
Matrimonio di convenienza, era il titolo italiano di un filmone girato in America da Gerard Depardieu: Green card. A sentir Mario Draghi accadrà presto, prestissimo in tempo per fare le vacanze, per rilanciare il turismo. Lo ha detto al G20 dedicato al tema scandendo: «Il mondo vuole viaggiare in Italia. Se c'è un Paese intrecciato con il turismo, che vive di turismo, è il nostro». Poi ha esortato: «È arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia».
Evidentemente Mario Draghi, che ha protetto in tutti i modo il ministro della Salute, Roberto Speranza, alfiere del partito dei lucchetti, deve aver capito che senza turismo si muore. Glielo ha ricordato anche Massimo Garavaglia (Lega), ministro del Turismo, anche lui dall'appuntamento del G20: «Sono ragionevolmente fiducioso che il coprifuoco sarà rivisto, c'è l'impegno di fare il tagliando a questa misura tra una decina di giorni». Draghi ha assicurato che per il 16 maggio l'Italia, in attesa di quello europeo che arriva forse a metà giugno, avrà la sua «green card». Con un passaportino vaccinale potremo andare non solo noi, ma anche i turisti, dove ci pare. A tre condizioni: essere stati vaccinati, essere guariti da Covid o essersi fatti un tampone 48 ore prima. Roberto Burioni, il virologo, anticipando i suoi colleghi di rigore, ha già detto: «Deve valere solo per vaccinati e guariti, dei tamponi non possiamo fidarci». E qui cominciano i dubbi: quale tampone? E ancora: vaccino e guarigione danno un'immunità, almeno per la carta verde, di non più di sei mesi. E poi se questa green card all'italiana deve debuttare tra una decina di giorni chi la rilascia? Come si ottiene? Roberto Speranza ha concesso, per i turisti esteri, solo di abolire la quarantena di cinque giorni tra un tampone e l'altro.
Chi non ci sta a questo gioco delle incertezze è Massimiliano Fedriga (Lega), presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, che ha chiesto di fare un passo avanti. «Non ci fossilizziamo al coprifuoco», ha dichiarato, «perché così ho paura che sbagliamo obiettivo. Penso che dobbiamo guardare il settore delle riaperture ad ampio ventaglio. Ci sono attività ancora chiuse, come le palestre e il settore del wedding (matrimoni, ndr), che non hanno prospettive. Mi auguro che il coprifuoco possa avere gradualità, per arrivare a toglierlo. Ma se ci fosse la necessità ancora di qualche settimana nessuno si straccerà le vesti». Una visione condivisa anche da Matteo Salvini, che ieri ha incontrato il delegato del coordinamento nazionale dei Gestori impianti natatori, Marco Sublimi. Le piscine da oltre un anno sono chiuse: 3.000 strutture, 1.500 società in grave crisi e oltre 200.000 lavoratori a rischio. E il leader della Lega ha assicurato: «Massimo impegno per le riaperture il prima possibile e comunque non oltre il primo giugno e un imponente piano Ristori come già sperimentato in Sardegna». Martedì intanto ci sarà una manifestazione dei 30.000 negozi ospitati nei centri commerciali che chiedono «l'immediata revoca delle misure restrittive che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi». Sulle riaperture continua il bombardamento del Pd contro la Lega. Stavolta tocca a Simona Malpezzi, capogruppo dei senatori dem, pigliarsela con Salvini, accusato di alzare un polverone sul coprifuoco perché i sondaggi lo preoccupano. I due capigruppo leghisti di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, le ricordano: «Lo stop al coprifuoco lo stanno chiedendo tutte le Regioni». C'è da dare una risposta a chi come le piccole isole continua a chiedere di essere immunizzato. A Procida l'immunità di gregge è stata raggiunta, ma ora tutte le piccole isole chiedono campagne vaccinali ad hoc. Il commissario all'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ci sta pensando, il piano c'è. Ma il punto è un altro: non si capisce se il ministro della Salute, Roberto Speranza, darà il via libera al coprifuoco, se si potrà tornare a mangiare dentro i ristoranti, se si potranno organizzare eventi. Per tutto questo mancano i protocolli anche se per le spiagge sembra che ci si orienti a confermare quelli dello scorso anno, e il turismo non è solo green card, è organizzazione, programmazione. E poi ci sono i trasporti. Il ministro competente, Enrico Giovannini, ieri ha sottolineato: «I voli Covid tested fino a ora sperimentati hanno aumentato la sicurezza e la fiducia dei viaggiatori. Ora questo modello va esteso anche ad altri mezzi».
Un passo avanti? Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, nota: «Benissimo che Draghi abbia esortato i turisti a tornare, ma la data del 15 maggio è la prima che ci danno, spero che il pass vaccinale serva davvero a ripartire, quanto meno ci mette alla pari di spagnoli e greci». Per Confindustria alberghi però: «Le aziende non sono fuori pericolo». E Marina Lalli di Federturismo insiste sul coprifuoco: «Non è sopportabile, sta tagliando le gambe a troppe attività». Eppure il ministro Massimo Garavaglia crede nella ripartenza: «Ho chiesto a Thierry Breton (il Commissario europeo, ndr) di estendere il green pass dell'Ue anche a Paesi extra Ue. Già dai prossimi decreti lavoreremo per far ripartire la macchina, le imprese devono tornare a fatturare e una volta esaurita la vaccinazione delle categorie fragili dobbiamo accelerare per quelle del turismo». Tutto giusto, ma in attesa di sapere se ciò che resta dell'Alitalia tornerà a volare, le previsioni dicono che se turismo ci sarà anche quest'anno sarà solo italiano e non basta per la ripresa, al massimo evita il fallimento.












