Prima volta della coppa a girone unico, conseguenza del caos Superlega: una rivoluzione studiata dall’Uefa per garantire più show (e più soldi ai club). Il cambio delle regole consegna un sorteggio in chiaroscuro.Le stelle della nuova Champions League sono pronte ad accendersi e illuminare le notti infrasettimanali del calcio europeo, mai come quest’anno a forti tinte italiane. Il nuovo format della coppa per club più prestigiosa al mondo, al via il 17 settembre, vedrà al via per la prima volta nella storia ben cinque squadre della Serie A grazie al ranking maturato nel corso della passata stagione: Inter, Juventus, Milan, Atalanta e Bologna. Il sorteggio che si è svolto ieri al Grimaldi Forum di Montecarlo, con Gianluigi Buffon a estrarre le palline e Cristiano Ronaldo a pigiare il pulsante con cui il software ha abbinato le avversarie di ogni squadra, ha riservato ai nostri club un percorso tutt’altro che semplice.Prima di addentrarci negli accoppiamenti, però, occorre chiarire i criteri del nuovo format e del sorteggio. Non più i classici otto gruppi composti da quattro squadre ciascuno, ma un unico girone con 36 club, quattro in più rispetto al passato. Ogni squadra disputerà otto partite contro otto avversarie differenti, due per ognuna delle quattro fasce, giocando quattro volte in casa e quattro in trasferta. In questo modo sono garantiti i big match tra le squadre presenti in prima fascia fin dall’inizio, mentre in passato occorreva aspettare come minimo gli ottavi di finale, se non addirittura i quarti, per assistere a un Real Madrid-Manchester City per esempio, sulla carta il meglio che il calcio europeo possa offrire a livello di spettacolo e campioni in campo. Da queste sfide si svilupperà quindi un’unica classifica con le prime otto che accederanno direttamente alla fase finale a eliminazione diretta; mentre chi si piazza tra la nona e la ventiquattresima posizione dovrà conquistarsi un posto tra le migliori sedici del torneo attraverso uno spareggio in doppia gara di andata e ritorno: quelle tra la nona e la sedicesima avranno il piccolo vantaggio di essere teste di serie durante il sorteggio, non potranno affrontarsi tra loro e disputeranno il match di ritorno in casa. Per chi invece, alla fine del girone unico, occuperà dal venticinquesimo al trentaseiesimo posto, ci sarà l’eliminazione definitiva dalle competizioni europee, senza la possibilità di retrocedere in Europa league, come avveniva fino all’anno scorso.Veniamo al sorteggio. L’Inter, unica italiana in prima fascia, esordirà a San Siro contro i tedeschi del Lipsia, per poi andare a far visita all’Etihad Stadium al Manchester City di Pep Guardiola. Poi Arsenal in casa, Bayer Leverkusen in Germania, Stella Rossa a Milano, Young Boys in trasferta e infine Monaco fra le mura amiche e Sparta Praga in Repubblica Ceca. In seconda fascia l’Italia aveva tre squadre: Juventus, Milan e Atalanta. Come l’Inter, i bianconeri cominceranno contro City (in casa) e Lipsia (in trasferta), per poi proseguire con Benfica, Club Brugge, Psv Eindhoven, Lille, Stoccarda e Aston Villa. Il Milan ha pescato dalla prima fascia due colossi come Liverpool (a San Siro al primo turno) e Real Madrid (al Bernabeu al secondo), Brugge e Leverkusen dalla seconda fascia, Stella Rossa e Dinamo Zagabria dalla terza e Girona e Slovan Bratislava dalla quarta. Partite insidiose ma ricche di fascino, così come quelle che dovrà giocare l’Atalanta. La Dea, che lo scorso anno ha trionfato in Europa League, ospiterà al primo turno i campioni in carica del Real Madrid, da poco incrociati in Supercoppa europea. Poi il Barcellona in Spagna, l’Arsenal in casa, lo Shakhtar in trasferta (ancora da definire lo stadio che ospiterà gli ucraini nelle partite casalinghe), il Celtic a Bergamo, gli svizzeri dello Young Boys a Berna e infine gli austriaci dello Sturm Graz davanti ai propri tifosi e lo Stoccarda in Germania. Infine il Bologna. I rossoblù, dopo la storica qualificazione in Champions, partivano dalla quarta fascia e se la vedranno in ordine con: Borussia Dortmund, Liverpool (ad Anfield), Shakhtar, Benfica (a Lisbona), Lille, Sporting (di nuovo a Lisbona), Monaco e Aston Villa (a Birmingham). Tra i big match a cui i tifosi potranno già assistere fin da questa prima fase, da segnalare il Real Madrid che affronterà sia il Liverpool che il Borussia Dortmund, un accoppiamento che negli ultimi sette anni è valso la finale in tre occasioni. Poi il Psg sorteggiato con Manchester City e Bayern Monaco, e lo stesso Bayern che incrocerà già alla prima giornata il Barcellona. Una coppa che nella sua fase iniziale assomiglierà più, dunque, a un mini campionato, mentre quella a eliminazione diretta avrà più le sembianze di un tabellone tennistico che terrà conto del posizionamento ottenuto in classifica dalle rispettive squadre. Una vera e propria rivoluzione, voluta e studiata dalla Uefa come risposta ai tentativi, finora falliti, di organizzare la Superlega: più squadre, più campioni, più big match, più spettacolo e di conseguenza più introiti dai diritti tv. Si è calcolato infatti che questa nuova Champions genererà un montepremi totale di 2,5 miliardi di euro da distribuire tra i club in base ai risultati, al market pool, al ranking storico e alla partecipazione. Chi trionferà nella finale del 31 maggio 2025 a Monaco di Baviera, incasserà una cifra tra i 150 e i 160 milioni di euro. Il calendario con le date precise sarà comunicato domani, per effettuare al meglio gli incastri tra le squadre della stessa nazione che partecipano alle altre due competizioni, Europa e Conference League. La prima settimana sarà dedicata solo alla Champions e nell’ultima giornata tutte le squadre giocheranno alla stessa ora con 18 partite in contemporanea.
Uomini del Racis in azione sul luogo del delitto alla periferia di Roma nel 2008 (Ansa)
Nato nel 1955, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (da cui dipendono anche i RIS) è un fiore all'occhiello dell'Arma. L'anniversario è stato celebrato dalle autorità alla caserma «Salvo d'Acquisto» di Roma.
Il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, anche noto come RaCIS., rappresenta un’eccellenza nell'ambito delle indagini tecnico-scientifiche in Italia. La sua storia inizia nel 1955, quando venne fondato presso la Caserma «Podgora» di Roma con il nome di «Gabinetto Centrale di Documentazione e di Indagini Tecnico-Scientifiche dell’Arma». Inizialmente, il suo compito era fornire supporto didattico agli ufficiali e assistenza ai reparti operativi. Rinominato Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche (CCIS), il Reparto è stato trasferito nel 1976 alla Caserma «Magg. MOVM Ugo De Carolis». Negli anni ’90, con l’istituzione dei Sottocentri CIS di Messina e Parma e l’attivazione di 30 laboratori per l’analisi delle sostanze stupefacenti, il Ra.C.I.S. ha ampliato le sue capacità operative. Nel 1999, il CCIS e i Sottocentri assunsero l’attuale denominazione, con la creazione dei RIS di Roma e Cagliari. Successivamente, nel 2001, il comando del Ra.C.I.S. venne elevato al rango di Generale di Brigata.
Oggi ha sede a Roma ed è articolato su: un Reparto Tecnologie Informatiche, un Reparto Dattiloscopia Preventiva, un Reparto Analisi Criminologiche, un Reparto Ricerca e Sviluppo, nonché su 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dislocati a Roma, Parma, Messina e Cagliari; inoltre, 22 Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS), inquadrate nei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali, hanno collegamento tecnico-funzionale e addestrativo con i RIS di competenza.
Il Ra.C.I.S. svolge un ruolo cruciale nel supporto alle indagini, rappresentando la struttura tecnico-scientifica dell’Arma per le richieste di indagine tecnica di Polizia giudiziaria dei Reparti dell’organizzazione Territoriale e Speciale, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia.
Si occupa della raccolta e analisi di evidenze fisiche, chimiche, biologiche, telematiche e informatiche, conducendo esami su reperti, sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici. Inoltre analizza i profili psicologici e comportamentali degli autori di crimini violenti e monitora il fenomeno delle violenze di genere. È anche impegnato nella ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica e nella formazione di personale specializzato, collaborando con organismi nazionali e internazionali. I quattro Reparti Investigazioni Scientifiche di Roma, Parma, Messina e Cagliari sono responsabili, secondo le proprie competenze areali, dello svolgimento delle analisi di laboratorio nei seguenti settori delle scienze forensi: biologia, chimica, balistica, dattiloscopia, fonica, grafica e audiovideo.
Un’importante componente del RaCIS è il Nucleo Carabinieri per il Riconoscimento Vittime di Disastri (DVI), operativo dal 2003. Il nucleo, composto da esperti in biologia, dattiloscopia e rilievi tecnici, si divide in due sezioni: Ante-Mortem, che raccoglie informazioni e campioni biologici delle persone scomparse, e Post-Mortem, che analizza i corpi non identificati per confrontare i dati raccolti. Il Nucleo DVI ha operato in numerosi disastri, tra cui l’attentato di Nassiriya nel 2003, lo tsunami in Asia nel 2004, il terremoto de L’Aquila nel 2009 e quello di Amatrice nel 2016.
In sintesi, il RaCIS rappresenta un pilastro fondamentale per le indagini scientifiche in Italia, grazie alla sua struttura avanzata, alle sue competenze specialistiche e al suo impegno costante nell’innovazione e nella collaborazione internazionale.
Lo sguardo del Reparto, per quanto riguarda le prospettive future, è rivolto principalmente allo studio delle applicazioni dell'Intelligenza Artificiale nell’ambito delle indagini forensi, che già oggi stanno rivoluzionando il modo con cui vengono raccolte, analizzate e interpretate le tracce.
Ad esempio grazie all’uso di avanzati sensori multispettrali e tecniche di ricostruzione 3D della scena del crimine basate sull’IA, gli investigatori potranno partecipare, in tempo reale e senza accedere direttamente, alle attività di sopralluogo in uno scenario virtuale dove valutare velocemente la tipologia e distribuzione delle tracce come le impronte digitali, i fluidi biologici, le armi, e gli oggetti e le sostanze di diversa natura.
Nuovi algoritmi di ricerca basati sull’IA permetteranno di comparare in modo sempre più efficiente e rapido le impronte digitali e le immagini 3D di bossoli e proiettili con i relativi elementi di confronto archiviati nelle rispettive banche dati. Anche l’analisi delle microtracce potrà essere realizzata con il supporto dell’IA, che, opportunamente addestrata, offrirà agli investigatori risultati in tempo reale, identificando, ad esempio, l’esatta composizione di frammenti di fibre, vetri o vernici, permettendo di risalire alla loro origine provenienza.
Sono numerosissimi i casi giudiziari, di rilevanza nazionale, trattati dal RaCIS, con un contributo che si è rivelato più volte decisivo.
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2025-11-27
Immigrazione: «I Paesi Ue vogliono collaborare a prescindere dall'estrazione politica»
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(Totaleu)
Lo ha dichiarato Sara Kelany, (Fratelli d'Italia) membro del Parlamento e capo del dipartimento italiano per l'immigrazione a margine dell'evento Europe and migration: The Italian Approach Transcending Ideologies al Parlamento europeo di Strasburgo.
Friedrich Merz, Manfred Weber e Ursula von der Leyen (Ansa)
Bordata alla triade Londra-Parigi-Berlino. Il capo del Ppe ce l’ha con Friedrich Merz. E lo mette contro Ursula von der Leyen.
Davanti alle telecamere si stringono la mano. Ma dietro le quinte, se ci sono da spartirsi quote di potere reale, si guardano in cagnesco. Stiamo parlando di Manfred Weber, Ursula von der Leyen e Friedrich Merz: tutti figli della stessa casa madre, quella Cdu che per decenni è stata la potente «balena bianca» teutonica, ma che Angela Merkel ha lasciato letteralmente in macerie. Macerie su cui i conservatori tedeschi vorrebbero iniziare a ricostruire. Eppure il tridente, a quanto pare, non gioca per la stessa squadra.
Vladimir Putin e Steve Witkoff (Ansa)
Putiferio per le soffiate su una chiamata in cui il mediatore Usa, atteso al Cremlino, dava consigli a Mosca. Il «Guardian» evoca lo zampino di Cia o servizi ucraini, che ad Abu Dhabi hanno visto gli 007 dello zar.
Le manovre diplomatiche per far concludere la crisi ucraina potrebbero trovarsi davanti a uno scoglio. Uno dei principali negoziatori americani, Steve Witkoff, è infatti finito nella bufera, dopo che Bloomberg News ha pubblicato la trascrizione di una telefonata da lui avuta con il consigliere di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, lo scorso 14 ottobre. Dal testo è emerso che l’inviato americano ha dato all’interlocutore dei consigli su come lo zar avrebbe dovuto affrontare il colloquio telefonico con Donald Trump, che si sarebbe tenuto due giorni dopo.









