Così le organizzazioni terroristiche palestinesi usano i social network
  • Tra Gaza e la Cisgiordania sono attive circa venti organizzazioni militanti palestinesi. Ogni gruppo – a vari livelli – utilizza i social media per diffondere la propria ideologia, incoraggiare attacchi contro gli israeliani e attrarre potenziali reclute.
  • Prima dell’era dei social media, i gruppi militanti palestinesi utilizzavano principalmente moschee, scuole e centri di servizi sociali come canale principale per far circolare informazioni sulle loro attività.
  • Le organizzazioni palestinesi, benché avverse allo Stato islamico che da tempo prova a penetrare nella Striscia di Gaza a caccia di delusi di Hamas e Jihad Islmaica, si ispirano ai video dell’Isis e provano a riprodurre la stessa qualità, anche se al momento le differenze sono ancora notevoli.

Lo speciale contiene tre articoli.

Prima dell’era dei social media, i gruppi militanti palestinesi utilizzavano principalmente moschee, scuole e centri di servizi sociali come canale principale per far circolare informazioni sull’attività dell’organizzazione.Tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania sono attive circa venti organizzazioni militanti palestinesi. Ogni gruppo usa i social network a vari livelli per diffondere la propria ideologia, incoraggiare attacchi contro gli israeliani e attrarre potenziali nuove reclute, soprattutto tra i giovani. Prima dell’era dei social i gruppi militanti palestinesi per diffondere la loro propaganda si recavano principalmente nelle moschee, nelle scuole e nei centri di servizi sociali, come canali principali per far circolare le informazioni sulle loro attività. Come descritto in un recente report della Foundation for Defense of Democracies (Fdd) un cambiamento importante c’è stato nel 2014 quando nella Striscia di Gaza è iniziato il conflitto ( che è durato sette settimane) tra le forze di difesa israeliane (Idf) e gruppi militanti palestinesi. Durante il conflitto Hamas e altri gruppi avevano utilizzato ampiamente i social media per pubblicare e promuovere filmati di attacchi contro gli obiettivi israeliani. Una delle pubblicazioni su Facebook più note dell’epoca fu un raid contro una postazione dell’Idf vicino a Nahal Oz da parte di militanti di Hamas, l’assalto provocò la morte di cinque soldati israeliani.

Da quel momento Hamas, la Jihad Islamica e la Fossa dei Leoni, le Brigate Abd al-Qadir al-Husayni e i militanti di Humat al-Aqsa -solo per citarne alcuni- hanno fatto tesoro dell’esperienza e hanno continuato ad usare Facebook, Twitter, Telegram, Instagram e TikTok per promuovere la loro ideologia.

Israele ha chiesto che l'account TikTok del gruppo terroristico la Fossa dei Leoni venga bandito, senza nessun successo (Fonte: TikTok)

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