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Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

Famiglia sterminata da ladri clandestini. Scappavano in auto inseguiti dalla polizia
Ansa
È successo domenica a Roma: padre, madre e figlio sono morti. Arrestati i fuggitivi. Si tratta di tre irregolari sudamericani.

Non si fermano all’alt. Accelerano. In quel momento esatto la scelta di chi pensava di farla franca diventa una condanna a morte per una famiglia. La volante della polizia intercetta la Toyota Yaris con a bordo tre uomini di origine sudamericana, tutti irregolari, specializzati, secondo quanto ricostruito, in furti su auto e in appartamenti. Probabilmente erano in zona per qualche sopralluogo.

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Padelle antiaderenti, sì o no? Ecco quello che c’è da sapere
iStock
  • Scoperto per caso in laboratorio, il politetrafluoroetilene è inodore e resiste anche ad alte temperature. Sostituisce perfettamente olio e burro, permettendo di rispettare più facilmente un regime dietetico ipocalorico. Non reagisce a contatto con altre sostanze chimiche, ma rimane pur sempre un materiale plastico. Il marketing ha esagerato il bisogno di mangiare «senza grassi». Senza contare che ci sono altri modi per ridurli.
  • Il rivestimento non è ritenuto cancerogeno. Ma alcuni composti impiegati nella sua realizzazione sono oggetto di restrizioni.

Lo speciale contiene due articoli.

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Alla terza edizione dei Giochi della Speranza, nella Casa di Reclusione di Milano Bollate, detenuti, magistrati, polizia penitenziaria e società civile si confrontano tra calcio, pallavolo, scacchi e ping pong. Per qualche ora lo sport crea relazioni e momenti di normalità, raccontando figli, progetti e possibilità di ricominciare.

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Mark Zuckerberg, dal flop del Metaverso alla censura degli utenti. Oggi la scommessa è l’Ia
Mark Zuckerberg (Ansa)
  • Con Facebook ha trasformato Internet. L’anonimato, tipico del web fino a quel momento, ha ceduto il passo alla vanità digitale di massa. Dalla quotazione in Borsa, nel 2012, il valore del suo impero è cresciuto di 17 volte, anche se non sono mancati i passi falsi e i problemi giudiziari.
  • Lontano dal protagonismo di Musk o dai toni oracolari di Jobs, rivendica il controllo totale delle sue aziende. Eppure è l’unico guru vivente della Silicon Valley al quale Hollywood ha già dedicato un film.
  • Dopo l’ammissione di aver ceduto alle pressioni di Biden, «Zuck» sta togliendo dal suo social molte restrizioni.

Lo speciale contiene tre articoli.

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