2022-08-16
Un «on the road» per scoprire in lungo e in largo il Portogallo
Da Porto a Lisbona, passando per Sintra, Baleal, Costa Nova e Arouca, ecco un'idea di viaggio da trascorrere attraverso le molteplici risorse ambientali e storico-artistiche del Paese lusitano.
I viaggi on the road sono ideali per chi vuole conoscere più posti possibile in un arco di tempo limitato, ma non solo: consentono paradossalmente una maggiore calma, un contatto più profondo con il luogo e, soprattutto, una libertà pressoché illimitata.
Ecco perché consigliamo un viaggio on the road anche in Portogallo, Paese con talmente tante risorse ambientali e storico-artistiche da meritare un viaggio lungo la sua spina dorsale, ma procedendo a zigzag.
Porto

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Quanto a bellezza e vitalità fa concorrenza alla capitale. Porto (o anche Oporto) si sviluppa lungo la riva destra del fiume Douro, attraversato dal famoso Ponte Dom Luis I, che non può non ricordare la Tour Eiffel. Entrambi, ponte e torre, furono infatti costruiti dall’ingegnere belga Théophile Seyrig.
Se siete appassionati di fiumi, allora non potete perdervi la foce del Douro: basta prendere il tram numero 1 e raggiungere il Faro Molhe do Douro: qui sentirete l’America vicina come non mai. Per il resto, bisogna godersi le chiese ricoperte di azulejos (le famose piastrelle biancazzurre del Portogallo), l’aria frizzante e ventosa e le belle case colorate che puntellano il centro storico.
Dormire
- Porto Cinema Apartments, Rua de Santa Catarina 10: appartamenti moderni in posizione centralissima.
Mangiare
- A Sandeira do Porto, Rua dos Caldeireiros 85: ottima cucina vegana e a prezzi economici.
Lisbona

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Lisbona è imperdibile, sia perché si tratta della capitale che per via del suo fascino senza tempo. Qui la saudade la fa da padrona: Lisbona, infatti, è una città tanto bella quanto riservata e romantica. Scordatevi dunque le atmosfere della vicina Spagna.
A Lisbona si cammina sulla calçada portuguesa, la tipica pavimentazione mosaicata che la caratterizza, tra lo sferragliare di tram e funicolari e le malinconiche canzoni agli angoli delle strade.
Cosa visitare? Il Convento do Carmo, soprattutto perché è l’unica testimonianza del terremoto del 1775, quando Lisbona venne rasa al suolo. I suoi archi gotici, infatti, non hanno un tetto a frapporsi tra loro e il cielo quasi sempre terso.
Per fare un giro completo della città, non bisogna perdere l’esperienza di salire sul tram numero 28, storico mezzo di trasporto che tocca i punti nevralgici della città. È possibile prenderlo in Rua do Arco do Marquês do Alegrete, ma attenzione alle file: conviene arrivare presto.
E poi l’Alfama con la cattedrale La Sé, Praça do Comércio (cuore nevralgico della città) e Belem, dove – imperdibili – regnano la famosissima torre e il Monastero dos Jerónimos
Dormire
- Affittacamere House Sao Bento, R. de Borges Carneiro 38: ben arredato e vicino alla fermata del tram 28.
Mangiare
- Floresta das Escadinhas, R. de Santa Justa 3: ottimo ristorante di pesce, dove concludere il pranzo o la cena con la Ginjinha, tipico liquore alla ciliegia.
Sintra

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A pochi chilometri da Lisbona, è un luogo speciale, tanto da essere Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ci si va, essenzialmente, per il suggestivo paesaggio boschivo all’interno del quale sono incastonati il Castelo dos Mouros, il Palácio Nacional da Pena e la Quinta da Regaleira: natura e architettura eclettica, qui, fanno tutt’uno.
Dormire
- Arribas Sintra Hotel, Av. Alfredo Coelho, 28: sull’oceano, è anche dotato di un’immensa piscina.
Mangiare
- Cantinho de São Pedro, Praça Dom Fernando II nº18: ordinate il bacalao (baccalà) al forno.
Baleal

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Luogo ideale per chi ama l’atmosfera selvaggia dell’oceano, tanto da essere amata dai surfisti di tutto il mondo. Il paese è arroccato sugli scogli e lo si raggiunge tramite una stradina che divide a metà l’immensa spiaggia.
L’acqua è gelida, ma perfetta per chi ama gli sport acquatici e, soprattutto, per chi possiede un’anima hippie e scanzonata.
Dormire
- Porto de Abrigo guest house, Avenida Do Mar 91°: un posto semplice e rilassato, molto amato dai ragazzi.
Mangiare
- República das Lagostas, Av. do Mar 140, Ferrel: il nome parla da sé.
Costa Nova

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Località balneare perfetta per i fotografi, amatoriali e non: questa bella cittadina sull’oceano, infatti, è molto caratteristica per via delle sue case a righe colorate.
Un villaggio a due passi dalla rinomata Aveiro che, di contro, è molto affollata d’estate. Da non perdere una giornata intera sulla sua spiaggia oceanica.
Dormire
- Family Hostel Costa Nova, Avenida José Estevão 190: ostello curatissimo e centrale.
Mangiare
- Peixe na Costa, Av. Nossa Sra. da Saúde 73: da provare il risotto coda di rospo e gamberi.
Arouca

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Concludiamo questo viaggio in un posto sicuramente fuori dai circuiti: il geopark di Arouca. Montagna pura e boschi. Qui bisogna provare l’esperienza degli otto chilometri su passerella: il Passadiços do Paiva è un percorso completamente immerso nella natura che costeggia il rio Paiva. Un suggerimento: da fare in autunno o in primavera.
Dormire
- Recantos da Montanha, Calçada do Aido, Nº6 – Candal: un genuino appartamento a conduzione familiare, dove abbandonarsi al silenzio della natura circostante. Per staccare da tutto.
Mangiare
- Casa no Campo, 4540-431 Espinheiro: eccellenti sia la carne che il baccalà spalmato sul pane. Situato in una bellissima zona rurale.
Da Porto a Lisbona, passando per Sintra, Baleal, Costa Nova e Arouca, ecco un'idea di viaggio da trascorrere attraverso le molteplici risorse ambientali e storico-artistiche del Paese lusitano.I viaggi on the road sono ideali per chi vuole conoscere più posti possibile in un arco di tempo limitato, ma non solo: consentono paradossalmente una maggiore calma, un contatto più profondo con il luogo e, soprattutto, una libertà pressoché illimitata.Ecco perché consigliamo un viaggio on the road anche in Portogallo, Paese con talmente tante risorse ambientali e storico-artistiche da meritare un viaggio lungo la sua spina dorsale, ma procedendo a zigzag. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="porto" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Porto iStock Quanto a bellezza e vitalità fa concorrenza alla capitale. Porto (o anche Oporto) si sviluppa lungo la riva destra del fiume Douro, attraversato dal famoso Ponte Dom Luis I, che non può non ricordare la Tour Eiffel. Entrambi, ponte e torre, furono infatti costruiti dall’ingegnere belga Théophile Seyrig.Se siete appassionati di fiumi, allora non potete perdervi la foce del Douro: basta prendere il tram numero 1 e raggiungere il Faro Molhe do Douro: qui sentirete l’America vicina come non mai. Per il resto, bisogna godersi le chiese ricoperte di azulejos (le famose piastrelle biancazzurre del Portogallo), l’aria frizzante e ventosa e le belle case colorate che puntellano il centro storico.DormirePorto Cinema Apartments, Rua de Santa Catarina 10: appartamenti moderni in posizione centralissima.MangiareA Sandeira do Porto, Rua dos Caldeireiros 85: ottima cucina vegana e a prezzi economici. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="lisbona" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Lisbona iStock Lisbona è imperdibile, sia perché si tratta della capitale che per via del suo fascino senza tempo. Qui la saudade la fa da padrona: Lisbona, infatti, è una città tanto bella quanto riservata e romantica. Scordatevi dunque le atmosfere della vicina Spagna.A Lisbona si cammina sulla calçada portuguesa, la tipica pavimentazione mosaicata che la caratterizza, tra lo sferragliare di tram e funicolari e le malinconiche canzoni agli angoli delle strade.Cosa visitare? Il Convento do Carmo, soprattutto perché è l’unica testimonianza del terremoto del 1775, quando Lisbona venne rasa al suolo. I suoi archi gotici, infatti, non hanno un tetto a frapporsi tra loro e il cielo quasi sempre terso.Per fare un giro completo della città, non bisogna perdere l’esperienza di salire sul tram numero 28, storico mezzo di trasporto che tocca i punti nevralgici della città. È possibile prenderlo in Rua do Arco do Marquês do Alegrete, ma attenzione alle file: conviene arrivare presto.E poi l’Alfama con la cattedrale La Sé, Praça do Comércio (cuore nevralgico della città) e Belem, dove – imperdibili – regnano la famosissima torre e il Monastero dos JerónimosDormireAffittacamere House Sao Bento, R. de Borges Carneiro 38: ben arredato e vicino alla fermata del tram 28.MangiareFloresta das Escadinhas, R. de Santa Justa 3: ottimo ristorante di pesce, dove concludere il pranzo o la cena con la Ginjinha, tipico liquore alla ciliegia. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="sintra" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Sintra iStock A pochi chilometri da Lisbona, è un luogo speciale, tanto da essere Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ci si va, essenzialmente, per il suggestivo paesaggio boschivo all’interno del quale sono incastonati il Castelo dos Mouros, il Palácio Nacional da Pena e la Quinta da Regaleira: natura e architettura eclettica, qui, fanno tutt’uno.DormireArribas Sintra Hotel, Av. Alfredo Coelho, 28: sull’oceano, è anche dotato di un’immensa piscina.MangiareCantinho de São Pedro, Praça Dom Fernando II nº18: ordinate il bacalao (baccalà) al forno. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="baleal" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Baleal iStock Luogo ideale per chi ama l’atmosfera selvaggia dell’oceano, tanto da essere amata dai surfisti di tutto il mondo. Il paese è arroccato sugli scogli e lo si raggiunge tramite una stradina che divide a metà l’immensa spiaggia.L’acqua è gelida, ma perfetta per chi ama gli sport acquatici e, soprattutto, per chi possiede un’anima hippie e scanzonata.DormirePorto de Abrigo guest house, Avenida Do Mar 91°: un posto semplice e rilassato, molto amato dai ragazzi.MangiareRepública das Lagostas, Av. do Mar 140, Ferrel: il nome parla da sé. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="costa-nova" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Costa Nova iStock Località balneare perfetta per i fotografi, amatoriali e non: questa bella cittadina sull’oceano, infatti, è molto caratteristica per via delle sue case a righe colorate.Un villaggio a due passi dalla rinomata Aveiro che, di contro, è molto affollata d’estate. Da non perdere una giornata intera sulla sua spiaggia oceanica.DormireFamily Hostel Costa Nova, Avenida José Estevão 190: ostello curatissimo e centrale.MangiarePeixe na Costa, Av. Nossa Sra. da Saúde 73: da provare il risotto coda di rospo e gamberi. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem6" data-id="6" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/on-the-road-scoprire-portogallo-2657868010.html?rebelltitem=6#rebelltitem6" data-basename="arouca" data-post-id="2657868010" data-published-at="1660636421" data-use-pagination="False"> Arouca iStock Concludiamo questo viaggio in un posto sicuramente fuori dai circuiti: il geopark di Arouca. Montagna pura e boschi. Qui bisogna provare l’esperienza degli otto chilometri su passerella: il Passadiços do Paiva è un percorso completamente immerso nella natura che costeggia il rio Paiva. Un suggerimento: da fare in autunno o in primavera.DormireRecantos da Montanha, Calçada do Aido, Nº6 – Candal: un genuino appartamento a conduzione familiare, dove abbandonarsi al silenzio della natura circostante. Per staccare da tutto.MangiareCasa no Campo, 4540-431 Espinheiro: eccellenti sia la carne che il baccalà spalmato sul pane. Situato in una bellissima zona rurale.
Karol Nawrocki (Ansa)
Il presidente ha colto l’occasione della visita nella storica università per presentare una proposta di programma per l’Unione europea. Nawrocki ha cominciato parlando della situazione attuale dell’Ue dove agiscono forze che spingono per «creare un’Unione europea più centralizzata, usando la federalizzazione come camuffamento per nascondere questo processo. L’essenza di questo processo è privare gli Stati membri, a eccezione dei due Stati più grandi, della loro sovranità; indebolire le loro democrazie nazionali consentendo loro di essere messi in minoranza nell’Ue, privandoli così del loro ruolo di «padroni dei Trattati»; abolire il principio secondo cui l’Ue possiede solo le competenze che le sono conferite dagli Stati membri nei trattati; riconoscere che l’Ue può attribuirsi competenze e affermare la supremazia della sovranità delle istituzioni dell’Ue su quella degli Stati membri». Tutto questo non era previsto nei Trattati fondanti dell’Unione. Secondo Nawrocki la più grande minaccia per l’Ue è «la volontà del più forte di dominare i partner più deboli. Pertanto, rifiutiamo il progetto di centralizzazione dell’Ue». Perciò delle questioni che riguardano il sistema politico e il futuro dell’Europa dovrebbero decidere «i presidenti, i governi e i parlamenti» che hanno il vero mandato democratico» e «non la Commissione europea e le sue istituzioni subordinate, che non sono rappresentative della diversità delle correnti politiche europee e sono composte secondo criteri ideologici».
Ma il presidente non si è limitato alla critica ma ha lanciato un programma polacco per il futuro dell’Unione europea, che parte da un presupposto fondamentale: «I padroni dei trattati e i sovrani che decidono la forma dell’integrazione europea sono, e devono rimanere, gli Stati membri, in quanto uniche democrazie europee funzionanti». Successivamente Nawrocki fa una premessa riguardante la concezione del popolo in Europa: «Non esiste un demos (popolo) europeo; la sua esistenza non può essere decretata, e senza un demos non c’è democrazia. Nella visione polacca dell’Ue, gli unici sovrani rimangono le nazioni […] Tentare di eliminarle - come vorrebbero i centralisti europei - porterà solo a conflitti e disgrazie».
Per questo motivo bisogna arrestare e invertire lo sfavorevole processo di centralizzazione dell’Ue. Per farlo Nawrocki propone in primo luogo, «il mantenimento del principio dell’unanimità in quegli ambiti del processo decisionale dell’Ue in cui è attualmente applicato». In secondo luogo, bisognerebbe «mantenere il principio «uno Stato - un commissario» nella struttura della Commissione europea, secondo il quale ogni Paese dell’Unione europea, anche il più piccolo, deve avere un proprio commissario designato nel massimo organo amministrativo dell’Ue, vietando al contempo la nomina di individui alle più alte cariche dell’Ue senza la raccomandazione del governo del Paese d’origine».
In terzo luogo, «la Polonia sostiene il ripristino della presidenza al capo dell’esecutivo dello Stato membro che attualmente detiene la presidenza dell’Ue, riportandola così alla natura pre-Lisbona. Pertanto, la Polonia propone anche di abolire la carica di presidente del Consiglio europeo. Il presidente del Consiglio deve, come in precedenza, essere il presidente, il primo ministro o il cancelliere del proprio Paese: un politico con un mandato democratico e una propria base politica, non un funzionario burocratico dipendente dal sostegno delle maggiori potenze dell’Ue. Mentre la natura rotazionale di questa carica conferiva a ciascun Stato membro un’influenza dominante periodica sul funzionamento del Consiglio europeo, il sistema attuale garantisce il predominio permanente delle “potenze centrali” dell’Ue e marginalizza le altre. Lo stesso vale per il Consiglio di politica estera dell’Ue, presieduto da un funzionario dipendente dalle maggiori potenze che non ha un mandato democratico, anziché dal ministro degli Esteri del Paese che detiene la presidenza». Il quarto punto: «la Polonia sostiene l’adeguamento del sistema di voto nel Consiglio dell’Ue per eliminare l’eccessiva predominanza dei grandi Stati dell’unione. Per mantenere il sostegno delle nazioni più piccole al processo di integrazione europea, queste nazioni devono avere una reale influenza sulle decisioni». Finalmente Nawrocki propone di «basare il funzionamento dell’Ue su principi pragmatici - senza pressioni ideologiche - limitando le competenze delle istituzioni dell’Ue a specifiche aree o sfide non ideologiche, come lo sviluppo economico o il declino demografico; limitando così gli ambiti di competenza delle istituzioni europee a quelli in cui le possibilità di efficacia sono significative. Ciò richiede l’abbandono di ambizioni eccessive di regolamentare l’intera vita degli Stati membri e dei loro cittadini e l’abbandono dell’intenzione di plasmare tutti gli aspetti della politica, talvolta aggirando o violando la volontà dei cittadini».
Nawrocki ha sottolineato anche una cosa fondamentale, cioè che «la Polonia ha una propria visione dell’Ue e ne ha diritto. Ha il diritto di promuovere la diffusione e l’adozione di questa visione. Questa è la natura della democrazia».
Leggendo il programma del presidente polacco per la riforma dell’Unione mi chiedo perché le sue proposte non vengono discusse nell’ambito europeo, perché non vengono condivise dai politici conservatori, dai partiti di destra, dagli ambienti che si dichiarano patriottici in altri Paesi dell’Europa?
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Ansa
Secondo Marco Femminella e Danila Solinas, gli avvocati dei Trevallion che avevano depositato la segnalazione all’Ordine professionale degli assistenti sociali e all’Ente regionale competente per il servizio del Comune di Palmoli, in provincia di Chieti, «la professionista non avrebbe mantenuto la necessaria equidistanza richiesta dal ruolo, mostrando un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della famiglia, soprattutto nella fase successiva al trasferimento dei bambini deciso dall’autorità giudiziaria», lo scorso 20 novembre.
Contestazione rispedita al mittente in tempi record e con poche righe di motivazione: «Non ravvisiamo le contestazioni avanzate, l’operato dell’assistente sociale è stato corretto in ogni sua forma», hanno scritto i funzionari dell’Ente d’ambito sociale di Monteodorisio, organismo sovracomunale che gestisce i servizi sociali su più territori. Manca ancora la risposta dell’Ordine professionale degli assistenti sociali, ma la valutazione amministrativa, non giudiziaria, è già un pessimo segnale.
Nel documento del 29 gennaio, i legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham contestavano anche la limitatezza dei contatti tra D’Angelo, i genitori e i minori. L’assistente sociale si sarebbe mostrata «ostile» e «avrebbe interpretato le proprie mansioni con negligenza», rilasciando pure eccessive interviste. «Un’esposizione che rischierebbe di minare la neutralità e la riservatezza che l’incarico imporrebbe», evidenziavano gli avvocati.
Per l’Ente, invece, non sarà avviata alcuna azione disciplinare, D’Angelo continua nel suo lavoro senza cambiamenti. Nell’ultima relazione che ha redatto assieme agli operatori della casa famiglia a Vasto conferma che la madre dei bambini è «oppositiva e riluttante a condividere regole diverse dalle proprie». I conflitti con Catherine proseguono, rendendo ancora più complicata la situazione. Eppure, gli specialisti della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti si sono espressi favorevolmente al rientro in famiglia dei minori.
Nella relazione, firmata da un’équipe multidisciplinare, i medici scrivono: «È indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari, al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini, nell’ottica di una necessaria condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici, di adattamento alla collettività tra pari e di scelte per il benessere dei minori».
Il documento bene evidenzia come la separazione stia producendo più danni che benefici, quando invece è dimostrata la capacità genitoriale dei Trevallion: «L’interazione con i genitori risulta validata e questi rappresentano per loro un valido riferimento emotivo».
Anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha espresso preoccupazione per la salute psicologica ed emotiva dei tre bambini ospiti da oltre due mesi nella casa famiglia di Vasto e provati dal trauma dell’allontanamento e della rottura del nucleo familiare. «La perizia indipendente realizzata dall’équipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti conferma, infatti, lo stato di disagio e sofferenza dei minori segnalato dalla madre Catherine Trevallion», dichiara Terragni.
L’auspicio del Garante, «è che in sede giudiziaria si tenga nel debito conto questa valutazione, conformando anche i tempi del procedimento al superiore diritto alla salute psicologica dei tre bambini». Terragni sottolinea come il caso di Palmoli non sia «l’unico né probabilmente quello maggiormente problematico tra i molti casi di allontanamento di minori che vengono portati ogni giorno alla nostra attenzione, ma ha il merito di avere acceso i riflettori su un sistema che necessita riflessione e anche cambiamenti, laddove necessari».
La sua conclusione è che «al momento basterebbe fare riferimento alla normativa vigente, cosa che purtroppo non sempre avviene. Proprio per questo scopo abbiamo voluto fare il punto con il nostro recente documento Prelevamento dei minori. Facciamo il punto, dedicato al tema». Sui tempi lunghi è intervenuto il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. «I bambini sono nella casa protetta dal 20 novembre. Vogliamo capire se ci sono stati progressi. I cittadini hanno il diritto di sapere», ha detto. Per il Comune, è anche una spesa gravosa considerato che il collocamento costa 244 euro al giorno.
Intanto è cambiata la guida del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato come nuovo presidente Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds. Sostituirà Cecilia Angrisano, che aveva firmato l’ordinanza dell’11 novembre con cui era stata sospesa la responsabilità genitoriale alla coppia disponendo il trasferimento dei bambini a Vasto.
Ieri è arrivata la sorella psicologa di Catherine che si augura una soluzione positiva, anche un possibile rientro in Australia.
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