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Nel Pd si fanno la guerra con le cene. Finiranno tutti sul carrello dei bolliti

Nel Pd si fanno la guerra con le cene. Finiranno tutti sul carrello dei bolliti
Ansa

La notizia è di quelle che fanno tremare le vene dei polsi. Paolo Gentiloni, già ministro degli Esteri e presidente del Consiglio, Marco Minniti, ex numero uno del Viminale, e Matteo Renzi, fu premier e fu segretario del Pd, hanno deciso di accettare l'invito a cena di Carlo Calenda, che nei governi guidati dal primo e dal terzo è stato ministro allo Sviluppo economico, mentre del secondo solo compagno di banco.

Quando però già si preparavano i festeggiamenti, ecco arrivare Nicola Zingaretti a rompere le uova nel paniere. Costui, forte della parentela con il commissario Montalbano (ne è il fratello, a riprova che la realtà a volte è più sorprendente della fiction), si è messo in testa di diventare segretario del Pd, gabbando tutti gli altri. Da giorni lavora allo scopo, maneggiando correnti e stringendo alleanze. Per assenza di candidati che potessero competere con lui probabilmente già si sentiva la vittoria in tasca e dunque appena saputo della cena fra quattro ex nemici al bar Calenda, Zingaretti ha preso le contromisure e indetto una controcena in trattoria. All'appuntamento pare sia stati invitati un operaio, uno studente, un volontario e un amministratore. Anche in questo caso non è stato reso noto il menù dell'importante appuntamento, ma già si conosce lo slogan coniato dal candidato segretario: tovaglia rossa (a quadretti) la trionferà. Nello scontro fra cene c'è ovviamente tutto il dramma della sinistra di lotta contro quella cotta, un momento storico che mostra come dallo slow food si sia passati allo slow think. Menù contro menù: trattoria de borgata contro ristorante stellato. Difficile capire chi alla fine trionferà nella rivoluzione della pajata, se i compagni con il lastrico solare esclusivo sui tetti di Roma o quelli semplicemente sul lastrico. Sta di fatto che nella guerra delle cene, c'è un povero cristo che rischia di rimanere a dieta. Il poveretto è Maurizio Martina, un tipo smunto che si è trovato messo in mezzo nella guerra dei due cuochi. Non avendo un mestiere e non essendo stato invitato né ai Parioli né in trattoria è il solo che rischia di rimanere a bocca asciutta e di dover pagare il conto. Per lui una sola consolazione: finite le cene, avanzerà il carrello dei bolliti. E quello si annuncia nutrito.

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Robert Carsen: «Nelle suore trucidate dalla Rivoluzione una fede che sbaraglia la morte»
Robert Carsen
Il regista canadese: «Sbagliato parlare di opera reazionaria. Il sacrificio delle Carmelitane in preghiera sotto la ghigliottina del Terrore, tocca pure gli atei».

Una freccia verso il basso sulla partitura, un sibilo che squarcia l’aria in scena. A ogni colpo il coro di suore perde vigore, ma non si smarrisce. Il suono si assottiglia, le voci svaniscono a una a una, fino a quando la preghiera del Salve Regina si dissolve nel silenzio. Quel piccolo simbolo, incastrato tra le note, indica il rumore «sordo e pesante» della ghigliottina, verso la quale le religiose avanzano senza esitare, come pecorelle. Ultimo, potentissimo, quadro che chiude Dialoghi delle carmelitane, capolavoro di Francis Poulenc. Non è un’edificante favola religiosa, ma una pagina di storia.

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Siglato il patto Lombardia-Catalogna
Guido Guidesi (Ansa)
Consolidato l’asse strategico per il rilancio della manifattura e la creazione di una «lobby europea» delle regioni più produttive. Senza dimenticare il settore chimico.

La Lombardia rafforza il proprio ruolo di locomotiva industriale e politica in Europa consolidando un asse strategico con la Catalogna per il rilancio della manifattura continentale. Al centro dell’iniziativa, l’azione dell’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, che negli ultimi anni ha promosso una rete articolata di alleanze istituzionali e industriali.

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Scuole sottomesse:  ok al Ramadan, i preti invece...
Ansa
Ai tempi di Veltroni, nel consiglio comunale capitolino erano previsti consiglieri aggiunti musulmani: si trattava di figure «ombra» non elette, ma davano comunque rappresentanza. Ora le stesse sigle tornano alla carica: vogliono i posti promessi dai progressisti.
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Con lo Stato che ha soppresso Noelia siamo all’era del tragico meccanico
Ansa
La ragazza spagnola sottratta alla famiglia, abusata e spinta all’eutanasia ci pone davanti a un Leviatano che sancisce la morte e decide come somministrarla: l’istituzione massima è schierata dalla parte del male.

La vicenda di Noelia Castillo Ramos fa distogliere per intensità lo sguardo dal significato simbolico dell’orrore che mostra. Il mondo ha conosciuto troppo tardi la vicenda di questa ragazza ma tutti sanno che il caso, per quanto singolare, non può essere ritenuto isolato; tutti sanno che questa cosa non solo è già successa, e non solo in Spagna, ma che il mondo per come è stato costruito non potrà che condurre ad altri casi simili.

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