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L’Ue ci paga per tenerci i migranti

L’Ue ci paga per tenerci i migranti
Ansa

Trattati peggio di Turchia e Tunisia: a Erdogan pacchi di miliardi perché fermi i flussi che disturbano Berlino, a Saied appena 150 milioni. A noi addirittura l’elemosina: 14 milioni per migliorare l’accoglienza delle decine di migliaia che sbarcano a Lampedusa.

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La famiglia del ladro sfida Roggero: «Il clamore mediatico ci fa soffrire»
La Gioielleria Mario Roggero di Grinzane Cavour, nel Cuneese, dove il 28 aprile 2021 un tentativo di rapina finì nel sangue. Nel riquadro il gioielliere Mario Roggero (Ansa)
Solo di provvisionali, il gioielliere minacciato in negozio dovrà corrispondere alle parti civili 780.000 euro. Le motivazioni (legali) dei parenti di un rapinatore ucciso: «Si è accanito. La visibilità amplifica il dolore».

«Nel caso di specie la sofferenza delle parti civili è particolarmente intensa, in quanto le immagini della morte del loro congiunto sono state riprese dalle telecamere e danno atto di un omicidio volontario caratterizzato da particolare violenza, rappresentata anche da ripetuti calci al volto della vittima accasciata a terra e già colpita mortalmente al cuore, sofferenza ulteriormente ampliata dalla risonanza mediatica che ha avuto la vicenda».

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Mentre avanza la frana a Niscemi la Schlein fa propaganda anti-Ponte
Elly Schlein (Ansa)
L’area a rischio si allarga e il Pd continua con il solito tormentone: spostate i fondi stanziati per l’opera che unirà Sicilia e Calabria sulla ricostruzione. Come se ci fosse un legame. Salvini: non se ne parla.

È vero che il bilancio dello Stato talvolta sembra fatto di vasi comunicanti, però non che se c’è da rifare un ospedale a Belluno, si prendono i fondi dalle Olimpiadi invernali di Cortina. Funziona così soltanto nei dibattiti da bar Sport. O nella propaganda al tempo di Elly Schlein, che si è accostata al problema della frana di Niscemi, avanzata minacciosamente anche ieri, con la stessa competenza dell’umarell che bercia ai cantieri con le mani dietro la schiena.

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Landini disco rotto: «Via i fascisti»
Maurizio Landini (Imagoeconomica)
Il leader della Cgil presenta il suo libro all’università di Bari, ma il richiamo dell’ideologia è più forte di tutto: «Bisogna sciogliere i gruppi di estrema destra».

Ieri il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, è andato all’università di Bari a presentare il suo libro dal titolo Un’altra storia e non ha perso tempo per condire l’incontro con gli studenti con un po’ di politica. All’evento Landini ha in primis parlato della situazione lavorativa dei giovani italiani e dello stato di precarietà che li riguarda in larga parte. «Non possiamo accettare il lavoro che viene presentato oggi. Quando il lavoro è precario, quando il lavoro è sottopagato, quando il lavoro è nero, quello non è lavoro. E dobbiamo dire con chiarezza, siccome i giovani hanno davanti una prospettiva di precarietà perenne, non di precarietà di una vita, che è necessario batterci assieme per cambiare le leggi sbagliate, per affermare una cultura del lavoro e di fare impresa che sia fondata sulla qualità del lavoro e sulla loro intelligenza», ha detto.

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La sinistra già si prepara a sfasciare le città mentre il mondo ci guarda
Torino messa a ferro e fuoco dai militanti violenti di Askatasuna durante il corteo dello scorso 20 dicembre (Ansa)
A Milano surreale manifestazione anti Ice, a Torino Askatasuna pronta alla guerra. Arrivano le Olimpiadi e il circo rosso, con le sue coperture istituzionali, si attiva.

Holiday on Ice. Traballando sui pattini, la sinistra gruppettara si appresta a salutare le Olimpiadi italiane con il consueto spirito istituzionale e proattivo, animata dalla volontà di collaborare all’immagine positiva dell’Italia nel mondo. Programma: cortei, occupazioni, incendi, agguati, lacrimogeni, scioperi a sorpresa. Oggi a Milano e Torino vanno in scena le prove generali con due nobili motivazioni: impedire che Barney, Fred e John (i 3, diconsi tre, ufficiali dell’Ice, l’agenzia federale Usa) mettano piede in città e partecipare al gioco dello «sfascio libero» di Askatasuna.

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