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2023-09-20
L’eterno rito della transumanza porta in dono i formaggi d’un tempo
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Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.
1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli.
2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.
3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.
4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.
Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.
1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.
2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione.
3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.
4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.
Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info.
Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena
L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
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Gli animali, vestiti di fiori e nastri colorati, scendono dalle montagne. E sfilano nei paesi, che accolgono i malgari dopo i mesi passati al pascolo. Un’occasione per provare i prodotti tipici, tra feste e sagre. Finita l’estate, inizia la bella stagione dell’enoturismo. Le escursioni, a piedio in bicicletta, e le visite guidate alle cantine seguono il tempo lento dell’uva. Lo speciale contiene due articoli. Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli. 2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione. 3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/leterno-rito-della-transumanza-2665701394.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="passeggiate-in-vigna-e-degustazioni-il-vino-si-riprende-la-scena" data-post-id="2665701394" data-published-at="1695233436" data-use-pagination="False"> Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
Il baritono Luca Salsi ci guida alla scoperta del genio di Giuseppe Verdi attraverso tre opere che lo vedono protagonista al Teatro alla Scala di Milano. Da Nabucodonosor, primo grande successo del Cigno di Busseto, al penultimo capolavoro, Otello. Un titolo attesissimo per l’inaugurazione della prossima stagione, il 7 dicembre 2026.
Un duello tra Lautaro Martinez e Scott McTominay durante Inter-Napoli della scorsa stagione (Getty Images)
A nemmeno due settimane di distanza dalla fine del campionato, la Serie A versione 2026/2027 ha già preso forma con la tradizionale compilazione del calendario. Per il secondo anno consecutivo il Teatro Regio di Parma, nell'ambito del Festival della Serie A, ha ospitato la cerimonia che ha svelato le 38 giornate della prossima stagione.
Il campionato scatterà nel weekend del 22-23 agosto e si concluderà il 29-30 maggio 2027. Confermato il calendario asimmetrico tra andata e ritorno, mentre la principale novità riguarda le soste per le nazionali: tra fine settembre e inizio ottobre ci sarà una pausa unica di due settimane consecutive, alle quali si aggiungeranno gli stop di novembre e marzo. Previsti inoltre due turni infrasettimanali, il 28 ottobre e il 6 gennaio, oltre alla sosta natalizia del 26 e 27 dicembre.
L'avvio propone subito partite interessanti e affatto banali. I campioni d'Italia dell'Inter debutteranno a San Siro contro il Monza, mentre Napoli e Juventus inizieranno entrambe in trasferta, rispettivamente a Genova e Frosinone. Impegno esterno anche per il Milan, atteso dal Torino, mentre la Roma riceverà la Fiorentina all'Olimpico. Per assistere ai primi incroci di alta classifica non bisognerà però aspettare molto. Già alla terza giornata il calendario mette di fronte Juventus e Milan da una parte, Inter e Napoli dall'altra. Un doppio confronto che potrebbe offrire indicazioni interessanti fin dalle prime settimane della stagione. Il primo derby della Madonnina è invece fissato alla decima giornata, il 1° novembre, nello stesso turno in cui andrà in scena anche Juventus-Napoli. Al termine del girone d'andata, alla diciannovesima giornata, spazio al primo Derby d'Italia con Inter-Juventus a San Siro.
Anche il ritorno si annuncia particolarmente intenso. Alla ventiduesima giornata si giocheranno Napoli-Inter e Milan-Juventus, mentre due settimane più tardi, nel weekend di San Valentino, il calendario propone un altro doppio appuntamento di cartello con Inter-Milan e Napoli-Juventus. Restano inoltre i vincoli legati agli impegni europei. Nelle giornate collocate tra due turni delle coppe Uefa le squadre impegnate in Champions League non potranno affrontare quelle partecipanti a Europa League e Conference League, una scelta pensata per distribuire in modo più equilibrato gli impegni durante la stagione.
Dietro la compilazione delle 38 giornate c'è stato ancora una volta il lavoro dell'algoritmo utilizzato dalla Lega Serie A, chiamato a gestire contemporaneamente decine di vincoli tra derby, alternanza casa-trasferta, soste per le nazionali, coppe europee e disponibilità degli impianti. Un supporto tecnologico ormai diventato centrale nella costruzione del calendario. Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha rivendicato la crescita dell'interesse attorno al campionato sottolineando: «Abbiamo avuto una capienza media negli stadi di 30.000 spettatori a partita. La prova che il pubblico ama ancora e molto il nostro campionato».
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Giuseppe Cossu e Roberto Saviano (Ansa)
Caro Roberto Saviano,
ho letto le tue parole sul grido “Decima” pronunciato dagli incursori della Marina Militare e sento il bisogno di scriverti da uomo che ha servito l’Italia in uniforme, in patria e all’estero, compreso l’Afghanistan. Non per polemica, ma per offrire un punto di vista che troppo spesso viene ignorato.
Chi ha indossato il basco degli incursori sa bene che la storia va conosciuta nella sua interezza, senza semplificazioni e senza sovrapposizioni che finiscono per cancellare fatti, uomini e tradizioni. Quando sento pronunciare il nome “Decima”, il mio pensiero non corre alla Repubblica Sociale Italiana né alle pagine più controverse della guerra civile italiana. Corre invece agli uomini della Decima Flottiglia MAS che, prima dell’8 settembre 1943, scrissero alcune delle pagine più straordinarie della storia militare italiana.
Parlo di marinai che operarono in condizioni estreme, di pionieri delle operazioni speciali subacquee, di uomini che con mezzi rudimentali ma con coraggio eccezionale riuscirono a colpire obiettivi ritenuti impossibili. Parlo di una tradizione professionale e militare riconosciuta e studiata ancora oggi da numerose marine del mondo. È da quella tradizione tecnica, operativa e umana che discendono gli attuali incursori della Marina Militare.
Quando pensiamo a quella storia, pensiamo al sacrificio di Teseo Tesei e di tanti altri uomini che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un esempio per ogni incursore. Pensiamo a chi ha dato la vita per compiere il proprio dovere, sapendo di andare incontro a una missione dalla quale forse non sarebbe tornato. Il loro esempio continua ancora oggi a essere fonte di motivazione nelle notti più dure dell’addestramento e delle operazioni.
Pensiamo anche alle radici più profonde dello spirito d’audacia della Marina italiana, a imprese come la Beffa di Buccari guidata da Gabriele D’Annunzio, episodi che hanno alimentato una tradizione fatta di coraggio, iniziativa e spirito di sacrificio. Sono queste le pagine che molti giovani militari studiano, insieme ai valori e ai principi tramandati dal reparto, trovando ispirazione per affrontare le sfide del servizio.
Ridurre tutto questo a una sola fase storica significa compiere un’operazione ingiusta nei confronti della verità. Significa ignorare che la Decima MAS esistette prima del 1943 e che proprio in quel periodo costruì la propria fama. Significa dimenticare uomini che servirono il loro Paese con disciplina e sacrificio in un contesto storico ben diverso da quello successivo all’armistizio.
C’è poi una domanda che mi pongo sinceramente: perché soltanto oggi questa tradizione viene presentata come un problema? Il grido “Decima” accompagna da sempre la storia e le tradizioni del reparto. Nel corso dei decenni si sono succeduti governi di ogni orientamento politico, presidenti della Repubblica, ministri della Difesa e vertici militari. Eppure nessuno ha mai ritenuto necessario trasformare questo elemento identitario in una battaglia ideologica.
Noi militari conosciamo il peso dei simboli. Proprio per questo sappiamo distinguerne le diverse fasi storiche. Nessuno pretende di cancellare le controversie che seguirono all’8 settembre. Ma allo stesso modo non si può accettare che un’intera tradizione venga identificata esclusivamente con una parte della sua storia, per quanto discussa essa sia.
Molti di coloro che oggi rivendicano l’eredità professionale degli incursori italiani hanno servito la Repubblica Italiana in missioni internazionali, spesso lontano dai riflettori. In Afghanistan, nei Balcani, in Iraq, nel Mediterraneo, nel Corno d’Africa e in numerosi altri teatri operativi, i militari italiani hanno operato per garantire sicurezza, stabilità e protezione delle popolazioni civili, spesso a rischio della propria vita.
Ho visto colleghi partire senza sapere se sarebbero tornati. Ho visto uomini lavorare per mesi lontano dalle famiglie, affrontando minacce concrete e quotidiane. Ho visto professionalità, umanità e spirito di servizio. E ho visto il rispetto che i militari italiani si sono guadagnati presso alleati e popolazioni locali grazie alla loro competenza e al loro equilibrio.
Quando un incursore richiama una tradizione militare, non necessariamente sta facendo una dichiarazione politica. Molto spesso sta rendendo omaggio a una storia professionale fatta di addestramento, sacrificio, fratellanza e servizio. È una differenza che chiunque affronti questi temi con onestà intellettuale dovrebbe sforzarsi di comprendere.
Se vi sono critiche da rivolgere a un governo, a una maggioranza politica o a una scelta istituzionale, esse appartengono legittimamente al dibattito democratico. Ma sarebbe auspicabile evitare che a farne le spese siano uomini che hanno dedicato la propria vita alla difesa della Patria e delle sue istituzioni. Militari che servono tutti gli italiani, senza distinzione di idee politiche, religione, origine o appartenenza sociale.
Le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate da personalità pubbliche. Per questo credo che sia importante distinguere tra la doverosa critica politica e il rispetto dovuto a chi serve lo Stato italiano. Le semplificazioni possono generare consenso immediato, ma raramente aiutano a comprendere la complessità della storia.
E forse, anziché soffermarsi esclusivamente sugli aspetti più controversi di quella vicenda, sarebbe utile raccontare anche le imprese che hanno reso celebre la Decima nel mondo: il coraggio di Teseo Tesei, le operazioni degli uomini d’assalto, l’innovazione tecnica, il sacrificio e la dedizione di chi ha aperto la strada alle moderne forze speciali. Sarebbe una storia capace di offrire ai nostri giovani esempi di determinazione, spirito di servizio e amore per il proprio Paese.
Non ti chiedo di condividere questa sensibilità. Ti chiedo soltanto di considerare che dietro quel nome, per molti militari, non vi è nostalgia ideologica, bensì il ricordo di una tradizione operativa che appartiene alla storia della Marina italiana e che ha contribuito a costruire l’eccellenza delle nostre forze speciali.
La storia, quando viene letta tutta intera, è sempre più complessa degli slogan. E il rispetto per chi ha servito e serve il proprio Paese dovrebbe essere un terreno comune, al di là delle differenze di opinione.
Con rispetto.
Giuseppe Cossu, Incursore in congedo della Marina Militare italiana.
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