di convertirsi al «ci vuole più Europa». Legarsi a leader impopolari come Macron e Merz sarebbe folle.

Un aspetto positivo della vicenda del botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni è che contribuisce a fare chiarezza su ciò che dovrebbe essere la ragione sociale del centrodestra rispetto alla sinistra.

La solidarietà per le parole rivolte da Trump al presidente del Consiglio italiano, infatti, è arrivata sì da sinistra, ma con il prevedibile rimorchio del logoro slogan «ci vuole più Europa».

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La caduta delle SS di sinistra
Pedro Sánchez e Keir Starmer (Ansa)
Starmer si dimette, Sánchez è assediato: dopo la moglie a processo, il braccio destro condannato a 24 anni per corruzione. È il fallimento dei socialisti, che però l’Unione europea si ostina a non vedere: le politiche che ci impone sono sempre le loro.
In Europa i socialisti non se la passano troppo bene. Di recente in Slovenia il governo di Robert Golob ha gettato la spugna ed è stato sostituito da uno di centrodestra. In Bulgaria la coalizione a cui partecipava anche la sinistra ha ceduto il passo al partito guidato da un ex generale piuttosto critico con l’Europa.
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Psicodramma Strega: Augias invita a separare l’opera dall’autore. E lui se ne intende...
Corrado Augias (Ansa)
Nuova puntata dello psicodramma per le presunte frasi di Michele Mari sulla Murgia: Augias, beccato a copiare, invita a distinguere opera e autore. Per risollevarlo, il premio va dato ai protagonisti delle chat «sessiste» meneghine sulla bellezza delle donne.

«Ma che, siamo in un film di Nanni Moretti, eh? Siamo in un film di Nanni Moretti?!?». Che delizia, nel film Nessuno mi può giudicare (2011), la parodia che Rocco Papaleo fa del migliore Nanni della nostra vita, citando la celebre sequenza di Ecce bombo (1978) in cui il regista romano si avventava sull’avventore di un bar urlandogli: «Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi?».

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