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Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «La repressione è già cominciata»

Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «La repressione è già cominciata»

«La repressione è già cominciata. Il diritto alla protesta e all'indignazione è privilegio dei soli Lgbt. Le nostre piazze, veglie, iniziative sono già oggetto di boicottaggio, aggressioni, autorizzazioni negate sulla base non delle regole né in osservanza del diritto all'opinione e di espressione, ma sulla base di false ragioni, richieste assurde a carico nostro e supposizioni» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, co-organizzatori delle manifestazioni di protesta contro il Pdl Zan sull'omotransfobia in nome della libertà.

«Basta dire che a Salorno (BZ), dopo la richiesta regolare da parte degli organizzatori locali, il Comune non ha risposto e successivamente il Sindaco ha negato la piazza a causa di non meglio identificati problemi di ordine pubblico per bloccare di fatto l'iniziativa che è diventata, poi, una veglia spontanea fatta da cittadini indignati dal dietrofront immotivato» hanno spiegato Brandi e Coghe.

«Ad Andria - hanno poi spiegato e concluso - come si vede nel video pubblicato sulla nostra pagina Fb, siamo stati insultati con tanto di ingiurie e bestemmie, durante la nostra veglia pacifica. E, in un comune della Calabria, dopo la nostra richiesta di avere una piazza per esprimere il nostro diritto a manifestare, è stato chiesto di allegare e portare altri documenti in relazione alla capienza e la planimetria della piazza con una relazione dell'Ufficio tecnico del Comune con locandina e dettagli sull'evento, costringendo gli organizzatori locali a rimandare l'iniziativa. Le discriminazioni e il 'boicottaggio' delle stesse autorità sono varie come le contestazioni e insulti che hanno avuto luogo in numerose piazze come Gela e Ravenna. D'altronde se a quanto pare uno scrittore senior di Rolling Stone, Jamil Smith, ritiene che Pro vita sia un termine razzista da eliminare, non stupisce più nulla».

K.I.S.S. | Apollo, Zeus e l'ammiraglio volante - seconda parte

Un uomo, un aeroplano, il freddo da domare per stabilire un record. Ma soprattutto il tentativo di capire come gli aeroplani avrebbero potuto volare più in alto per sfuggire alla contraerea.

La maggioranza raccoglie la sfida di Futuro nazionale: Piantedosi mette il Viminale al lavoro per arrivare, nel 2026, al record storico di espulsioni. Ma si prepara a una battaglia: «Ci saranno ricorsi nonostante il nuovo Patto Ue. Ho già avvisato il premier».

Sarà l’effetto Vannacci, sarà il timore di un pareggio alle elezioni politiche, in assenza di una legge elettorale che sbrogli la matassa parlamentare. Fatto sta che il governo, assorbita la batosta del referendum sulla giustizia e galvanizzato dal buon esito delle amministrative, sembra pronto a rilanciarsi, alla vigilia di un’estate caldissima.

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Fare la guerra a Vannacci è inutile. Bisogna trovare un accordo con lui
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
L’ex militare ha costruito un’enclave politica che sta crescendo. Attaccarlo è controproducente: si rischia di consegnargli la grande prateria dei moderati. Che sono ormai stufi di immigrati, ecofollie e gender.

Non so se dietro il generale Vannacci ci sia Matteo Renzi, come in questi giorni sostengono in tanti. Che il fondatore di Italia viva faccia il tifo per Futuro nazionale, nella speranza che il nuovo partito tolga voti al centrodestra, è sicuro. Infatti, solo impedendo all’attuale maggioranza di vincere alle prossime elezioni il fondatore di Italia viva può fare in modo che il suo 2% conti qualche cosa.

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Vannacci crea scompiglio per la frase sui femminicidi
Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, saluta i militanti chiudendo l'assemblea costituente durante il quale ha esposto i punti del programma del suo partito (Ansa)
Il fondatore di Futuro nazionale: «Non esistono, sono omicidicome tutti gli altri». E poi: «Via le quote rosa, tetto del 4% per gli stranieri in Italia. La scuola sia selettiva. La natalità? Irpef giù per ogni nato».
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