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Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

L’attivista Eva Vlaardingerbroek racconta il bando imposto dal governo Starmer, denuncia la repressione della libertà di espressione e avverte l’Europa: immigrazione, sicurezza e controllo statale stanno cambiando il volto delle nostre democrazie.

Starmer vuole lo scontro con Musk. I nudi con l’Ia sono solo un pretesto
Elon Musk e Keir Starmer (Ansa)
Elon Musk accetta le regole, ma chi lo critica si dimentica che pure le altre app fanno lo stesso.

C’è sempre il sesso nella guerra senza fine tra Elon Musk e Keir Starmer. Ieri il premier britannico ha segnato un punto a proprio favore costringendo il padrone di X a impegnarsi affinché il suo programma di intelligenza artificiale Grok non possa più spogliare le persone reali. In un primo momento, Musk aveva pensato bene di resistere, minimizzando, ma poi, di fronte alla minaccia concreta di vedersi spegnere i social nel Regno Unito, ha garantito il pieno rispetto della legge. Peccato che Starmer si sia dimenticato che esistono anche altre intelligenze artificiali e decine di bot su Telegram che possono costruire dei nudi con il volto di persone ignare.

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Dimmi La Verità | Federica Onori (Azione ): «I 5s si smarcano sulla risoluzione sull'Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 18 gennaio 2026. La deputata di Azione Federica Onori commenta lo smarcamento del M5s sulla risoluzione sull'Iran.

L’Ue affoga i pescatori in un mare di regole e spalanca le porte al pesce del Marocco
Pescherecci (Getty)
  • Per le barche europee le coste del Sahara Occidentale sono «vietate», mentre i battelli africani sono liberi nel Mediterraneo.
  • Il leader del Ppe: lo facciano pure i centristi. Rischio Mercosur per Ursula von der Leyen.

Lo speciale contiene due articoli

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