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Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

A febbraio, i Paesi Ue hanno comprato il 100% del gas liquido prodotto nella penisola Jamal. E nonostante la stretta, continua ad arrivare anche il greggio. Tanto vale agire allo scoperto e tamponare l’emergenza.

Non abbiamo grosse alternative: o tappiamo le falle causate della crisi di Hormuz con le forniture russe, approfittando della sospensione delle sanzioni Usa sulle petroliere già in mare, o rischiamo il crollo dell’economia. In fondo, il passo da compiere sarebbe più formale che sostanziale: il Vecchio continente, infatti, continua a ricevere energia da Mosca. Nonostante i proclami dei dirigenti dell’Ue.

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Lucio Malan (Fdi) racconta l'audizione dei danneggiati: si sapeva che i sieri non avrebbero protetto, ma fu nascosto all'aula. Nuova legge per evitare gli allontanamenti di minori dopo il caso della famiglia nel bosco.

Trump insulta gli alleati ma tace sugli obiettivi
Donald Trump (Getty Images)
Il presidente Usa sembra confuso e impantanato dopo l’offensiva a Teheran. Gli alleati storici attendono risposte sui reali obiettivi, tuttora incerti. Malumori anche nella base Maga, consensi in calo verso il Midterm.
Dove vuole andare a parare Donald Trump? Qual è il suo progetto politico internazionale? Qual è la sua visione geopolitica globale? Come intende comportarsi e quali finalità intende raggiungere nella guerra scatenata in Iran insieme all’alleato Israele?
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Da inizio guerra i tassi per i prestiti immobiliari (Euribor ed Eurirs) sono cresciuti di 0,15-0,18 punti. Ecco il peso su finanziamenti da 200.000. I future vedono altri rialzi.

È la settimana delle banche centrali - oggi tocca alla Fed e giovedì alla Bce - con decisioni che al momento sembrano pressoché scontate. Vista la spinta inflazionistica che arriva dal Golfo Persico, sia Christine Lagarde sia un Jerome Powell alle sue penultime battute dovrebbero lasciare i tassi così come sono.

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