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Pirelli unica azienda del settore gomme nel Global Compact Lead delle Nazioni Unite

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Pirelli unica azienda del settore  gomme nel Global Compact Lead delle Nazioni  Unite
Marco Tronchetti Provera (Ansa)

L'azienda guidata dall'amministratore delegato Marco Tronchetti Provera è l'unica del settore gomme a essere stata confermata all'interno del Global Compact Lead delle Nazioni Unite, una classifica che premia le società impegnate a livello globale nell'implementazione e nell'avanzamento degli obiettivi di sostenibilità.

Per entrare a far parte del Global Compact, ovvero la più grande iniziativa di sostenibilità di impresa al mondo, un'azienda deve partecipare ad almeno due Action platform Global Compatc che riuniscono non solo le imprese, ma anche accademia, network locali, società civili e governi, con lo scopo di risolvere le questioni relative alla sostenibilità attraverso progetti innovativi a livello globale esposti con una relazione annuale che illustri più dettagliatamente i progressi e l'attuazione dei Dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite.

A rappresentare Pirelli nella Cfo Taskforce for the Sdgs, che vede tra l'altro proprio Pirelli tra i membri fondatori, è Francesco Tanzi, Financial officer di Pirelli: «Integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nell'approccio delle politiche legate alla Corporate finance and investment è fondamentale per poter accelerare il raggiungimento degli Sdg con azioni incisive. Questa convinzione è alla base della partecipazione di Pirelli come membro fondatore della Cfo Taskforce delle Nazioni Unite per gli Sdgs, in linea con il suo modello di sviluppo incentrato sulle partnerships for the goals». E attraverso una nota, l'azienda leader nel settore degli pneumatici comunica che «sarà parte attiva dei gruppi di lavoro della Cfo Taskforce for Sdgs per sviluppare linee guida, case history e operazioni pilota che agevolino l'adesione e l'implementazione dei Dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite».

«Così Blauer ha conquistato i giovanissimi»
Il designer-imprenditore Enzo Fusco: «Prima il target era 25-50 anni, ora spopoliamo tra i ragazzi di 12-15. Il segreto del nostro piumino? Qualità, prezzo e leggerezza. In un mercato in crisi, noi cresciamo del 12%. Il sogno per il futuro? Acquisire il 100% del marchio».

All’uscita delle scuole è quasi impossibile non notarlo. Tra zaini, sneaker e felpe, c’è un capo che continua a comparire con sorprendente frequenza: il piumino Blauer. Un fenomeno che ha travalicato le logiche tradizionali del mercato e che ha portato il marchio americano sviluppato in Italia da Enzo Fusco a conquistare una generazione che inizialmente non rientrava nemmeno nel target di riferimento.

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Apriamo gli occhi: per gli islamici siamo servi
iStock
I pregiudizi e le generalizzazioni sono sbagliati, ma il Corano (e i fatti) parlano chiaro. Il terrorismo è solo la punta dell’iceberg, poiché i musulmani considerano gli infedeli degli inferiori che vanno sottomessi. Perciò è fondamentale che l’Occidente si risvegli.

Generalizzare è sbagliato. Avere pregiudizi è sbagliato. Confondere il comportamento di alcuni individui con l’identità di un intero gruppo è un errore sia morale sia logico.

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Il laboratorio umano dei Trevallion tradito da progressisti e cattolici
Trevaillon (Ansa)
Perché ignorare la sfida a una società tecnocratica, narcisistica e sottomessa ai soldi?

Il popolo dei semplici e il mondo conservatore/liberale non si sono tirati indietro nel caso della famiglia del bosco, appoggiando il principio della libertà di scelta e il valore dell’unità della famiglia. Colpisce, invece, il mutismo che ha connotato alcuni ambienti.

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I sindaci dem rovinano le vacanze: sale la tassa di soggiorno
Gualtieri chiede maggiore autonomia sull’imposta di soggiorno Milano vuole alzarla come a Firenze. In 5 anni incassi raddoppiati.

A sinistra amano talmente tanto la patrimoniale che fanno a gara a chi alza di più quella sul turismo. Un giorno sì e l’altro pure un sindaco a tinte rosse si lamenta perché vorrebbe maggiore libertà nell’aumentare l’imposta di soggiorno, che tecnicamente non è certo una patrimoniale, ma nei fatti rappresenta un balzello con uno scarsissimo livello di progressività su uno dei diritti inalienabili della persona: la possibilità di viaggiare.

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