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Per tenersi i fortini rossi i giudici inventano scuse

Per tenersi i fortini rossi i giudici inventano scuse
(Ansa)

I giudici prevedono conseguenze disastrose se la maggioranza vorrà per davvero trasferire le decisioni sui trattenimenti dei profughi dalle sezioni civili specializzate in immigrazione alle Corti d’appello penali. I tribunali di seconda istanza saranno travolti da decine di migliaia di ricorsi, preconizzano, lasciando intravedere una paralisi del sistema giudiziario. L’emendamento che dovrebbe spostare la competenza dai magistrati civili a quelli che si occupano di decidere sulla convalida degli arresti è stato presentato giorni fa dalla deputata di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, dopo che le sezioni specializzate in immigrazione hanno fatto muro contro i trasferimenti in Albania, ordinando il rientro in Italia dei migranti con la scusa che i profughi proverrebbero da Paesi da considerarsi insicuri e perciò non potrebbero essere rispediti a casa loro.

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Garlasco, la ricostruzione degli inquirenti: «Furia cieca per cancellare Chiara»
La caserma Tenente Francesco Lillo della Guardia di Finanza di Pavia (Ansa)
Secondo la Procura pavese, il movente di Sempio sarebbe il «rifiuto di un approccio sessuale» da parte della Poggi. La reazione è descritta come «esplosiva e improvvisa» e ciò «sgretola le responsabilità di Stasi».

Al momento del rifiuto «all’approccio sessuale» sarebbe scattata «un’aggressione […] cieca, sproporzionata, improvvisa, esplosiva, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta».

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K.I.S.S. | Rocco e i suoi missili

Figlio di immigrati della Lucania, Rocco Anthony Petrone fu direttore di lancio e dell’intero programma spaziale

Garlasco, tutto quello che non torna
Andrea Sempio e Chiara Poggi (Ansa)

Sul delitto di Chiara Poggi ogni giorno emergono fatti che fanno venire un dubbio: è un’indagine fatta male o c’è del dolo? I contatti fra Sempio e la polizia, le accuse di corruzione all’ex procuratore o il tentativo di fermare l’inchiesta bis. È inquietante.

Non ricordo chi lo abbia scritto, ma la condanna di Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi rappresenterebbe uno dei più gravi casi di errore giudiziario. Per quanto mi riguarda io non la vedo così. E non tanto perché ci sono persone che, prima di essere riconosciute innocenti, sono rimaste in carcere più a lungo del «biondino dagli occhi di ghiaccio» (penso a Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo detenuto per più di trent’anni e poi scagionato da ogni accusa), ma perché il giallo di Garlasco va oltre l’errore giudiziario.

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Caro Zaia, non è che si sta veltronizzando?
Luca Zaia (Imagoeconomica)

Caro Luca Zaia, caro presidente del Consiglio regionale veneto, nonché ex governatore, nonché colonnello della Lega e «risorsa del centrodestra», candidato a tutto ciò cui può essere candidato, le scrivo questa cartolina perché ho sentito che è diventato anche romanziere e infatti ha già pronta un’opera. È stato lei stesso a dire che ne ha parlato anche con Marina Berlusconi, ed è una buona idea perché per un romanzo la Mondadori è un editore ideale.

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