
Scuole chiuse, saracinesche dei negozi abbassate e regole rigide sugli incontri nei giorni di festa. Sono questi i tre capisaldi della strategia anti-Covid concordata tra la cancelliera Angela Merkel e i governatori dei 16 stati federati tedeschi. Senza dubbio in Germania questa seconda ondata sta picchiando molto più della prima. E brucia in particolare, per ammissione della stessa Merkel, il fallimento delle misure messe in atto nelle ultime sei settimane. Dall'introduzione del cosiddetto «lockdown light» il 2 novembre scorso, la media settimanale dei casi è aumentata del 31%, passando da 203 a 266 casi per milione di abitanti, contro i 271 casi per milione (ma in discesa) relativi all'Italia. Tuttavia, a preoccupare la cancelliera sono i decessi, un elemento finora rimasto sotto controllo. Ben 598 quelli fatti registrare venerdì, ma è il trend a non lasciare dubbi: ai primi di novembre si contava una media di 83 morti al giorno, un valore schizzato fino ai 445 morti giornalieri attuali.
Numeri che hanno convinto l'esecutivo ad applicare la stretta. Vacanze anticipate di una settimana per le scuole, anche se in alcune zone si proseguirà con la didattica a distanza, e perfino in presenza laddove la bassa incidenza dei casi lo permetta. Chiude il commercio al dettaglio inclusi i parrucchieri, tranne i servizi essenziali: tra questi rientrano i generi alimentari, farmacie, officine meccaniche, banche ed edicole. Rimangono chiusi bar, pub e ristoranti, anche se ovviamente è concesso l'asporto. Le misure dureranno almeno fino al 10 gennaio prossimo. Parola d'ordine «schnell», cioè fare presto, perché l'avanzata dei contagi e dei decessi nelle ultime settimane sembra inarrestabile. Ma a differenza dei pasticciati dietrofront nostrani, vige grande chiarezza e, soprattutto, attenzione per il lato umano. Come dimostrano le regole dure ma trasparenti per i contatti: ci si può riunire fino a un massimo di cinque adulti (più bambini) di due nuclei famigliari diversi, mentre dal 24 al 26 dicembre si possono invitare quattro parenti stretti. E il governo si è già mosso in sostegno di famiglie e negozianti. Parlando con i giornalisti, Angela Merkel ha annunciato che ai genitori costretti a rimanere a casa per stare con i propri figli verranno riconosciute ferie aggiuntive retribuite. Si annuncia massiccio anche il piano di aiuti per le imprese: il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, ha spiegato che Berlino coprirà il 90% delle spese fisse delle aziende chiuse fino a un massimo di 500.000 euro.
«Siamo un Paese forte e supereremo questa crisi». È questo il messaggio chiaro quello lanciato ieri all'indirizzo dei propri connazionali dal presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier. «Le prossime settimane sono un banco di prova, ognuno deve chiedersi cosa può fare per proteggere sé stesso e gli altri». Tra i Paesi che inaspriscono le misure in vista delle festività anche la Svizzera. Pure in questo caso, poche norme ma di facile comprensione e applicazione. Chiudono alle 19 negozi, strutture ricreative, bar e ristoranti. Questi ultimi però possono aprire nel fine settimana. Per la vigilia di Natale e capodanno chiusura prevista all'una di notte, mentre il limite per gli incontri privati viene fissato a 10 persone.
Stretta più decisa in Olanda: ieri il premier Mark Rutte ha annunciato un lockdown di cinque settimane.
Soffrono anche le grandi capitali: il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha ammesso che la città dovrebbe prepararsi all'ipotesi di un lockdown, mentre il ministro della Salute inglese Matt Hancock ha dichiarato Londra zona rossa a partire da domani con la relativa chiusura di ristoranti e degli amatissimi pub. Ma salvo ripensamenti nel resto del Regno Unito dal 23 dicembre scatterà un «liberi tutti» lungo cinque giorni, durante il quale tre nuclei famigliari potranno incontrarsi senza particolari restrizioni.






