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Fs aumenta gli investimenti e la puntualità

Fs aumenta gli investimenti e la puntualità
Stefano Donnarumma, ad di Fs
L’ad Stefano Donnarumma presenta le nuove strategie: pronti 18 miliardi per il 2025 e progetti per 177 miliardi fino al 2034. La flotta verrà rinnovata e si punterà su digitalizzazione della rete e apertura ai privati. Matteo Salvini rilancia i cantieri e il Ponte di Messina.

Investimenti per 18 miliardi nel 2025, 7 di questi solo per il Pnrr. Cifre senza precedenti per il gruppo Fs come spiegato dall’amministratore delegato Stefano Donnarumma ieri in occasione della presentazione del Piano strategico 2025-2029. «Questi risultati rappresentano le fondamenta della traiettoria di lungo periodo delineata nell’aggiornamento del Piano strategico, che prevede ulteriori investimenti per 177 miliardi di euro nel periodo 2026-2034. Il prossimo anno puntiamo a superare il target dei 18 miliardi», mentre per quanto riguarda gli obiettivi al 2029, nonostante una perdita iniziale pari a 200 milioni di euro nel 2024, restano gli stessi: «20 miliardi di euro di ricavi, 3,5 miliardi di euro di Ebitda e un risultato netto pari a 500 milioni di euro, coerenti con la traiettoria di crescita prevista per i prossimi anni», ha commentato presentandosi sul palco vestito da ferroviere per «trasmettere l’orgoglio e l’emozione di essere ferrovieri e italiani».

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Israele chiude i luoghi di preghiera. Dubai ancora sotto tiro si spopola
Contraerea israeliana (Getty)
Lo Stato ebraico diffonde un video, risalente al 28 febbraio, di Gerusalemme colpita in piena Città vecchia. Interdetti tutti i siti di culto. Altri raid di Teheran nel Golfo. Intercettati ieri dagli Emirati 10 missili e 26 droni.

Mentre la nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha promesso che sarà vendicato «il sangue dei martiri», Israele ha confermato la scelta di chiudere i luoghi di culto. Il ministero degli Esteri israeliano, per spiegare i motivi della sospensione della «preghiera in tutti i luoghi sacri» e per far fronte alle proteste dei Paesi islamici visto il Ramadan in corso, ha pubblicato su X un video risalente al 28 febbraio che mostra l’impatto dei missili iraniani lanciati sulla Spianata delle Moschee.

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Addio al volto cordiale della nostra tv
Enrica Bonaccorti (Ansa)
Enrica Bonaccorti è morta a 76 anni di tumore. Nota soprattutto per la conduzione di «Non è la Rai» e «Pronto, chi gioca?», sperimentò anche nel teatro e nel cinema.

La cosa più interessante di Enrica Bonaccorti, scomparsa oggi nella sua città d’adozione, Roma, è la biografia, in particolare la storia professionale. È un dato, questo, condiviso con tanti protagonisti - maggiori e minori - del mondo dello spettacolo italiano della seconda metà del Novecento, la cui carriera, proprio come quella di Enrica, risulta quasi sempre ricca di cambi di direzione, imprese insospettabili, passaggi repentini dal puro intrattenimento all’attività intellettuale.

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L’intelligenza artificiale entra nello sport e vale già miliardi
iStock

Dai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 ai mercati globali: l’Ia affianca atleti e tifosi e spinge un settore che passerà da 1,22 miliardi di dollari nel 2025 a 5,01 miliardi nel 2034 (+310%). Dalla prevenzione degli infortuni allo storytelling automatico, ecco come gli algoritmi stanno cambiando le regole del gioco.

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A rischio il modello di business di molti istituti, che si interrogano sulla tenuta dei margini nel lungo periodo. La crisi a Teheran si riflette su petrolio e gas: con l’inflazione che galoppa, la discesa dei tassi si fa più lenta.

Dopo il rally del 2025, il settore bancario ha aperto il 2026 con una brusca frenata. La correzione dell’ultimo mese riflette due timori: l’irruzione dell’Intelligenza artificiale nei servizi finanziari e il riaccendersi del rischio geopolitico in Medio Oriente. I bilanci reggono, ma il mercato teme che tra nuova concorrenza, energia più cara e tassi meno prevedibili la fase d’oro dei margini possa esaurirsi più in fretta del previsto. «Il timore che l’Intelligenza artificiale possa fare concorrenza sempre più serrata al modello di business di molte banche è un rischio latente per un mercato come quello italiano, ma non va trascurato», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, «perché mette in discussione la stabilità delle commissioni e la tenuta dei margini nel lungo periodo. E il passaggio generazionale rimetterà in moto buono parte della ricchezza italiana oggi custodita in banche tradizionali».

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