golpe venezuela

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A sinistra il golpe si può anche fare purché colpisca qualcuno  sgradito
Manifestazione pro Maduro davanti al consolato Usa a Milano (Ansa)
Se gli Usa fanno cadere un comunista, gridano al golpe. Con Berlusconi esultavano.

Restiamo ancora in attesa che i maggiori leader europei, magari con il francese Emmanuel Macron e il britannico Keir Starmer in testa, formino una coalizione di volenterosi per correre in soccorso del Venezuela assaltato dagli Stati Uniti di Donald Trump. Dopo tutto ci siamo sentiti ripetere per anni, riguardo all’Ucraina, che esistevano un aggredito e un aggressore, e che da tale verità non si poteva prescindere. Eppure per il Sudamerica il discorso, chissà come mai, sembra differente. La mobilitazione degli eroici difensori della libertà stenta a decollare, gli slogan rabbiosi sono più sommessi. A quanto pare, la constatazione che il diritto internazionale non esiste e che in politica estera conta - da sempre - la legge del più forte, ha lasciato atterrita la gran parte dei progressisti occidentali.

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«L’esercito è con me». Guaidó scatena una nuova offensiva
Ansa
  • Svolta con l'aiuto Usa. I militari liberano oppositore del regime Caracas lancia i blindati sui cittadini. Matteo Salvini: «Via il dittatore».
  • Bolivia e Cuba sostengono Nicolas Maduro in nome dell'asse con la Russia. Argentina, Cile, Brasile e Colombia stanno con Washington, che vuole contenere pure la Cina.

Lo speciale contiene due articoli

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