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Non c'è solo il Quirinale. Per il 2022 serve un programma di governo

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Non c'è solo il Quirinale. Per il 2022 serve un programma di governo
Ansa

Non c’è dubbio sul fatto che l’elezione del Presidente della Repubblica sia un evento politicamente cruciale, destinato a incidere per sette lunghi anni. E dunque, sarebbe ingenuo stupirsi del fatto che i partiti siano straordinariamente attenti a questo dossier. Allo stesso modo, a prescindere dalle risposte spesso discutibili e abborracciate messe in campo dalle autorità di governo, non è nemmeno sorprendente il fatto che il virus continui a occupare il centro della scena politica e mediatica. Il nuovo anno si apre all'insegna dell'inflazione e di altri problemi strutturali. Per questo ci vogliono interventi concreti, perché l'Italia non diventi solo un grande reparto Covid.

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Dimmi La Verità | Marco Pellegrini (M5s): «Sviluppi della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 maggio 2026. Il deputato del M5s Marco Pellegrini commenta gli sviluppi della guerra in Iran e la crisi economica in Italia.

Effetto Green deal: l’auto europea è finita in pasto ai cinesi
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La spinta all’elettrico, senza le materie prime, regala il mercato agli asiatici. Byd punta Roma, Chery la Spagna e Berlino crolla.

In principio fu il Green deal, quando l’Unione europea aprì la finestra da cui è entrata l’industria cinese del clean tech, cioè pannelli solari e turbine eoliche. Un ingresso che oggi ha portato l’Europa alla dipendenza al 90% dall’industria cinese in quel settore.

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Le Big Tech se ne fregano dei raggiri. Qui serve il pugno duro della politica
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Meta &C. raccolgono cifre enormi con la pubblicità, che poi smistano nei siti. Anche se si tratta di fake, tipo la mia finta lite con Messina. Come suggerito da Marina Berlusconi, questa «pirateria» va fermata dalla legge.

Le truffe ci sono sempre state e molte hanno avuto il loro racconto: imperdibile quello di Totò che voleva vendere la fontana di Trevi allo straniero sprovveduto.

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Streeting sigla lo sfratto a Starmer
Ansa
Il ministro della Sanità lascia e lancia siluri contro il premier: «Non sarai tu a guidare il partito laburista nelle prossime elezioni. Serve una direzione, siamo allo sbando».

Tanto tuonò che infine piovve. Dopo giorni di indiscrezioni, retroscena e voci di congiura interna, Wes Streeting ha rassegnato ieri le dimissioni da ministro della Sanità, aprendo ufficialmente la crisi del Partito laburista e, di fatto, dello stesso governo britannico.

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