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Ottant'anni insieme alla Famiglia Addams

Ottant'anni insieme alla Famiglia Addams
(Photo by FilmPublicityArchive/United Archives via Getty Images)
  • Il più strampalato clan è pronto a tornare sui nostri schermi con una serie targata Netflix, diretta dal visionario Tim Burton. A quasi 85 anni dal loro debutto, Mercoledì e la sua famiglia continuano a conquistarci con il loro humor nero.
  • La Villa Reale di Monza ospita Morticia, Gomez, Zio Fester e tutti gli altri per quattro giorni all'insegna del divertimento.

Lo speciale contiene due articoli e gallery fotografiche.


Mancano pochi giorni all’anteprima europea della prima serie tv firmata da Tim Burton. Il regista visionario sarà infatti presente a Lucca per presentare la sua Mercoledì, primogenita dell’iconica famiglia Addams.

Il telefilm sarà poi disponibile al pubblico a partire dal 23 novembre sulla piattaforma di streaming Netflix con otto episodi. Mercoledì viene presentato come un mystery con toni investigativi e soprannaturali che ripercorre gli anni di Mercoledì Addams come studentessa presso la Nevermore Academy, descrivendo i tentativi di controllare i suoi poteri paranormali, di sventare una mostruosa serie di omicidi che terrorizzano la comunità locale e di risolvere il mistero che ha coinvolto i suoi genitori 25 anni prima.

La giovane protagonista è interpretata da Jenna Ortega, mentre il resto della famiglia Addams vede Catherine Zeta-Jones nei panni di Morticia Addams, Luis Guzmán in quelli del fedele marito Gomez Addams, Isaac Ordonez nel ruolo di Pugsley Addams e il grande comico Fred Armisen come Zio Fester. Nel cast compaiono anche Gwendoline Christie (Il Trono di Spade, Star Wars) nei panni della preside della Nevermore Academy e Christina Ricci, forse la più nota “incarnazione” di Mercoledì Addams nella storia recente.

Tim Burton

Sì perché la storia della famiglia Addams sta per compiere 85 anni. La prima vignetta che racconta le avventure degli strampalati personaggi è stata infatti pubblicata sul New Yorker nel 1938. La matita del fumettista americano Charles Addams ha creato ben 150 cartoni animati a pannello singolo con Morticia, Gomez e i loro figli come protagonisti, prima che la famiglia Addams facesse il suo debutto al cinema e in tv (e su decine di prodotti di merchandise).

Gli Addams nascono come un’inversione satirica dell’ideale famiglia americana del XX secolo; uno strano clan aristocratico e benestante che si diletta nel macabro ed è apparentemente inconsapevole - o indifferente - della paura che generano nei loro vicini. È il loro debutto televisivo nel 1964 che li porta al successo di pubblico e critica, merito anche dell’intuizione del produttore Nat Perrin che sceglie di adottare un approccio meno “macabro” e più comico per descrivere la famiglia.

Per il loro debutto sul grande schermo gli Addams devono però attendere gli anni Novanta, più precisamente il 1991, data d’uscita del film diretto da Barry Sonnenfeld. Nonostante la tiepida accoglienza da parte della critica, La Famiglia Addams e il suo sequel hanno visto un inaspettato successo al botteghino, incassato oltre 191 milioni di dollari contro i 30 spesi nella produzione della pellicola. Curiosamente, anche il flipper rilasciato nel 1992 (e ispirato al film) è diventato il gioco da arcade più venduto di tutti i tempi.

Anjelica Huston, Raul Julia, Christopher Lloyd e Christina Ricci sono gli attori che ancora oggi incarnano i personaggi di Morticia, Gomez, Fester e Mercoledì nell’immaginario comune. Secondo il Telegraph, gli Addams «sono una delle famiglie più iconiche della storia americana, lassù con i Kennedy» e allo stesso modo il Time ha dedicato molteplici articoli alla «rilevanza e la portata culturale» della famiglia che «fa così tanto parte del panorama americano che è difficile discutere della storia del Paese senza citarla».

Per Tv Guide, la Famiglia Addams sarebbe addirittura il precursore di alcune celebri famiglie del mondo dell’animazione come i Simpsons e i Flintstones.

Oggi, critici e pubblico, aspettano con ansia il debutto degli Addams secondo Tim Burton, il quasi regista dell’iconico lungometraggio del 1991. Una notizia che non sorprende, dopotutto la sensibilità del regista – umorismo nero, giocosa estetica gotica, come si evince negli amati classici Beetlejuice ed Edward Mani di forbice – sembra perfettamente adatta al materiale originale.

Parlando di Mercoledì, Burton si dice molto affezionato al personaggio: «Mi ricorda un po’ Beetlejuice, ma in modo più profondo».

«Quando ho letto questa sceneggiatura, mi è tornato in mente come mi sentivo a scuola e cosa provavo nei confronti dei miei genitori, come mi sentivo come persona. Ha dato alla Famiglia Addams una realtà tutta nuova. È stata una combinazione interessante» ha raccontato il regista (che della serie è anche produttore esecutivo) a Empire. «el 1976, sono andato a un ballo di fine anno delle superiori. Era l’anno di uscita di Carrie. Mi sono sentito come Carrie a quel ballo di fine anno. Ho sentito quella sensazione di dover essere lì ma di non farne parte. Per quanto tu voglia, quei sentimenti non ti lasciano. Io e Mercoledì abbiamo la stessa visione del mondo».

La Famiglia Addams compra Villa Reale

iStock

«La Famiglia Addams ha comprato Villa Reale». L’annuncio, pubblicato ieri sul sito ufficiale della Reggia di Monza, prepara i visitatori a quattro giorni di celebrazioni, da sabato 29 ottobre a martedì primo novembre.

«La Famiglia più dark e stravagante dello scorso secolo si è impossessata della Villa Reale. Anche se forse avrebbero preferito qualcosa di più diroccato, Morticia la adora, come Mercoledì e Pugsley, ed è sicura che in queste 740 stanze ce ne sarà almeno una, se non più di qualcuna, infestata dai fantasmi» si legge sul comunicato ufficiale.

Si parte da sabato 29 ottobre con gli Addams al completo, interpretati da attori, danzatori e musicisti, pronti ad accogliere i visitatori nelle Sale e negli Appartamenti della Villa Reale con esibizioni e performance. Domenica, il Gruppo FAI Giovani Monza, mascherati e travestiti, racconteranno dalle 10 alle 13, attraverso un percorso all’insegna del divertimento, delle paure e del mistero, gli alberi monumentali e i loro segreti.

Lunedì, in concomitanza con le celebrazioni per Halloween, Villa Reale resterà aperta fino alla mezzanotte per ospitare il Gran Tango degli Addams nel Salone d’Onore. Lunedì 31 ottobre e martedì 1° novembre saranno le date ideali per ammirare la Villa Reale dall’alto partecipando all’esperienza del volo frenato in Mongolfiera e lo speciale racconto in cuffia di Gomez Addams. Le iniziative si chiudono martedì 1° novembre con il concerto pianistico di Igor Andreev, vincitore del Concorso Rina Sala Gallo di Monza nel 2018 accompagnato al violoncello da Anna Abbühl.

Per tutto il weekend sarà poi possibile visitare la nuova mostra Stregherie. Fatti, scandali e verità sulle sovversive della Storia ospitata al Belvedere della Villa Reale.

Renzi segue il piano Garofani e lavora al «listone» civico resuscitando la Margherita
Matteo Renzi (Ansa)
Come auspicato dal consigliere del Quirinale, il capo di Iv lancia una forza centrista anti Meloni che vuol scalzare il Pd. Attirando i riformisti trascurati dalla Schlein.

Ricomincia a sfogliare la Margherita. Matteo Renzi è un romantico, da lì è arrivato e lì vorrebbe tornare per uscire dal tunnel dell’irrilevanza. Nel grigio gennaio milanese l’ex premier ci riprova e dal palco dell’assemblea nazionale di Italia viva a palazzo Castiglioni riesuma il fiore di campo che salverà il centrosinistra: «Nasca una Margherita 4.0, nasca una cosa diversa, ma per andare avanti in questo percorso è fondamentale il protagonismo dei sindaci, di chi non crede più nello stare in questo Pd. Da qui comincia il cammino verso una nuova casa riformista».

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Cardinale è vicino a ripagare Elliott. Un manager del tennis può prendersi il Milan
Gerry Cardinale (Getty Images)
Redbird pronto a rimborsare il prestito da più di mezzo miliardo. Al posto dell’ad Furlani si fa il nome di Calvelli (ex capo dell’Atp).

Potrebbe partire con il botto il 2026 del Milan. Le novità in casa rossonera non riguardano l’acquisto di un nuovo bomber, il sogno della maggior parte dei tifosi delusi dal rendimento di Santiago Giménez e Christopher Nkunku ma anche dall’arrivo poco pubblicizzato di un panzer un po’ sgualcito come Niclas Füllkrug, bensì l’assetto societario.

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«Il fronte del No diffonde menzogne Alla giustizia serve uno scossone»
Manifesto per il no alla riforma della giustizia (Ansa). Nel riquadro, Alfonso D'Avinio
Alfonso D’Avino, procuratore capo a Parma, smonta le falsità di chi osteggia la riforma Nordio: «Il sorteggio del Csm ridimensiona le correnti. È bizzarro sostenere che una legge costituzionale possa violare la Carta».

È bene precisarlo subito: la riforma costituzionale oggetto del referendum non è la panacea per i mali di cui soffre la giustizia e certamente non risolverà atavici problemi, quali ritardi e inefficienze dovute a carenze di personale, ovvero errori giudiziari (che ci sono sempre stati e, probabilmente, sempre ci saranno). La riforma ha l’obiettivo, limitato, di modificare alcuni assetti dell’ordinamento giudiziario. E di questo occorre discutere. I punti essenziali, come ormai i lettori hanno compreso, sono tre: la separazione delle carriere; il sorteggio per il Csm; l’Alta Corte disciplinare.

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Ursula in Paraguay firma il Mercosur e sotterra la democrazia europea
Ursula von der Leyen, il presidente del Paraguay Santiago Peña e il presidente del Consiglio europeo António Costa (Ansa)
La baronessa è volata ad Asunción per siglare l’accordo, presentando l’evento come «un momento storico», ma l’Eurocamera non ha ancora ratificato nulla. A Strasburgo la aspettano i trattori francesi, ostili al trattato.

Con una crasi dei titoli di Italo Calvino si può dire che siamo di fonte alla Baronessa dimezzata che deve anche incassare il grazie di Javier Milei, presidente argentino, a Giorgia Meloni. È la fola del trattato col Mercosur, propagandata da Bruxelles per autoconvincersi di essere protagonista nel mondo, che ieri Ursula von der Leyen ha firmato in Paraguay con un evento definito «storico», perché dà vita a «un’area di libero scambio», dazi ridotti o azzerati sul 90% delle merci, «di oltre 720 milioni di persone; la più ampia del globo».

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