Lo scandalo ha una sola soluzione: il deputato con gli stivali si dimetta
Aboubakar Soumahoro (Ansa)
L’astro cadente della sinistra sostiene che non si sarebbe candidato se avesse saputo dell’inchiesta. Ma nulla impedisce all’ex sindacalista di rinunciare al seggio. Il colore della pelle non c’entra, qui conta quello dei soldi.

«Se avessi saputo dell’inchiesta non mi sarei candidato». Così ha detto l’altra sera in tv l’astro cadente della sinistra italiana, Aboubakar Soumahoro. Nella difficile arte di arrampicarsi sugli specchi, il «paladino» dei migranti che Angelo Bonelli ha portato in Parlamento si è però dimenticato di spiegare che cosa gli impedisca oggi di rinunciare al seggio. Alla poltrona di onorevole non si è incatenati contro la propria volontà e qualora l’ex sindacalista ritenga davvero che la vicenda della cooperativa di famiglia sia una macchia sulla propria carriera politica, al punto che se l’avesse conosciuta in anticipo non si sarebbe candidato, beh ha sempre la possibilità di porre rimedio all’errore dimettendosi. Al contrario, il difensore degli ultimi e soprattutto di sé stesso, piange e si dispera, ma di lasciare un posto lautamente retribuito se ne guarda bene. Si autosospende dal partito, ma non dallo stipendio e dai benefit connessi all’esercizio del mandato.

Alle domande di Corrado Formigli, che gli chiedeva lumi su una faccenda su cui fino all’altroieri nessuno, tranne La Verità, aveva acceso la luce, ha risposto dicendo che tutto, dalle condizioni in cui erano tenuti gli extracomunitari alla montagna di soldi percepita dalla cooperativa di famiglia, è avvenuto a sua insaputa. Era da tempo che non ci capitava di sentire una simile giustificazione. Quando un ministro della Repubblica si lasciò sfuggire davanti alle telecamere una simile frase fu spellato vivo. Invece, Soumahoro continua a trovare il conforto della parte politica che lo ha portato in Parlamento. Angelo Bonelli si giustifica dicendo di aver fatto una leggerezza, dando retta ai radical chic dell’Espresso e di La 7, a candidare un esponente sindacale su cui non ha eseguito adeguate verifiche. Nicola Fratoianni, compagno di merende del leader verde, dice che Soumahoro si è autosospeso volontariamente, ovvero che non c’è stato bisogno neppure di chiedergli di mettersi in aspettativa. Anche qui sarà bene precisare: l’onorevole è in stand by solo nel partito, non dallo stipendio, che corre regolarmente.

Così, con la benevolenza della coppia rossoverde, l’astro cadente può continuare a frignare e a chiedere scusa da un social all’altro, da una trasmissione amica a un’altra ancor più amica. Anche lui, come Bonelli, sostiene di aver commesso una leggerezza, ma rivendica il diritto all’eleganza della consorte, dicendo che non trova nulla di male nel vestirsi alla moda. Ovvio, nessuno se la prende con la signora perché si fotografa con gli abiti firmati e ostenta un set di valigie Vuitton. Chiunque può indossare capi lussuosi, a patto però che li abbia pagati con soldi suoi, e invece il sospetto è che molti dei soldi incassati dalla cooperativa gestita dalla suocera, dal cognato e dalla moglie di Soumahoro per assistere i migranti, siano finiti nelle tasche sbagliate, lasciando gli extracomunitari al freddo e a bocca asciutta.

Chiariamo un altro fatto: qui non stiamo parlando di pocket money, cioè delle poche decine di euro che dovrebbero essere date ai migranti secondo la legge. No: in questo caso parliamo di milioni. Sarebbero 62 quelli ricevuti dal sistema gestito dalla suocera di Soumahoro e dei quali ora la Procura e il ministero stanno seguendo le tracce. Il sospetto è che una parte abbia preso una strada all’estero, finendo per finanziare un resort in Africa. Altri potrebbero essere stati impiegati per sostenere una vita lussuosa che si intravede dalle fotografie social. Soumahoro dice di non provare imbarazzo di fronte a quelle immagini. Noi un po’ sì. Pur avendone viste tante, pur avendo dovuto raccontare i risvolti di Mafia capitale, inchiesta che svelò come con i migranti si potessero fare più affari che con la droga, la vicenda ci ha lasciato di stucco. Così come a bocca aperta ci lascia il Soccorso rosso che giustifica tutto con il razzismo. Secondo l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, nessuno si sarebbe occupato di lui se Soumahoro non fosse stato ivoriano. Questione di pelle, insomma. In realtà, si tratta di una questione di soldi. E a denunciarne l’uso e l’abuso sono altri immigrati, uno dei quali ha raccontato di averne parlato proprio con il futuro onorevole, lamentandosi del comportamento della cooperativa. Che fece a questo punto Soumahoro? Si fidanzò con la figlia della signora che gestiva la cooperativa e i soldi. E adesso piange. Lacrime amare o di coccodrillo?

Da non perdere

Chi sogna i neri in Nazionale pensa da razzista
Pensiero unico

Chi sogna i neri in Nazionale pensa da razzista

Cazzullo, sul «Corriere», spinge la disastrata Italia del pallone a emulare la grande Francia innervata dai figli dell’immigrazione. Ma qui la retorica dell’inclusione cede alla discriminazione biologica: sfruttare la genetica degli atleti di colore per tornare al top.

L'editoriale

L’Europa ci ricatta sulle armi

Cresce il pressing per farci usare i fondi Safe della Ue: un modo per vincolarci a Bruxelles e imporci gli interessi di Germania e Francia nel settore. La Meloni a Berlino: «L’Unione ora deve prendersi le sue responsabilità in tema…

«I rimpatri adesso si fanno grazie a me»
L'editoriale

«I rimpatri adesso si fanno grazie a me»

Giorgia Meloni al «Giorno della Verità» torna sul caso Trump: «Sono rimasta colpita ma la politica non è “Temptation Island”: le relazioni con gli Usa non cambiano». Poi rivendica il suo ruolo nella Ue: «C’è una nuova maggioranza». Sulla pandemia:…

La caduta delle SS di sinistra
L'editoriale

La caduta delle SS di sinistra

Starmer si dimette, Sánchez è assediato: dopo la moglie a processo, il braccio destro condannato a 24 anni per corruzione. È il fallimento dei socialisti, che però l’Unione europea si ostina a non vedere: le politiche che ci impone sono…

Fa paura la sinistra, non Vannacci
L'editoriale

Fa paura la sinistra, non Vannacci

Da giorni l’attenzione della grande stampa è concentrata sul generale Vannacci, il nuovo pericolo nero. Strumentalmente i giornali passano al setaccio le idee e la squadra di Futuro nazionale nella speranza che, enfatizzando le notizie che riguardano il nuovo partito,…

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
L'editoriale

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il…