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«Primo Report sulle violazioni delle libertà fondamentali: centinaia di casi choc»

«Primo Report sulle violazioni delle libertà fondamentali: centinaia di casi choc»

«Le leggi anti omotransfobia mettono in pericolo una serie di libertà fondamentali, quali la libertà di espressione del pensiero, di religione, di associazione e la libertà d'iniziativa economica privata. In questo documento abbiamo elencato centinaia di esempi di quello che accade nei Paesi dove vigono leggi anti omotransfobia simili a quella proposta in Italia. Si tratta, per esempio, di casi di violenza, abusi e altre violazioni dei diritti delle donne dovuti all'imposizione del transgenderismo. O ancora ci sono persone denunciate, censurate o attaccate per la loro contrarietà alla partecipazione di maschi trans alle competizioni sportive agonistiche femminili o all'ingresso di maschi biologici nei bagni o negli spogliatoi delle donne» ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, che ha presentato oggi, al Senato, il primo Report sulle violazioni delle libertà fondamentali causate dalle leggi su l'omotransfobia insieme ai parlamentari Simone Pillon, Lucio Malan e Isabella Rauti e alla collega, membro del direttivo della onlus, Maria Rachele Ruiu.

Sono la scuola e i bambini a preoccupare e ad avere un'attenzione speciale nel Report: «Le scuole di Melbourne - ha sottolineato in conferenza stampa Maria Rachele Ruiu - sono state invitate a non esprimersi più con i termini "mamma" o "papà" in modo tale da essere più "inclusive di genere". Così come bagni unisex, squadre sportive non-gendered e l'esposizione di bandiere arcobaleno sono tutti raccomandati per migliorare l'inclusività. L'Istituto scolastico Deanesfield Primary School - ha aggiunto - ha adottato la policy dei bagni gender-neutral. Le ragazze così si sono viste costrette a non andare a scuola per non condividere i bagni con i maschi. Qui in Italia già propongono Carriera Alias e bagni gender neutral, progetti gender che decostruiscono il maschile e il femminile a beneficio della identità fluida, progetti che lodano l'utero in affitto, se io non volessi questo indottrinamento per i miei figli, sarei un'omofoba?».

Esiste poi tutta una problematica relativa alle carceri e allo sport. «Karen White, maschio di 52 anni che si identifica come donna - ha continuato Coghe - incarcerato in una struttura per donne ha abusato sessualmente di due detenute donne. Ed è da sottolineare il caso di Boyd Burton, divenuto Fallon Fox "campionessa" di arti marziali, trans, che finora ha combattuto come donna e ha dichiarato in un recente tweet indirizzato anche alla Rowling, la scrittrice di Harry Potter, di aver fratturato con gioia il cranio di una sua avversaria, con una frase come «adoro pestare le TERF*» (Trans-Exclusionary Radical Feminist)».

«Presenteremo oggi, con quasi 240.000 firme raccolte in poche settimane, la nostra petizione contro il Ddl Zan, la legge bavaglio anti omotransfobia, che sarà consegnata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Presidente del Senato» ha concluso Coghe.

L’incognita venezuelana irrompe nel duello tra Washington e Pechino su Taiwan
L'esercito di Taiwan schiera un sistema missilistico di difesa aerea all'interno di una base aerea a Hsinchu (Ansa)

Cresce l’incertezza sul dossier taiwanese. Un nodo che, con ogni probabilità, tornerà al centro delle tensioni tra Washington e Pechino.

La scorsa settimana, la Cina ha avviato delle esercitazioni militari nei pressi dell’isola, sostenendo di voler lanciare un «severo avvertimento» contro quelle che ha definito le «forze separatiste». In particolare, la Repubblica popolare ha schierato 14 navi da guerra e 89 caccia. «Di fronte alle crescenti ambizioni espansionistiche della Cina, la comunità internazionale sta osservando per vedere se il popolo taiwanese ha la determinazione di difendersi», ha dichiarato il presidente taiwanese, Lai Ching-te, riferendosi alle pressioni militari di Pechino.

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(Ansa)

Design, ingegneria e sviluppo veicoli al servizio delle case automobilistiche e del network accademico statunitense. L'intervista a Fabrizio Mina, ceo di Italdesign Usa.

Venezuela, Leone: «Rispettare la sovranità». Ma Trump pensa già alla Groenlandia
Papa Leone XIV (Ansa)
Pechino come Mosca: chiede il rilascio del tiranno, ma parlano solo gli apparati.

Si raffreddano le reazioni al blitz di Caracas ma Donald Trump incendia il «caso» Groenlandia. Katie Miller - moglie di Stephen Miller, tra i più stretti collaboratori del presidente - due giorni fa su X aveva postato una foto dell’isola coperta dalla bandiera a stelle strisce con scritto: «Presto». L’ambasciatore danese (la Groenlandia, pur godendo di un suo governo, è territorio danese) a Washington ha replicato: «Con gli Usa siamo stretti alleati, ci aspettiamo il rispetto dell’integrità del regno di Danimarca; collaboriamo per la sicurezza comune nell’Artico».

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A sinistra il golpe si può anche fare purché colpisca qualcuno  sgradito
Manifestazione pro Maduro davanti al consolato Usa a Milano (Ansa)
Se gli Usa fanno cadere un comunista, gridano al golpe. Con Berlusconi esultavano.

Restiamo ancora in attesa che i maggiori leader europei, magari con il francese Emmanuel Macron e il britannico Keir Starmer in testa, formino una coalizione di volenterosi per correre in soccorso del Venezuela assaltato dagli Stati Uniti di Donald Trump. Dopo tutto ci siamo sentiti ripetere per anni, riguardo all’Ucraina, che esistevano un aggredito e un aggressore, e che da tale verità non si poteva prescindere. Eppure per il Sudamerica il discorso, chissà come mai, sembra differente. La mobilitazione degli eroici difensori della libertà stenta a decollare, gli slogan rabbiosi sono più sommessi. A quanto pare, la constatazione che il diritto internazionale non esiste e che in politica estera conta - da sempre - la legge del più forte, ha lasciato atterrita la gran parte dei progressisti occidentali.

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