C’è l’emergenza maranza, non l’allarme fascismo
Milano, Carabinieri in servizio all'Arco della Pace. Poco lontano dal luogo dove la notte del 26 ottobre sono stati accoltellati due giovani (Getty Images)

Notizie di ordinaria criminalità: a Milano, nella zona del parco Sempione, un ragazzo italiano di 18 anni e un egiziano di 17 sono stati feriti da una banda di nordafricani. Il primo giovane è in gravi condizioni, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Niguarda, l’altro, soccorso al Fatebenefratelli, non sarebbe in pericolo di vita. I motivi che hanno scatenato l’aggressione non sono noti, ma gli inquirenti li classificano fra quelli che riguardano i cosiddetti maranza, ovvero gruppi di ventenni che in alcune aree metropolitane spadroneggiano, facendo spesso ricorso alla violenza con uso di coltelli.

Di queste gang fanno parte sia maggiorenni che minorenni, ma quasi sempre il nucleo principale è composto da extracomunitari, di prima o seconda generazione. Sono loro a macchiare di sangue la movida delle principali città, loro a creare problemi di ordine pubblico come, sempre a Milano, è successo dopo la morte di un giovane egiziano in fuga dai carabinieri.

Ma non ci sono solo le risse, spesso per spaccio di droga, o i blocchi stradali, come per il figlio di immigrati finito contro un palo durante l’inseguimento. Ci sono anche gli scontri durante le manifestazioni pro Pal. Sempre a Milano, quando le strade principali che conducono alla stazione centrale sono state bloccate per un intero pomeriggio da scontri con la polizia, con lancio di sanpietrini contro gli agenti e barricate sulla pubblica via, gli organizzatori della protesta si sono giustificati sostenendo che il corteo era stato infiltrato dai maranza. Stessa scusa è stata fornita per altre proteste di piazza finite con scontri con le forze dell’ordine. Da Torino a Bologna, c’è sempre qualche banda di maranza che, messa da parte l’ostilità nei confronti di altri coetanei per questioni di controllo del territorio, spesso si allea con quell’area antagonista che va dai centri sociali ai gruppi anarchici. È la nuova «guerriglia» urbana, che dovrebbe preoccupare la sinistra, perché in altri Paesi a forte immigrazione, ad esempio la Francia, si è già vista, con la perdita di interi quartieri che non sono più controllati dalla polizia ma dalle gang. I maranza sono un fenomeno pericoloso, perché si tratta di giovani borderline che operano a metà strada tra la delinquenza e la rivolta sociale, con agganci nel mondo dello spaccio di droga e con gli ambienti dell’estremismo politico, quasi sempre di sinistra. Agiscono in branco, come successe sempre a Milano durante il Capodanno di qualche tempo fa, quando durante le celebrazioni in piazza per il countdown, circondarono alcune ragazze, molestandole. Bande pericolose che dovrebbero preoccupare. Invece i compagni sembrano allarmati solo per il ritorno di un fascismo che non c’è, mentre sottovalutano i maranza che ci sono. A Genova sono stati devastati i locali di una scuola e a sinistra è subito scattato l’allarme democratico perché sui muri di alcune aule sono state disegnate delle svastiche. L’incursione sarebbe dunque opera di squadracce di estrema destra. Peccato che episodi del genere si registrino spesso e non di rado ci siano di mezzo persone senza colore politico. E peccato che i primi sospetti per la devastazione nel capoluogo ligure non puntino sull’incursione fascista, come lascerebbero pensare le dichiarazioni partigiane, ma si indirizzino proprio verso una qualche gang di maranza.

Chissà se questo basterà a far comprendere che la questione dei bulli di seconda generazione va al di là di una pura faccenda di ordine pubblico e sta diventando un fenomeno allarmante, che rischia di trasformare alcune periferie cittadine nelle banlieue italiane. I segnali ci sono, ma per la sinistra esiste solo l’allarme fascismo.

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