Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «La repressione è già cominciata»

«La repressione è già cominciata. Il diritto alla protesta e all'indignazione è privilegio dei soli Lgbt. Le nostre piazze, veglie, iniziative sono già oggetto di boicottaggio, aggressioni, autorizzazioni negate sulla base non delle regole né in osservanza del diritto all'opinione e di espressione, ma sulla base di false ragioni, richieste assurde a carico nostro e supposizioni» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, co-organizzatori delle manifestazioni di protesta contro il Pdl Zan sull'omotransfobia in nome della libertà.

«Basta dire che a Salorno (BZ), dopo la richiesta regolare da parte degli organizzatori locali, il Comune non ha risposto e successivamente il Sindaco ha negato la piazza a causa di non meglio identificati problemi di ordine pubblico per bloccare di fatto l'iniziativa che è diventata, poi, una veglia spontanea fatta da cittadini indignati dal dietrofront immotivato» hanno spiegato Brandi e Coghe.

«Ad Andria - hanno poi spiegato e concluso - come si vede nel video pubblicato sulla nostra pagina Fb, siamo stati insultati con tanto di ingiurie e bestemmie, durante la nostra veglia pacifica. E, in un comune della Calabria, dopo la nostra richiesta di avere una piazza per esprimere il nostro diritto a manifestare, è stato chiesto di allegare e portare altri documenti in relazione alla capienza e la planimetria della piazza con una relazione dell'Ufficio tecnico del Comune con locandina e dettagli sull'evento, costringendo gli organizzatori locali a rimandare l'iniziativa. Le discriminazioni e il 'boicottaggio' delle stesse autorità sono varie come le contestazioni e insulti che hanno avuto luogo in numerose piazze come Gela e Ravenna. D'altronde se a quanto pare uno scrittore senior di Rolling Stone, Jamil Smith, ritiene che Pro vita sia un termine razzista da eliminare, non stupisce più nulla».

Giuseppe Conte (Ansa)
Con la scusa della crisi per la pandemia e dei ristori da erogare, la patrimoniale verrebbe spacciata come prelievo di solidarietà. Anche perché i grillini rifiutano il Mes e i soldi del Recovery non arrivano.
Roberto Gualtieri (Ansa)
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