{{ subpage.title }}

Parole Testarde | Ratatouille rosicchia la dittatura dei like

In pochi periodi della storia siamo stati così sollecitati a emettere sentenze: rapide, continue, feroci, ultimative eppure anche rivedibili e contraddittorie. Il grande mercato dei social prospera sul prodotto che siamo noi, con le nostre preferenze, le nostre idiosincrasie, i nostri pilotati pollici e cuoricini sparsi a piene mani ogni minuto e ogni notifica. Ma questa continua esibizione di pareri, tanto volatili quanto condivisi e funzionali a un mercato, cos’hanno a che fare con l’esperienza e il giudizio? A rispondere ci aiuta un topo, o meglio un grande cartone animato della Pixar che ha come coprotagonista un roditore: Ratatouille (2007). La trama non c’entra nulla con Facebook & C, anche solo per ragioni cronologiche. Eppure nella seconda parte del racconto fa la sua comparsa un personaggio straordinario: il critico gastronomico Anton Ego. Questi si vede costretto a rimettere in discussione una sua vecchia stroncatura del ristorante dove - sotto mentite spoglie - il topolino è diventato un grande chef, capace da solo di risollevare la nomea del locale. E quando gusta il piatto che dà il nome al cartone, Ego torna bambino per riscoprire il cuore di ogni possibile, vero giudizio: un’esperienza che «scuote le fondamenta stesse dell’essere» e della vita. Perché, come dice il critico, «anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale». Ma solo poca più anima del prossimo like, che lascerete a questa serie di podcast.

Marco Tarchi: «Russi in Biennale? Chance per l’Italia»
Marco Tarchi (Ansa)
Il politologo: «La decisione di Buttafuoco può facilitare la ripresa del dialogo con la Russia. La Meloni dovrebbe cogliere l’occasione e svincolarsi dai diktat di Bruxelles: governo e Paese ne avrebbero tutto da guadagnare».
Continua a leggereRiduci
Il gas di Putin è sempre lì, l’Ue si finge sorda
Vladimir Putin (Ansa)
Il Cremlino apre alle trattative: davanti all’enorme crisi energetica attuale, la logica vorrebbe una risposta pronta che però non arriva. L’unica replica, scettica, arriva da Berlino: «La Russia spesso fa false offerte». Witkoff e Kushner presto a Mosca.
Continua a leggereRiduci
Giuli ha azzerato lo staff del ministero: il Quirinale ne sa qualcosa?
Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
La cacciata di Emanuele Merlino ed Elena Proietti coincide con una curiosa sintonia tra ministro e Quirinale.

Chi conosce il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sa benissimo che due sono le sue caratteristiche principali: non essere un cuor di leone e il fiuto nel sapere anticipare dove tira il vento. Ed è forse per questo che l’anticipazione del Corriere della Sera rispetto ai decreti di revoca che sarebbero partiti o sarebbero in partenza da via del Collegio Romano non ha sorpreso le stanze più importanti di via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia.Non è tanto la scelta di azzerare il suo staff, ma il peso che hanno le persone «silurate» da Giuli e gli scontri verbali di Giuli con le persone interessate.

Continua a leggereRiduci
Vannacci: «Il centrodestra deve tornare alle origini. C’è chi è in linea col Pd»
Roberto Vannacci (Ansa)
Il capo di Futuro nazionale: «Non chiudo a un’intesa, ma voglio superare la Lega. Non mi piace il Donald gendarme del mondo».
Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy