- Il 2021 è un anno importante per tutto lo sport italiano: tra febbraio e maggio si rieleggono i vertici di Coni e Figc. Incognite su Antonella Bellutti. Gabriele Gravina verso la riconferma.
- FinchĂ© il governo non concederĂ l’autonomia richiesta dal Coni resta vivo il rischio di una sanzione del Cio e di presentarci alle Olimpiadi di Tokyo senza bandiera e senza inno.
Lo speciale contiene due articoli.
L’anno che comincia è un anno molto importante per tutto lo sport italiano. Tra febbraio e maggio si rieleggono i vertici di Coni e Figc. Per quanto riguarda il Comitato olimpico sarĂ un testa a testa tra il presidente in carica Giovanni Malagò e la candidata Antonella Bellutti, ex “pluriatleta”, avendo praticato nel corso della sua carriera ben tre discipline diverse – pistard, ciclismo su strada e bob – ed è infatti l’unica atleta italiana ad aver partecipato sia alle Olimpiadi estive che a quelle invernali, ed è anche l’unica ad aver fatto parte della nazionale di tre federazioni diverse. Nella sua carriera ha vinto due ori olimpici ad Atlanta 1996 e a Sydney 2000. «Lo sport vive di logiche di potere, burocrazia ed emarginazione che ho vissuto e anche subito. Metto a disposizione la mia energia e le mie idee libere da pregiudizi» ha affermato la Bellutti, prima donna a candidarsi alla guida del Coni in 106 anni di storia, quando ha annunciato ufficialmente la sua corsa alla presidenza del Comitato olimpico nazionale italiano. L’elezione di presidente, giunta e consiglio nazionale si terrĂ il 13 maggio a Milano presso le sale del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa, ex tennista, pattinatore artistico su ghiaccio e dirigente che ha fatto la storia dello sport italiano nella prima metĂ del Novecento. Una scelta non casuale e ben ragionata da Malagò. L’attuale numero uno del Coni, infatti, vuole da una parte manifestare un segnale di distacco nei confronti di Roma in quanto cittĂ amministrata dal sindaco 5 stelle Virginia Raggi, considerata la responsabile della rinuncia alla candidatura olimpica dell’Italia, e dall’altra sottolineare il valore simbolico della cittĂ di Milano in vista dei Giochi invernali che il capoluogo lombardo ospiterĂ insieme a Cortina nel 2026. Non si votava a Milano dal 27 luglio 1946, anno in cui venne eletto Giulio Onesti. Le dinamiche dell’elezioni sono le seguenti: ci sono i grandi elettori costituiti dai 44 presidenti federali, dai 9 rappresentanti degli atleti, dai 4 tecnici, dai 6 delegati regionali e provinciali e dai 3 delegati delle discipline associate, a cui vanno aggiunti un dirigente delle associazioni benemerite, il presidente uscente, il membro del Cio, Ivo Ferraini, e i 5 rappresentanti degli enti di promozione.
In Figc la faccenda è differente. Tutti gli indizi portano alla riconferma di Gabriele Gravina. All’attuale numero uno della Federcalcio è stato riconosciuto da tutti i fronti la brillantezza, seppur tra mille difficoltĂ , con il quale ha traghettato il sistema calcio nell’annus horribilis della pandemia da coronavirus. Si voterĂ il 22 febbraio a Roma, presso il Cavalieri Waldorf Astoria. «Deciderò per la mia candidatura se ci saranno componenti che ritengono che questo lavoro fatto dal sottoscritto vada portato avanti. Se dovessi percepire entusiasmo per la continuitĂ sarò ben felice di andare avanti. Se invece dovessi percepire che non c’è condivisione, non sul voto ma sul percorso da me tracciato, non ho nessuna voglia di ricoprire quel ruolo. Metterò sul piatto quanto fatto in due anni. Un lavoro tramite il quale abbiamo recuperato dignitĂ non solo nelle competizioni sportive» ha spiegato Gravina nel corso dell’ultimo consiglio federale. Tra i candidati ci sarĂ Cosimo Sibilia, presidente della Lega nazionale dilettanti, uscito allo scoperto dopo il consiglio federale della Figc durante il quale Gravina ha annunciato la data dell’elezione: «Per candidarmi alle prossime elezioni della Figc c’è bisogno dell’indicazione dei delegati della Lnd. Noi abbiamo sempre dato segnali di grande responsabilitĂ , sempre in ottica di sistema. E ricordo, che rappresentiamo il 34% del consiglio». Campagna elettorale e giochi di alleanze sono giĂ cominciati con Gravina che, dal canto suo, punta al doppio colpo, visto che pochi giorni dopo l’elezione di Roma, il 2 marzo ci sarĂ il congresso Uefa, dove l’attuale numero uno della Figc vorrebbe entrare nel cda del massimo organismo calcistico europeo.
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