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2023-09-20
L’eterno rito della transumanza porta in dono i formaggi d’un tempo
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Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.
1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli.
2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.
3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.
4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.
Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.
1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.
2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione.
3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.
4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.
Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info.
Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena
L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
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Gli animali, vestiti di fiori e nastri colorati, scendono dalle montagne. E sfilano nei paesi, che accolgono i malgari dopo i mesi passati al pascolo. Un’occasione per provare i prodotti tipici, tra feste e sagre. Finita l’estate, inizia la bella stagione dell’enoturismo. Le escursioni, a piedio in bicicletta, e le visite guidate alle cantine seguono il tempo lento dell’uva. Lo speciale contiene due articoli. Significa transumanza o, più precisamente, discesa dalla montagna, ma la desmontegada è molto di più. In Trentino Alto Adige è una tradizione consolidata, che non si traduce solo nel percorso degli animali dai pascoli alle valli, ma in una ritualità che coinvolge abitanti e turisti. Sì, perché ogni fine estate le mandrie e le greggi vengono riaccompagnate in pompa magna alle loro stalle dopo aver trascorso tutta la bella stagione a pascolare. Questa azione dal fascino bucolico è un vero e proprio evento per gli abitanti delle valli dolomitiche: bovini, ovini ed equini, «vestiti» di fiori e nastri colorati, sfilano insieme ai malgari, che per l’occasione indossano i loro abiti tradizionali. Oltre ai loro animali, gli allevatori portano con sé anche gli ottimi formaggi prodotti nelle malghe e caratterizzati dal colore giallo oro e dall’aroma inconfondibile. Quello dei campanacci è invece il suono che fa da sfondo ai cortei, manifestazione della gratitudine popolare nei confronti della natura generosa di questa regione. Così, ancor prima che inizi l’autunno, con i primissimi freddi di fine stagione, i paesi celebrano il loro legame con gli animali, compagni di una vita quotidiana caratterizzata dal lavoro. Ecco le date da segnare in agenda.1 Gran Festa del Desmontegar: 21-24 settembre. Quattro giorni di festa ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio Unesco dal 2009. Siamo nel comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento). Tra gli appuntamenti della quattro giorni segnaliamo la tradizionale mostra-concorso bovina a Fiera di Primiero (dove ammirare anche i cavalli Nariker e dolci Avelignesi), la passeggiata guidata «En Dì al Maso» attraverso i masi e i prati della Valle del Vanoi e la vera e propria desmontegada: il corteo parte il 24 da Siror, attraversa Fiera di Primiero e Transacqua e si conclude a Tonadico tra musica e balli. 2 San Matè - Descargar la malga: 24 settembre. È nella giornata di San Matè (San Matteo) che le mucche tornano nelle stalle di Saccone di Brentonico. Una manifestazione che coinvolge anche i più piccoli: a loro sono dedicati diversi laboratori e un percorso sensoriale ad hoc. A proposito di percorsi, quest’anno ne è previsto anche uno storico, che parte dal paese e raggiunge l’osservatorio della prima guerra mondiale in località Cornalè.3 Arrivo della Desmalghjada: 24 settembre. Sempre il 24 la desmalghjada (o desmalgada, altri termini per dire transumanza) viene celebrata anche a Rabbi (Trento). Un’occasione unica per tutti i buongustai, visto che le malghe della zona saranno aperte al pubblico, per degustare i prodotti locali tra mucche vestite a festa e musiche tradizionali.4 Festival del Gusto & Desmontegada de le Vache: 29 settembre - 1 ottobre. Si tiene a Predazzo (Trento), considerato il giardino geologico delle Alpi: siamo in Val di Fiemme e la desmontegada de le vache è l’evento clou della tre giorni, per il resto caratterizzata da folklore, musica e spettacoli.Al di là delle desmontegade, settembre è anche il mese del formaggio, onorato in diverse occasioni.1 Cheese FestiVal di Sole: 2-25 settembre. Al centro il Casolèt, formaggio simbolo di questa valle. Il suo nome proviene dal latino caseolus, che significa piccolo formaggio, che da popolare è divenuto un prodotto di nicchia. Diversi gli eventi a corredo: per scoprirli tutti: visitvaldisole.it.2 Dì del Formai: 22 settembre. A Tonadico, presso Palazzo Scopoli, esperienze immersive e sensoriali celebrano il legame tra il territorio e il suo «oro bianco». Necessaria la prenotazione. 3 Degustazione di formaggi tipici trentini: 2-30 settembre. È Levico Terme, bellissimo comune termale della Valsugana, a riassumere la bontà di tutti i formaggi della regione ogni sabato pomeriggio di settembre, dalle 17.30 alle 19. Il ritrovo è presso il Ponte dei Sapori, ma anche in questo caso è indispensabile la prenotazione. Basta chiamare il numero 347.9397232.4 Formai dal Mont: 11-12 novembre. La frazione di Ville d’Anaunia sarà la sede di Formai dal Mont, rassegna che mette in primo piano i formaggi di malga della Val di Non, della Val di Sole e dell’Altopiano della Paganella. Una giuria di esperti voterà il miglior formaggio fresco e stagionato, ma anche i partecipanti potranno dire la loro. Anche in questo caso sono previste diverse attività per i bambini, oltre che visite guidate a Castel Valér e a Castel Nanno.Per approfondire e trovare tutte le informazioni: Visittrentino.info. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/leterno-rito-della-transumanza-2665701394.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="passeggiate-in-vigna-e-degustazioni-il-vino-si-riprende-la-scena" data-post-id="2665701394" data-published-at="1695233436" data-use-pagination="False"> Passeggiate in vigna e degustazioni: il vino si riprende la scena L’estate è definita la bella stagione, ma altrettanto bella è la sua fine, che in Trentino Alto Adige assume forme, sapori e colori del tutto peculiari. Dal giallo oro dei prodotti caseari si passa al bianco e al nero dell’uva, al centro dei riti legati alla vendemmia e poi protagonista di degustazioni ed eventi. Una volta maturata, l’uva diviene infatti oggetto di celebrazioni che si svolgono tra strade e cantine di borghi e città, che vedono aggirarsi, goderecci e felici, gli amanti dell’enoturismo. Alla base della gioia popolare, la fatica di un lavoro che, in Trentino Alto Adige, produce frutti tangibili e gustosi. Al variare del terroir e persino della mano del vignaiolo variano anche le sfumature olfattive e gustative, tutte da scoprire tra ottobre e novembre. È un modo lento di viaggiare, l’enoturismo, perché è come se volesse seguire con complicità i tempi della macerazione e della fermentazione dei mosti, che solo alla fine, dopo una lunga attesa, si trasformano nel nettare degli dei.Si parte il 7 ottobre con il Wine Trekking Gourmet, passeggiata di lusso ideata dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi con la partecipazione dei ristoratori della Val di Fiemme: 5 chilometri da percorrere immersi tra i colori dell’autunno, degustando piatti di livello (come la polentina soffice di pannocchie arrostite), accompagnati da spumanti, vini e grappe del Consorzio Cembrani Doc. Per partecipare è necessaria la prenotazione, chiamando il 393.5503104 o scrivendo a info@cembranidoc.it. Il tour enogastronomico si inserisce all’interno di Dolo-Vini-Miti: il festival dei vini verticali, settimana dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna (6-15 ottobre).Sempre il 7 ottobre si svolge il Wine Trekking d’autunno, in una Val di Non ammantata dai colori caldi della stagione. Durante l’escursione, presso la Cantina LasteRosse di Romallo di Novella, gli enoturisti possono testare il Groppello, eroico vino locale. Sabato 11 novembre, nella medesima cantina, entra in scena Tortel&Gropel, evento dedicato al vino nuovo e al tortel di patate, un classico della cucina trentina. Per prendere parte al wine trekking o all’evento, chiedere di Silvia al numero di telefono 347.4039376 o scrivere a info@lasterosse.it.Reboro Territorio & Passione è invece una serie di eventi dedicati al vino Reboro e al suo vitigno: il Rebo. Il 27 e 28 ottobre si tengono, in diverse località della Valle dei Laghi, un convegno, una degustazione, visite in cantina e una cena in collaborazione con lo chef stellato Peter Brunel. Occasioni perfette per conoscere questo interessante rosso d’appassimento, favorito dal vento Ora del Garda. Per info: 0461.864116 o info@vinosantotrentino.it.La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino propone invece l’unione di degustazioni e bicicletta, in questo caso tra i vigneti di Marzemino (vino decantato nel Don Giovanni di Mozart). Taste&Bike in Vallagarina: si imbocca la ciclabile a Trento in direzione Rovereto e si torna a Trento. In mezzo diverse pause enogastronomiche. Per info: 0461.921863.Un’altra Wine Top Experience è la serie di degustazioni organizzata nella Piana Rotaliana, terra del Teroldego Doc: in autunno si può assaporare questo vino facendo esperienze non convenzionali, come una cena in vigna. Per rimanere aggiornati basta consultare il sito www.pianarotaliana.it. Se si ama lo sport si può sempre optare per una pedalata di 50 chilometri tra la Piana Rotaliana e le colline Avisiane: Giro del Vino 50 tocca i sei borghi del territorio, separati da vigneti color oro, con degli stop in aziende vitivinicole di pregio. Tutte le informazioni su www.girodelvino50.it. Si può persino dormire in cantina, se non in botte: a proporlo sono diversi agriturismi e masi, pubblicati sul sito di Visit Trentino. E ancora: cooking show, aperitivi gourmet, feste dedicate e trekking guidati in boschi e vigneti sono al centro di DivinOttobre, rassegna che si tiene tutti i weekend del mese tra cantine, aziende agricole, ristoranti e agriturismi. Info: 0461.921863 e www.tastetrentino.it. Infine, Simposio Top Wine 2950, un’esperienza da brividi: il 14 ottobre, presso la terrazza del Rifugio Maria, (Passo Pordoi - Canazei, Trento), c’è la possibilità di provare i migliori bianchi, rossi, rosé e spumanti a quasi 3.000 metri di altezza. Maggiori informazioni sul sito www.fassa.com.
Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)
Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall’uranio, più autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l’Europa resta in bilico sul nucleare.
Per anni il programma nucleare indiano è stato descritto come ambizioso, autonomo e spesso lento. È una lettura superficiale. In realtà, Nuova Delhi ha seguito una traiettoria coerente, costruita attorno a vincoli strutturali, indipendenza tecnologica e autonomia strategica. Ciò che sta prendendo forma a Kalpakkam rappresenta il punto di arrivo di questa strategia.
Il progresso del reattore veloce autofertilizzante sviluppato presso l’Indira Gandhi Centre for Atomic Research non è un semplice incremento di capacità energetica. È il passaggio decisivo verso un modello nucleare concepito per superare i limiti strutturali dell’India.
L’India non dispone di grandi riserve di uranio. Possiede invece torio in abbondanza. Da qui nasce la logica del programma nucleare a tre fasi: prima i reattori ad acqua pesante, poi i reattori autofertilizzanti, infine un ciclo basato sul torio.
Kalpakkam si colloca esattamente in questo snodo.
Il reattore veloce consente di produrre più materiale fissile di quanto ne consumi. In altri termini, crea il presupposto per rendere sostenibile un sistema energetico nucleare nel lungo periodo. Non è un progresso incrementale, ma una trasformazione strutturale.
La tecnologia dei reattori veloci è complessa e costosa. Molti Paesi l’hanno abbandonata perché potevano contare su abbondanti risorse di uranio. L’India no.
Il fatto che Nuova Delhi sia arrivata a questo punto con capacità prevalentemente indigene segnala tre elementi. Una maturazione industriale. L’India è oggi tra i pochi Paesi in grado di gestire l’intero ciclo di tecnologie nucleari avanzate. Una ridefinizione della sicurezza energetica. I reattori autofertilizzanti estendono drasticamente la disponibilità di combustibile. Un’affermazione di sovranità tecnologica. Dopo decenni di restrizioni e regimi di controllo, il Paese dimostra di poter sviluppare autonomamente tecnologie critiche.
Il significato di Kalpakkam si comprende pienamente se inserito nel contesto del rapporto con gli Stati Uniti. L’accordo nucleare civile del 2008 ha posto fine all’isolamento tecnologico dell’India, aprendo l’accesso ai mercati internazionali. Eppure Nuova Delhi ha scelto di non abbandonare il proprio percorso.
Kalpakkam dimostra che l’India non è un semplice acquirente di tecnologia occidentale, ma un attore con una propria traiettoria. Questo rafforza la sua posizione negoziale. Nei confronti di Washington, l’India si presenta come partner, non come dipendente.
In Europa, e in particolare in Italia, il nucleare torna lentamente al centro del dibattito. Anni di dipendenza dal gas importato e shock energetici hanno cambiato il quadro. L’Italia ha rinunciato al nucleare, ma resta esposta ai flussi energetici esterni. Il tema non è più ideologico. È strategico.
Kalpakkam evidenzia un contrasto netto. Mentre l’Europa discute se rientrare nel nucleare, l’India è prossima a completare una fase avanzata del proprio programma. Non si tratta di replicare il modello indiano, ma di cogliere una lezione: la sicurezza energetica richiede visione di lungo periodo e continuità politica.
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti più vulnerabili del sistema energetico globale. Qualsiasi tensione in quell’area si traduce immediatamente in volatilità dei prezzi e instabilità. Gli shock recenti lo hanno dimostrato.
In questo contesto il nucleare cambia natura. Non è solo una fonte a basse emissioni. È uno strumento di stabilità strategica.
Kalpakkam riduce l’esposizione dell’India a queste vulnerabilità. Estendendo il ciclo del combustibile e limitando la dipendenza da importazioni, rafforza la resilienza del sistema energetico.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il messaggio è chiaro. Un sistema energetico fondato su dipendenze esterne è intrinsecamente fragile. Diversificare non basta. Serve costruire capacità interne.
Kalpakkam non è un evento spettacolare. Non produce l’impatto simbolico di un accordo o di un lancio. È il risultato di una strategia coerente, perseguita per decenni. Pochi Paesi riescono a mantenere una tale continuità nelle politiche tecnologiche.
Restano sfide. I reattori veloci richiedono disciplina operativa e investimenti. Ma si tratta di problemi legati alla fase di consolidamento, non di incertezza.
Kalpakkam segna il passaggio da un programma nucleare promettente a una capacità strutturale. In un contesto globale segnato da rotte energetiche fragili, competizione geopolitica e shock ricorrenti, questa capacità assume un valore che va ben oltre la produzione di energia. È una leva strategica.
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Il cambio di passo politico è evidente. Con il governo Merz, Berlino ha avviato una revisione profonda del proprio paradigma, approvando un piano straordinario su difesa e infrastrutture che rompe con decenni di rigore fiscale. Tuttavia, la traiettoria macro resta fragile: crescita del Pil ridimensionata allo 0,5% e margini fiscali a rischio dispersione, come segnalato dalla Bundesbank. Anche sul fronte corporate, le aspettative si sono raffreddate: la crescita degli utili attesa per il 2026 è scesa dal 20% al 12%. Il mercato azionario riflette una frattura interna: l’indice Dax, trainato da multinazionali globali, ha sovraperformato nettamente l’Mdax, espressione dell’economia domestica. Secondo Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, «il divario tra Dax e Mdax è la prova della crisi profonda. Mentre alcuni giganti si salvano grazie all’export extra-Ue, molte medie imprese sono schiacciate da burocrazia, tassi di interesse elevati e un euro troppo forte per un’economia in stagnazione».
Il nodo più critico resta l’automotive. Colossi come Volkswagen e Bmw stanno perdendo terreno rispetto ai competitor cinesi nell’elettrico, dove il vantaggio tecnologico e di scala è ormai evidente. In parallelo, settori legati alla nuova politica industriale mostrano dinamiche opposte: Rheinmetall e Hochtief hanno registrato performance straordinarie, così come Siemens Energy, spinta dal ciclo globale dell’elettrificazione. Sul piano strutturale, la riforma più sottovalutata riguarda il risparmio previdenziale. Il superamento del modello Riester introduce una svolta: maggiore esposizione ad asset rischiosi e apertura a Etf e azioni. La «Frühstart-Rente» segna un tentativo di finanziarizzazione diffusa del risparmio. «Perché gli analisti guardano con interesse a questa mossa? Perché si passa da un risparmio “morto”», spiega Gaziano, «a un afflusso di capitali potenzialmente fresco e ricorrente verso il mercato azionario. È un cambiamento anche culturale: lo Stato tedesco spinge i cittadini a diventare azionisti e, come accade in Francia o Gran Bretagna, consente di usare gli Etf per farsi la pensione. Roba che in Italia sembra fantascienza, visti gli interessi in campo di banche e reti e governi di tutti i colori che si preoccupano più di compiacere le lobby del settore piuttosto che favorire gli interessi dei risparmiatori».
Le implicazioni per l’asset management sono rilevanti. Player come Dws Group e Amundi, insieme a gruppi assicurativi come Allianz, sono posizionati per intercettare nuovi flussi. E così è anche Deutsche Borse, con un modello di business anti-fragile.
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Stalin (Ansa)
Secondo l’interpretazione dello storico Alain Besançon, il comunismo non può essere ridotto a semplice alleato contingente del nazismo, ma ne rappresenta piuttosto una sorta di «gemello eterozigote»: due sistemi diversi nelle forme e nelle giustificazioni ideologiche, ma accomunati da una radice totalitaria e da una simile concezione del potere assoluto. Come gli Horcrux custodiscono frammenti di un’anima corrotta, così alcune ideologie del Novecento hanno disseminato nel tempo e nello spazio elementi persistenti di violenza, repressione e negazione dell’individuo e antisemitismo camuffato da compassione selettiva. Anche quando una di queste forme storiche è crollata, i suoi presupposti o le sue conseguenze hanno continuato a riemergere in contesti diversi, trasformandosi e adattandosi.
L’analogia non va presa alla lettera, ma aiuta a visualizzare la capacità di certe strutture ideologiche di sopravvivere alla propria apparente sconfitta. In questa prospettiva, il rapporto tra nazismo e comunismo non è solo quello di due finti nemici storici, ma di due veri alleati: i due sistemi che si sono spartiti la Polonia come un panino, che hanno condannato a morte tutti gli ebrei che erano scappati in Unione Sovietica, che hanno permesso al Terzo Reich le guerre lampo grazie alle forniture di materie prime che arrivavano sottocosto da Stalin. Pur contrapponendosi, hanno condiviso tratti profondi: il controllo totale della società, la soppressione del dissenso, l’uso sistematico della paura. Definirli «gemelli» significa riconoscere che entrambi hanno incarnato, in modi diversi, una stessa deriva del pensiero politico moderno. Così, come nel mondo narrativo gli Horcrux rendono difficile la sconfitta definitiva del male, nella storia reale certe idee e pratiche continuano a lasciare tracce, richiedendo uno sforzo costante di comprensione critica e vigilanza per impedirne il ritorno sotto nuove forme.
Una delle forme di ritorno del nazifascismo è l’antifascismo. La liberazione celebrata il 25 aprile fu un’occupazione militare in conseguenza a una guerra persa. La guerra la fece, la cominciò, la dichiarò l’Italia che con poche eccezioni era entusiasticamente fascista. Il fascismo permetteva di dividere tra noi, buoni, e loro, cattivi. Permetteva di insultare, permetteva di disprezzare. Era pura e gratuita arroganza. Permetteva di uccidere impunemente, per esempio Matteotti. Il 25 aprile pomeriggio tutti furono antifascisti. L’antifascismo era semplicemente arroganza, divideva tra noi e loro, noi e buoni e loro cattivi, permetteva impunemente di uccidere, per esempio il filosofo Gentile. Il fascismo fu un fenomeno ripugnante. L’antifascismo ha ancora una dignità o è ormai un fenomeno ripugnante? I conti mai fatti con il sangue dei vinti, l’incapacità a condannare il comunismo, firmatario del patto Ribbentrop-Molotov, dittatura atroce e senza giustificazioni, le distanze mai prese dal terrorismo rosso, l’affetto mai rinnegato per il terrorismo palestinese rendono l’antifascismo uno dei contenitori grazie al quale l’anima frammentata del mostro traversa i decenni, speriamo non i secoli. Che i morti seppelliscano i morti. I sette fratelli Govoni massacrati nella seconda strage di Cento possono seppellire i sette fratelli Cervi?
La Costituzione nata con l’antifascismo non è anticomunista. Non ha evitato scempi come per esempio via Lenin, via Che Guevara, via Mao. La Costituzione nata con l’antifascismo non ha alcuna capacità di protezione delle libertà elementari dell’individuo, come si è visto nella dittatura pandemica, durante la quale sono stati violati anche i trattati di Norimberga, Helsinki e Oviedo. La nostra Corte costituzionale ha evidenziato come la Costituzione non sia stata violata in queste imposizioni gravissime: la nostra Costituzione è deficitaria, non protegge nemmeno la libertà dell’individuo a non essere costretto ad ammalarsi per fare da cavia e da fornitore di denaro alle grandi case farmaceutiche. La Costituzione è nata con l’antifascismo non ha alcuna capacità nella protezione del rispetto della fede religiosa dell’individuo, costringendo persone credenti o semplicemente etiche, a pagare con le loro tasse, l’aborto volontario, imposizione che queste persone, io per prima, trovano ripugnante. La nostra Costituzione permette che tre cittadini al giorno vengano incarcerati innocenti perché la loro innocenza sia forse riconosciuta dopo mesi, se non dopo anni, e che nessuno paghi per questi errori tragici. Questa è un’eredità diretta dal fascismo. Il momento è venuto di liberarci del fascismo e di tutti i suoi retaggi.
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