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Il Partito democratico americano è sempre più ingarbugliato. E sono tempi duri per Joe Biden

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Il Partito democratico americano è sempre più ingarbugliato. E sono tempi duri per Joe Biden
Ansa

L'ex vicepresidente americano è infatti finito sotto il fuoco incrociato dell'ala sinistra del Partito democratico. Un autentico tiro al piccione, che si inscrive nel più generale quadro della faida tra radicali e moderati che, ormai da quasi tre anni, si sta consumando tra le file dell'Asinello. Una faida nel mezzo di cui il centrista Biden si è ritrovato, pur non avendo ancora formalmente sciolto le riserve per una sua candidatura in vista delle primarie democratiche del 2020. D'altronde, i fronti di scontro in cui è rimasto invischiato non sono affatto pochi. Alcuni, poi, si rivelano particolarmente spinosi.

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«L’Italia può aiutare a sminare Hormuz»
L’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Camporini (Imagoeconomica)
L’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Camporini: «Gli Usa hanno soltanto vecchie navi, noi siamo all’avanguardia. La guerra in Iran s’avvia alla fine ma la strada è lunga: quello firmato è solo un memorandum».
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La ferrovia turco-saudita che preoccupa Israele
Un recente incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud (Getty Images)

La scorsa settimana, Turchia e Arabia Saudita hanno sottoscritto un accordo per realizzare una linea ferroviaria che dovrebbe collegare i due Paesi attraverso Siria e Giordania. In futuro, si prevede che l’opera venga estesa anche all’Oman: l’obiettivo, ha riferito il Times of Israel, è quello di creare una via commerciale terrestre che permetta di aggirare Hormuz.

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Scontro sui patentini antifascisti: Conte critica Meloni, non la censura
Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo (Getty Images)
Oltre ai non allineati, i compagni sabotano pure chi non si conforma «abbastanza».

A sinistra qualcuno ha scoperto che esistono intolleranti censori, e che la censura non è per niente gradevole. Lo hanno scoperto grazie all’ennesimo psicodramma esploso attorno a Eshkol Nevo, scrittore israeliano accusato di non avere condannato a sufficienza il massacro del governo Netanyahu ai danni dei palestinesi.

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