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Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

Secondo gli analisti, le forme avanzate di Ia potrebbero rimpiazzare gli sviluppatori di servizi tecnologici: Microsoft giù del 19% da inizio anno, male anche Amazon. «Mercato stufo delle promesse, contano i profitti»

Dopo anni di euforia indiscriminata, il vento è cambiato. Se fino a ieri bastava pronunciare la parola «Intelligenza artificiale» per vedere i titoli volare in Borsa, oggi gli investitori hanno iniziato a farsi domande più scomode. «Siamo passati dalla fase dell’entusiasmo a quella che i trader chiamano “Ai scare trade”, ovvero la paura che l’innovazione tecnologica, invece di creare valore, finisca per distruggere i modelli di business consolidati», spiega Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie di investimento di SoldiExpert Scf.

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Lo ha dichiarato la vicepresidente del Lazio Roberta Angelilli a margine dell’incontro con il commissario per la Politica regionale e di coesione Raffaele Fitto, che si è tenuto presso la Rappresentanza dello Stato Libero di Baviera.

Studiosi contro la Meloni sul clima ma sbagliano la cura e il colpevole
Giorgio Parisi (Ansa)
Ammesso che la soluzione sia ridurre le emissioni, la responsabilità dell’Italia è minima.

Una decina di sedicenti «studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi» esprimono «profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica». Ho detto «sedicenti» in modo inappropriato, perché non c’è motivo di dubitare che siano studiosi - nel senso che spendano il loro tempo studiando le cose che dicono di studiare. Tuttavia, dalle cose che scrivono dopo nella lettera, si evince che abbiano capito poco di quel che studiano. Con l’unica eccezione del professor Giorgio Parisi che, sui sistemi complessi, ci ha preso pure il premio Nobel. Ma la lettera attiene alle politiche climatiche e fu lo stesso Parisi a dire pubblicamente di non essere esperto di clima. Insomma, Parisi sta come i cavoli a merenda, e fa solo gioco agli altri firmatari per il suo prestigio.

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Dimmi La Verità | Mirella Molinaro: «Gli sviluppi sulla morte del piccolo Domenico»

Ecco #DimmiLaVerità del 5 marzo 2026. La nostra Mirella Molinaro ci rivela gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico.

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