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Quando Milano fu ad un passo dal diventare la Hollywood italiana

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Il primo lungometraggio italiano fu «L’Inferno» prodotto dalla «Milano Films» nel 1911, un'opera estremamente moderna per l’uso di effetti speciali e per il budget altissimo.

L'articolo contiene un video e una gallery fotografica.

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«Per evitare la disoccupazione da Ia creiamo nuovi posti per gestirla»
Alessio Butti (Ansa)
Il sottosegretario all’Innovazione tecnologica: «A livello europeo abbiamo promosso limiti e sanzioni contro il Far West. In Italia un Osservatorio dedicato e 1 miliardo per gli investimenti di startup e pmi».

Sottosegretario Butti, di rivoluzioni sociali ed economiche legate all’innovazione tecnologica ne abbiamo vissute tante. Da quella industriale con la meccanizzazione dei processi, a Internet con la globalizzazione delle conoscenze, ma con l’Intelligenza artificiale la sensazione è di trovarci davanti a qualcosa di diverso, di più profondo, veloce. È così?

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Epstein, cade un’altra testa dem. È il prof legato a Clinton e Obama
Jeffrey Epstein (Getty images)
Bufera su Larry Summers, docente di Harvard ed ex braccio destro dei presidenti liberal. Polemica anche sulle linee di credito aperte al faccendiere pedofilo da Deutsche Bank. E spunta pure Hawking.

Emergono particolari molto interessanti riguardo al legame preferenziale di cui godeva tra Jeffrey Epstein con la Deutsche Bank e la Jp Morgan, banca d’affari che dopo l’assalto del Campidoglio del 6 gennaio 2021 terminò tutti i rapporti con Donald Trump, chiudendo tutti i suoi conti bancari, e scatenando la furibonda reazione del tycoon, ma che non si era fatta problemi a lavorare con il finanziere pedofilo.

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Il direttore Maurizio Belpietro commenta il decreto sicurezza smontando il mito dello «scudo penale» e rilanciando il tema della tutela legale per le forze dell’ordine. Al centro anche il nodo della giustizia: errori giudiziari, responsabilità dei magistrati e un sistema che, secondo il direttore, applica pesi e misure diversi.

Il piano di Kiev per la pace: la pulizia etnica
Mikhailo Podolyak (Ansa)
Il consigliere di Zelensky rivela l’intenzione di espellere i russofoni da ciò che rimarrà del territorio ucraino. Diktat pure all’Europa: «Vieti la propaganda pro Mosca». Bruxelles pronta a forzare i Trattati per il prestito da 90 miliardi, nonostante i veti di Orbán e Fico.

L’Ucraina ha un piano di pace: la pulizia etnica. Non sapremmo come altro definire il programma illustrato ieri da Mikhailo Podolyak. A Repubblica, che gli chiedeva «quale sarà il destino dei milioni di ucraini che vorrebbero il proprio Paese nel “mondo russo”», il consigliere di Volodymyr Zelensky ha risposto che «non ci sarà alcun “mondo russo” in Ucraina» e che le «restrizioni alla propaganda russa devono essere totali». A meno che l’idea non sia quella di smembrare davvero il Paese, rinunciando all’intero Donbass e conservando solo la parte del territorio occidentalizzata, se ne deduce che la classe dirigente di Kiev intende risolvere il problema delle minoranze russofone eliminandole. Magari non fisicamente, come ai tempi di Slobodan Milosevic nei Balcani: basterà respingerle. Invitarle, come ha fatto Podolyak, ad andare a «vivere in Russia, finché esisterà».

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