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Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

Pure i sindacati rossi infilzano Giani
Eugenio Giani (Imagoeconomica)
La Cgil sciopera per la crisi nell’industria regionale, Cobas all’attacco sull’aumento dei biglietti del trasporto pubblico. E il governatore stanga i Comuni sugli affitti brevi.

Quel volpone di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana dal 2020, rieletto l’anno scorso, non la smette di inanellare figuracce. Inimicandosi adesso pure i suoi compagni di partito. Evidentemente troppo impegnato a presenziare a palii e sagre di paese, lascia scivolare in secondo piano il governo della Regione.

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L’ipocrisia rossa esalta Fidel e respinge l’Ugl
Imagoeconomica. Nel riquadro, la locandina della mostra su Castro a Jesi
Il sindacato non può partecipare alla commemorazione della tragedia di Marcinelle perché di «estrema destra». Mentre a Jesi apre la mostra su Fidel Castro. Serve «il passaporto politico» dopo il patentino antifascista chiesto a «Più libri più liberi»?

A che serve tenere accesa la memoria quando la luce è comandata a intermittenza da chi controlla l’interruttore? Dopo la polemica sul patentino antifascista richiesto dagli organizzatori della manifestazione «Più Libri, Più Liberi» (rassegna un po’ sfigata se per farsi notare ha bisogno delle solite polemiche trite e ritrite circa le dichiarazioni di anitifascismo…), ecco una «bella lezione» di libertà messa a punto da quelli che si professano antifascisti e che invece sono censori e manipolatori della memoria: al sindacato Ugl è stata negata la possibilità di commemorare il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera belga dove l’8 agosto 1956, morirono 262 minatori, di cui 136 italiani.

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donne spazio tereskova ride
Valentina Tereshkova e Sally K.Ride (Getty Images/Nasa)

La data segna due primati nella storia dei voli spaziali. Nel 1963 Valentina Tereshkova fu la prima donna in orbita. Esattamente 20 anni dopo Sally K.Ride fu la prima astronauta della Nasa a bordo dello Space Shuttle.

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Uk, «250.000 gli abusi dei pakistani»
Agenti della polizia britannica (Ansa)
Report choc: donne e bambine definite «spazzatura bianca» violentate e pure costrette a convertirsi. Il sindaco di Londra Sadiq Khan sospettato di aver insabbiato tutto.

Donne e bambine attirate da uomini musulmani e poi abusate. Vere e proprie grooming gangs, bande di adescatori che avrebbero sfruttato sessualmente migliaia di giovani in Inghilterra. Addirittura 250.000, rigorosamente bianche, non musulmane e alcune di soli 11 anni. Giovani sottoposte a violenza, prostituzione e persino a conversioni forzate.

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