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Online le chat con l’ex sostituto procuratore del caso Concordia

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Online le chat con l’ex sostituto procuratore del caso Concordia
Stefano Pizza (Ansa)

Ecco le chat tra Luca Palamara e il pm di Roma, Stefano Pizza. Chat che sono state acquisite agli atti del procedimento di Perugia in cui l'ex boss di Unicost è indagato per una presunta corruzione in relazione ai suoi disinvolti rapporti con l'imprenditore lobbista Fabrizio Centofanti. Le chiacchierate via Whatsapp con Pizza (non indagato) sono finite anche all'attenzione della procura generale della Corte di cassazione che infatti, come anticipato ieri dal nostro giornale, ha notificato quattro nuovi capi di incolpazione a carico di Palamara e di altri magistrati. Pizza, oggi in servizio nella Capitale, è stato anche pm a Grosseto all'epoca del processo sul disastro della Concordia.



Con la prima enciclica Leone denuncia la dittatura invisibile degli algoritmi
Leone XIV (Ansa)
Lunedì prossimo esce «Magnifica humanitas»: indicherà i rischi della tecnica postumana, tra guerra, povertà e controllo sociale.

Una «enorme forza invisibile che coinvolge tutti»: è così che Leone XIV concepisce l’IA, alla quale, come ampiamente annunciato, ha deciso di dedicare la sua prima enciclica, Magnifica humanitas.

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Un monastero da 6 milioni a Milano pensato per tutti, fuorché i cattolici
Mario Delpini (Ansa)
Dall’arcivescovo Delpini, ok all’archistar Boeri per la chiesa dedicata a «fedi diverse».

Si può realizzare il progetto di una nuova chiesa («monastero», lo definiscono) da 350 posti, dunque piccina, in un nuovo quartiere spendendo circa 6 milioni di euro e dove l’architetto che l’ha ideata auspica che il nuovo edificio venga utilizzato da «fedeli di fedi diverse»?

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Dimmi La Verità | Anna Cisint (Lega): «Siamo a rischio islamizzazione»

Ecco #DimmiLaVerità del 19 maggio 2026. L'eurodeputata della Lega Anna Cisint sottolinea i rischi della islamizzazione.

Sei americani prendono l’ebola. Della vera emergenza non si parla
iStock
Oltre 90 morti in Congo. Epidemia a rischio diffusione ma per il nuovo ceppo non c’è cura.

Se non fosse una tragedia annunciata e molto preoccupante (almeno sei americani sarebbero stati contagiati e sono migliaia gli africani esposti con già una novantina di vittime certificate dal ministero della Salute del Congo) verrebbe da dire: morto un virus ce n’è subito un altro.

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