{{ subpage.title }}

True

Nessun bavaglio imposto ai membri del Cpgt

Nessun bavaglio imposto ai membri del Cpgt
iStock

Gentile direttore, una breve precisazione riguardo l'articolo «Il Csm della giustizia tributaria imbavaglia i suoi consiglieri» pubblicato ieri sul suo giornale.

Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, i cui lavori in seduta plenaria sono pubblici, non ha mai imbavagliato o impedito il corretto svolgimento delle funzioni di alcuno dei propri componenti. Questa settimana il Consiglio, con il solo voto contrario della consigliera Carla Raineri, ha approvato in plenum una delibera finalizzata a dare piena attuazione all'articolo 6 bis della legge 8241/1990, che stabilisce «l'obbligo di astensione e segnalazione dei conflitti d'interessi, anche potenziali», e al codice etico dei componenti del Cptg. Il regolamento interno prevede che ciascun consigliere del Cpgt può partecipare a tutte le commissioni, anche quelle di cui non fa parte. Con questa delibera si è solo inteso evitare che un consigliere partecipi ai lavori della commissione che sta trattando la pratica di un giudice tributario nei confronti del quale, ad esempio, il medesimo consigliere ha in corso un contenzioso. Si tratta di una disposizione di buon senso e che dà piena attuazione al principio generale di imparzialità della pubblica amministrazione.

Il dovere di astensione risiede nella legge: pertanto non c'è alcun «bavaglio» o «opacità». Inutile ricordarle, infine, che il trovarsi in conflitto d'interessi impone, al momento del voto in plenum, l'astensione da parte del consigliere. In caso contrario il consigliere potrebbe incorrere anche in responsabilità disciplinare.

Il Cpgt

Prendiamo atto della replica. Precisando di non aver mai scritto che l'esclusione del consigliere «esterno» sia automatica, ma su input del presidente della commissione. E interpelleremo gli interessati citati sul motivo del voto contrario.

C. Ant.

«Sapeva di Mandelson ed Epstein». Un report adesso inguaia Starmer
Keir Starmer (Ansa)
Il governo britannico costretto a pubblicare il dossier sul finanziere pedofilo. Tra i nomi anche quello di Nigel Farage, che avrebbe dovuto fare da ponte con Trump. Un hacker tenta di bucare i file dell’Fbi.

Il premier britannico Keir Starmer era stato avvertito sui «rischi» legati alla nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, a causa dei suoi (non ignoti) rapporti passati di stretta frequentazione con il defunto faccendiere pedofilo americano amico di vip e potenti Jeffrey Epstein, morto in circostanze misteriose in un carcere di New York il 10 agosto del 2019. Lo conferma uno dei documenti che il governo è stato costretto a pubblicare a partire da ieri sugli scambi di messaggi e di rapporti avvenuti transitati per Downing Street al tempo della designazione. Il materiale in via di pubblicazione riguarda gli scambi di messaggi avvenuti al tempo della designazione fra lo stesso Mandelson e l’entourage di Starmer a Downing Street.

Continua a leggereRiduci

Il conto alla rovescia è iniziato. Dal 17 al 19 aprile l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari ospiterà la 6 Hours of Imola, appuntamento che quest’anno aprirà il FIA World Endurance Championship dopo il rinvio della gara del Qatar a causa del conflitto in Medio Oriente.

Continua a leggereRiduci
Si aggrappano alla Consulta per dare legittimità ai tour della morte
Marco Cappato (Imagoeconomica)
La gip di Milano archivia le inchieste su Marco Cappato per due casi di aiuto al suicidio avvenuti in Svizzera nel 2022.

Il gip di Milano, Sara Cipolla, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione delle inchieste per aiuto al suicidio nei confronti di Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Cappato si era autodenunciato nel 2022 per aver accompagnato a morire in una clinica di Zurigo una signora veneta di 69 anni, malata terminale di cancro al polmone con metastasi, e un ex giornalista e pubblicitario 82 anni, affetto da una forma grave di Parkinson.

Continua a leggereRiduci
Kit car italiane: quando la «fuoriserie» si montava a casa
Dall'alto a sx: Puma GT, Helvetia Maggiolino Rolls Royce, Auto Zodiaco Jumper e Puma GTV

All'inizio degli anni Settanta scoppiò la moda delle «dune buggy» di vetroresina su base Maggiolino, offerte anche in kit di montaggio. Diversi furono i produttori, da Zodiaco a Puma, che fece anche mini «supercar» su base Alfasud.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy