L’élite francese salvata dal coronavirus grazie ai gilet gialli e Berlino

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  • Questa crisi sanitaria mette in luce l'impossibilità per la Francia di rimanere ancora a lungo genuflessa davanti ai diktat tedeschi. I cittadini però chiedono di beneficiare dignitosamente delle risorse del Paese, che questo piaccia o no alla Germania.
  • Non mancano i problemi in materia di libertà e rispetto della privacy sullo sviluppo da parte del governo dell'applicazione StopCovid per provare ad arginare la diffusione del virus.
  • Il gilet giallo Maxime Nicolle: «Negli ultimi anni i soldi pubblici sono stati usati per comprare proiettili di gomma piuttosto che per finanziare i posti letto negli ospedali».
  • L'economista Frédéric Farah: «La Francia ha smesso di essere quell'interfaccia tra il Nord e il Sud dell'Europa. E non mostra un sostegno convinto all'Italia».

Lo speciale contiene quattro articoli.

Il commissario Johannes Hahn conferma i punti deboli. In vista ci sono web, sugar e plastic tax
Ursula von Der Leyen (Ansa)
Sta per scadere il tempo per abbattere gli ostacoli decisivi: la ratifica, la presentazione dei piani nazionali e l'emissione dei bond. Intanto Palazzo Chigi stanzia un fondo di 30 miliardi per gli investimenti eccedenti: un modo per aggirare le pastoie di Bruxelles
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