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2023-09-20
L’eterno rito della transumanza porta in dono i formaggi d’un tempo
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Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.
1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli.
2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.
3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.
4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.
Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.
1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.
2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione.
3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.
4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.
Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info.
Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena
L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
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Gli animali, vestiti di fiori e nastri colorati, scendono dalle montagne. E sfilano nei paesi, che accolgono i malgari dopo i mesi passati al pascolo. Un’occasione per provare i prodotti tipici, tra feste e sagre. Finita l’estate, inizia la bella stagione dell’enoturismo. Le escursioni, a piedio in bicicletta, e le visite guidate alle cantine seguono il tempo lento dell’uva. Lo speciale contiene due articoli. Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli. 2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione. 3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/leterno-rito-della-transumanza-2665701394.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="passeggiate-in-vigna-e-degustazioni-il-vino-si-riprende-la-scena" data-post-id="2665701394" data-published-at="1695233436" data-use-pagination="False"> Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
Silvia Salis (Getty Images)
«A Rimini», racconta Massimo Cortesi, responsabile della comunicazione dell’Associazione nazionale Alpini e direttore del mensile nazionale L’Alpino, «siamo stati preceduti da alcuni manifesti che dicevano: “Alpino molesto se mi tocchi ti calpesto”. È in quell’occasione che, per la prima volta, siamo stati travolti da accuse di questo tipo. Tutti hanno raccontato quello che alcuni di noi avrebbero fatto quella volta, ma nessuno, o quasi, ha detto che poi abbiamo creato un sito contro le molestie e prodotto un manuale di consapevolezza. Rigettiamo ogni tipo di comportamento scorretto nei confronti delle donne. Questo genere di cose non ha nulla a che fare con noi».
Stesso copione anche a Genova, dove si terrà la prossima adunata. Non una di meno ha subito pubblicato dei post contro le penne nere, paragonandoli a dei molestatori che coltivano la cultura machista. «Si tratta di un movimento che esiste solo online, senza segreteria e senza un vero e proprio consiglio», prosegue Cortesi. «Ci aveva già preso di mira durante l’adunata del 2018 a Trento». Polemica chiusa, quindi. Anche se il responsabile comunicazione dell’Ana ci tiene ad aggiungere: «Avere come bersaglio la nostra associazione è l’ideale perché abbiamo un’immagine molto positiva. Sparare sugli alpini provoca sempre molto rumore». Cortesi precisa poi una cosa: «Capisco che i genovesi siano a disagio per il fatto che siano state chiuse le scuole e i parchi, ma è una decisione che ha preso il Comune, senza che noi facessimo alcuna richiesta in questo senso. Lo ripeto: capisco che le famiglie potranno risentire della nostra presenza perché hanno i bambini a casa per due giorni. Lo comprendo. Ma non è né una decisione né una richiesta fatta dagli alpini». Anzi... Con un certo orgoglio, Cortesi ricorda un fatto: «Nel 2019, durante l’adunata di Milano, il sindaco Beppe Sala ci chiese quando saremmo tornati visto che avevamo lasciato i parchi in cui eravamo stati meglio di come li avevamo trovati».
A Genova però non è così. A dominare, almeno per il momento, sono le polemiche. Del resto la richiesta di ospitare l’adunata dell’Associazione nazionale Alpini era stata fatta tanto tempo fa, quando il sindaco era un altro, Marco Bucci, certamente più vicino al sentire degli Alpini rispetto a Silvia Salis. «Ai cittadini che protestano per i disagi», precisa Cortesi, «bisogna ricordare che l’adunata a Genova è stata chiesta certamente dalla nostra sezione locale, ma anche dal Comune e dalla Regione. E che portiamo sempre un introito significativo nelle casse delle città in cui passiamo. Mi sorprende che», prosegue poi il responsabile della comunicazione dell’Ana, «il Comune abbia celebrato il 25 aprile e poi abbia voltato le spalle agli Alpini, a cui sono state concesse 62 medaglie al valor militare durante la Resistenza. Non è una critica, ma bisogna dire che il confronto politico è scaduto. Gli interessi di una parte, in questo caso, sono prevalsi sull’oggettività».
Anche perché su queste adunate c’è un grande errore di fondo. Spesso si pensa che abbiano a che fare con il mondo militare o, peggio ancora, con la guerra. Ma non è così. L’Associazione nazionale alpini ha come obiettivo, grazie ai suoi volontari, quello di assistere chi si trova in difficoltà. Certo, l’Ana è una associazione di volontari che hanno in comune l’aver prestato servizio di leva nei reparti alpini, ma che poi hanno continuato tutta la vita in professioni diverse, in ogni campo. Che più che alla guerra pensano alla pace. Del resto, i motti delle ultime adunate sono stati «Il sogno di pace degli alpini» e «Alpini portatori di pace». Quest’anno invece il motto dell’adunata sarà «Un faro per il futuro d’Italia». Anche in questo caso i conflitti non c’entrano: «Vogliamo puntare su solidarietà, condivisione e disponibilità nei confronti degli altri. Come associazione nazionale alpini facciamo memoria degli uomini travolti dalle guerre, quindi delle vittime. Uno dei nostri motti è: “Noi onoriamo i morti aiutando i vivi”. Realizziamo opere a favore di tutti. Dove c’è un’emergenza arriviamo. Abbiamo fatto strutture in tutto il mondo per aiutare le persone», spiega Cortesi.
C’è poi un’altra questione, quella delle polemiche relative alla richiesta dell’Ana di Udine di evitare che la sfilata degli alpini fosse in concomitanza con il gay pride: «La sezione lo ha chiesto perché sono due manifestazioni talmente diverse che sarebbe meglio farle in giorni diversi. Udine non è una città assediata dagli eventi e quindi ci sono date e spazi per tutti».
Sia come sia, un fatto è certo: gli alpini piacciono a gran parte degli italiani. Sia perché ne riconoscono il valore nelle emergenze, sia perché guardando a quelle penne nere si ricordano dei giovani costretti a stare per anni in montagna, senza nulla con sé. Con solo qualche canto malinconico che racconta di ragazze perdute e di una guerra che non volevano fare. O della campagna di Russia, da cui i più non ritornarono, per parafrasare il titolo di un bel libro di Eugenio Corti. O di capitani che chiedevano che il loro corpo venisse spartito. Un po’ alla patria e al battaglione, un po’ alla mamma e al primo amore. E, infine, alle montagne «Ché lo fioriscano di rose e fior».
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Friedrich Merz e Donald Trump (Ansa)
Non solo. Il presidente americano sarebbe anche pronto a ricorrere a una pressione di natura militare. Secondo Axios, Centcom avrebbe infatti preparato dei piani per possibili attacchi «brevi e incisivi» contro obiettivi del regime: attacchi che l’inquilino della Casa Bianca potrebbe decidere di ordinare per indebolire la posizione negoziale di Teheran. In particolare, tra le opzioni sul tavolo, ci sarebbe anche la conquista di alcune parti dello Stretto di Hormuz, nonché l’invio di soldati sul terreno per sequestrare le scorte di uranio arricchito iraniano.
In questo quadro, secondo il Wall Street Journal, il Dipartimento di Stato americano starebbe cercando di creare una nuova coalizione internazionale per rendere navigabile lo Stretto: non è del resto un mistero che lo stallo nei negoziati ruoti attorno al destino di Hormuz e all’uranio arricchito di Teheran. Proprio su quest’ultimo punto è infatti intervenuta, in una dichiarazione scritta, la Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. «Novanta milioni di iraniani orgogliosi e onorevoli, dentro e fuori dal Paese, considerano tutte le capacità dell’Iran, siano esse identitarie, spirituali, umane, scientifiche, industriali e tecnologiche - dalle nanotecnologie e biotecnologie alle capacità nucleari e missilistiche - come beni nazionali e le proteggeranno così come proteggono le acque, la terra e lo spazio aereo del Paese», si legge nel comunicato dell’ayatollah.
Parole, quelle di Khamenei, che rischiano di allontanare ancora di più la possibilità di un accordo. Ricordiamo che, secondo la Cnn, i negoziatori iraniani starebbero lavorando a una proposta di pace «rivista», dopo che Trump aveva escluso di raggiungere intese, senza affrontare fin da subito la spinosa questione nucleare. Non è del resto un mistero che il regime khomeinista sia internamente spaccato tra un’ala aperta alla diplomazia e un’altra che, legata ai pasdaran, preme per la linea dura nei confronti degli Usa. Una debolezza, quella iraniana, che si ripercuote paradossalmente sulla Casa Bianca. Le spaccature in seno ai vertici di Teheran stanno infatti allungando i tempi, mentre Trump ha necessità di chiudere il conflitto e di vedere Hormuz riaperto per abbassare il prezzo dell’energia e rafforzare così il Partito repubblicano in vista delle Midterm novembrine.
Inoltre, secondo la Cnn, al costo del conflitto in corso (che, secondo il Pentagono, si aggirerebbe finora attorno ai 25 miliardi di dollari) andrebbero aggiunti gli esborsi che saranno necessari per riparare le basi americane colpite in Medio Oriente. In tal senso, la testata ha riferito che la stima reale delle spese complessive si aggirerebbe attualmente attorno ai 45 miliardi di dollari. Il fattore tempo è quindi cruciale. Trump scommette sul fatto che, a suon di pressione economica e militare, l’Iran ceda rapidamente, per poi accettare di sedersi al tavolo negoziale con meno pretese. Tuttavia, il successo di questa scommessa dipende dall’eventualità che l’ala dialogante del regime riesca ad avere il sopravvento su quella delle Guardie della rivoluzione: uno scenario, questo, che, al momento, è tutt’altro che certo.
Nel frattempo, il presidente americano si sta mostrando sempre più innervosito da Friedrich Merz, che ha recentemente criticato la gestione della crisi iraniana da parte di Washington. «Il cancelliere tedesco dovrebbe dedicare più tempo a porre fine alla guerra con Russia e Ucraina (dove si è dimostrato totalmente inefficace!) e a risanare il suo Paese in rovina, soprattutto in materia di immigrazione ed energia, e meno tempo a interferire con coloro che si stanno adoperando per eliminare la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il mondo, Germania compresa, un luogo più sicuro», ha affermato ieri Trump, aprendo inoltre alla possibilità di ridurre le truppe statunitensi di stanza in territorio tedesco. Merz, dal canto suo, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sostenendo che «la partnership transatlantica ci sta particolarmente a cuore». Il cancelliere ha inoltre affermato che Berlino starebbe contribuendo agli sforzi per riaprire Hormuz.
In tutto questo, ha parlato della crisi iraniana anche il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. «Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in coordinamento con il primo ministro Benjamin Netanyahu, sta guidando gli sforzi per raggiungere gli obiettivi della campagna», ha affermato, per poi aggiungere: «Sosteniamo questo sforzo e stiamo fornendo il supporto necessario, ma è possibile che presto dovremo intervenire nuovamente per garantire il raggiungimento di questi obiettivi». In particolare, secondo Channel 12, lo Stato ebraico si starebbe preparando a riprendere le ostilità, ritenendo che il processo diplomatico tra Washington e Teheran possa naufragare all’inizio della prossima settimana. Non è del resto un mistero che Israele abbia sempre guardato con una certa freddezza al cessate il fuoco tra Usa e Iran. Dall’altra parte, è JD Vance la figura che, in seno all’amministrazione americana, resta maggiormente propensa a una soluzione diplomatica.
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Sergio Mattarella (Ansa)
Bisogna «cooperare con i governi dei paesi di origine» e in questo ambito «si colloca il piano Mattei, varato e sviluppato dal governo», ha detto il capo dello Stato, in visita alla Piaggio di Pontedera per celebrare il Primo maggio.
Un messaggio di pace e distensione verso Palazzo Chigi, dopo una settimana folle, in cui «la grazia del presidente» prevista dalla Costituzione, è diventata l’ennesima disgrazia del ministro della giustizia.
La serenità di Nicole Minetti, ex consigliere regionale della Lombardia tra le fila del Pdl, non era esattamente in testa alle priorità di Fratelli d’Italia, della Lega, di Giorgia Meloni o di Carlo Nordio. Sarebbe bastata questa elementare considerazione per capire che quel provvedimento di grazia individuale non era farina del sacco del governo. Invece, la lettura dello scandalo accreditata da gran parte dei giornali era quasi ribaltata. Con Repubblica che martedì sparava in prima pagina: «Grazia a Minetti. Il Quirinale contro Nordio».
Veleni romani? Forse a volte basta uscire un po’ dal Palazzo e allora ieri Mattarella è andato a Pontedera, in visita alla Piaggio, e nell’auditorium aziendale ha tenuto un discorso in occasione della Festa dei lavoratori. Visitare la Piaggio della famiglia Colaninno è sempre un piacere per chi ha a cuore il tricolore. È rimasta un’azienda italiana, famosa in tutto il mondo per i suoi scooter, (un misto di tecnica e design) ed è sopravvissuta alla stagione dei saldi di John Elkann semplicemente perché gli Agnelli la fecero fuori già nel 1999.
Mattarella ieri ha seguito il consueto canovaccio da Primo maggio, ovvero ha sottolineato l’importanza della «dignità del lavoro» e, di fronte al ministro Marina Calderone, ha ricordato l’importanza di impiegare più donne e giovani. Non è mancato il richiamo all’importanza della sicurezza, con il presidente che ha osservato come «oltre mille vite spezzate sul lavoro o in itinere all’anno» siano «un tributo inaccettabile».
Il passaggio più imprevisto è stato sull’immigrazione. «Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero», ha ricordato Mattarella, ma «sono più di quelli che vengono in Italia» e «nell’interesse del Paese questa tendenza va invertita». Raramente l’inquilino del Colle è stato così netto, sul tema. Non solo, ma dopo aver riconosciuto che «il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa», ha ammesso che «le nostre società si devono misurare con questi problemi (calo demografico e carenza di mano d’opera, ndr) usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine». Dopo di che, la caramella per l’esecutivo: «In questo ambito si colloca il piano Mattei per l’Africa, varato e sviluppato dal doverno». Con una grazia a Marcello Dell’Utri, forse arriverebbe anche la benedizione presidenziale alla remigrazione.
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